Tiny Bookshop – La nostra illetterata recensione

Buongiorno libreriaaaaaa! Un Tiny Bookshop apre i battenti nella nostra illetterata recensione!

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Genere: Manageriale
Multiplayer: no
Lingua/e: Inglese, tedesco, francese, spagnolo, russo, giapponese, cinese, cinese semplificato

Buongiorno, Libreriaaaaaaa!

Lavorare in un negozio, intrappolato in una routine sfiancante da commesso e una volta a casa nemmeno il piacevole sforzo di una gradevole lettura, subito a letto, sleep, repeat. Così nutriamo il mostro infame del backlog, una catasta di libri sempre più polverosi, che non smette di crescere e sembra sopraffarci giorno dopo giorno. Le cose sarebbero ben diverse se potessimo cambiare vita, traslarci nei panni di un bibliotecario, circondato da libri che aspettano solo di esser sfogliati e letti, lavoro permettendo. O perché no, una vita anche più selvaggia, da venditore itinerante. Come negozio un van con rimorchio da addobbare, per sostare nei luoghi più suggestivi della città costiera di Bookstonbury, fuori dallo stress della città, ma a contatto con gente vera. Un vecchio faro, odore di salsedine e tanti libri da mettere in ordine.

I tedeschi di Neoludic Games hanno pensato a Tiny Bookshop come a un’occasione per fuggire dalla realtà. Non esiste una vera sfida, non ci sono tasse da pagare, né concorrenza da piegare, al massimo si corre il rischio di deludere un cliente con un consiglio di lettura fuori luogo, ma il cliente prima o poi tornerà. Non si sceglie quali libri comprare, ma si paga alla cieca un lotto di libri contenuti in qualche scatola. Ne usciranno fuori libri di diversi generi, da mettere in ordine sullo scaffale, in attesa che i clienti entrino e spendano i loro sudati risparmi.

I toni sono super-rilassati. La grafica colore pastello, con sfondi appena abbozzati ma che restituiscono il luogo con una certa efficacia, musiche perfette per fare da sottofondo, quasi soffuse, animazioni semplici ma tutto sommato credibili, luoghi facili da amare poiché pittoreschi: un mercato vivido in cui artisti si esprimono liberamente, un porticciolo con un vecchio marinaio che ha tanto da raccontare e un cane randagio da coccolare, i resti di un vecchio maniero dove un gruppo di bambini si riuniscono per raccontarsi storie dell’orrore e altri di pari suggestione.

La vendita avviene in maniera automatica, e di tanto in tanto dispenseremo consigli di lettura. I clienti offrono indizi sul libro che stanno cercando. Alcuni cercano testi teatrali in cui è presente una storia d’amore, altri un racconto fantasy da più di 700 pagine, o ancora, qualcosa di semplice da leggere come un libro per l’infanzia o un manga. È qui che Tiny Bookshop riluce: i titoli da suggerire sono realmente esistenti, corredati da una breve sinossi che aiuti anche chi non conosce l’opera a capire se si tratta di un consiglio per l’acquisto adeguato. Si spazia da Piccole Donne a Dragonball, da IT ad Amleto, passando per Persepoli, Moby Dick e il Trono di Spade. Non nego che si cade facilmente nella tentazione di rincicciare il backlog delle letture o di andare quantomeno a cercare l’opera su wikipedia, anche perché la selezione è variegata e spazia da autori molto classici ad altri contemporanei, andando a toccare tutti i generi e le tematiche, incluso biografie, guide turistiche e fumetti. Ci sono molti gestionali che non scendono in questi dettagli e i topi da biblioteca avranno formaggio per i loro denti.

Il focus degli sviluppatori quindi sembra sia stato aprire la mente dei giocatori a quante più opere possibili, al punto che ogni altro aspetto è volutamente trascurato o semplicistico. Non dovrete preoccuparvi di prezzare la merce, né di lucidare gli scaffali. Certo, potrete abbellire il vostro van con piante e decorazioni, e questi andranno a modificare le previsioni di vendita (in positivo ma anche in negativo) dei libri di determinati generi, ma gli effetti non sono mai così determinanti. A colorare tutto ci sono dei personaggi del luogo che diventeranno abituè e soddisfacendo determinate condizioni sveleranno un po’ del proprio vissuto e delle loro ambizioni. I loro dialoghi prevedono risposte che anche in questo caso non sembrano influire più di tanto sull’andamento delle cose. C’è anche un giornale della città da consultare, stranamente concentrato a studiare l’andamento delle vendite di libri del negozio.

Il ciclo di compravendita è sicuramente rilassante e ben studiato. Le giornate non durano mai troppo o troppo poco e si ha voglia di tornare a vendere ancora più libri il giorno successivo, specie se per poco non si è riusciti a completare un obiettivo. La leggerezza del gioco e delle meccaniche, quasi da mobile game, spingono a volerne un altro po’. D’altronde il ciclo, per quanto intervallato dalle backstory dei vari comprimari, è senza dubbio ripetitivo e potrebbe annoiare anzitempo. La mancanza di profondità potrebbe essere la pietra tombale in caso si presenti un periodo di pausa dal gioco. Ma il difetto maggiore per noi italiani è l’assenza della lingua italiana, che renderebbe non solo il gioco fruibile a chi ha problemi con la lingua d’albione, ma anche più godibile per chiunque in generale, visto la cospicua quantità di testo, ovviamente.

In definitiva, Tiny Bookshop è un giochino leggero leggero, gli anglofoni direbbero un “cozy game”, e nulla di quello che accade a schermo è destinato a traumatizzare o esaltare il giocatore. A netto della mancanza di profondità però si passa del tempo di qualità e si viene a conoscenza di tanti libri nuovi, cosa che di questi tempi e alla mia età rischia di diventare un piacevole malus.

Ho aperto la libreria per tanti giorni su una Nintendo Switch Oled senza nessun patema a parte il caricamento iniziale, grazie a un codice fornito dal publisher.
Pro: Un gioco molto rilassante, forse anche troppo, destinato a farvi conoscere un sacco di libri nuovi, forse anche troppi.
Contro: Tiny Bookshop non ha la lingua italiana, può essere ripetitivo, la sfida è assente.
7.5

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