La nuova console di Nintendo è arrivata
Il grande giorno è finalmente arrivato. Dopo la bellezza di 8 anni, Nintendo ha rilasciato il successore spirituale e concettuale di una delle console di maggior successo di sempre, ovvero Nintendo Switch. Parliamo di una console che è stata in grado di inserirsi in una nicchia già esistente, quella delle console portatili in grado di “ibridare” due mondi separati, e di innalzarlo all’ennesima potenza facendone il suo cavallo di battaglia.
Il concetto di console ibrida è stato così forte e ha avuto una così grande influenza sul mercato che ha creato un filone di console che ora continua la sua corsa all’evoluzione tecnologica. La stessa corsa che, sotto sotto, ha trascinato ora Nintendo Switch 2 a bordo e gli ha fatto compiere un nuovo salto in avanti.

Il primo impatto appena aperta la scatola è sorprendentemente strano. La prima cosa che ci si para davanti è la console stessa, la quale risulta immediatamente più grande, per quanto leggera, rispetto al modello precedente. Specialmente se paragonata al modello del 2017, Nintendo Switch 2 risulta immediatamente più grande pur offrendo una dimensione dei bordi non particolarmente esagerata che racchiude un bellissimo schermo (benché LCD, un piccolo downgrade rispetto allo schermo di Switch OLED) da ben 7.9″ Parliamo di quasi 1″ in più di schermo rispetto al modello OLED, il quale montava già uno schermo più ampio rispetto al modello base lanciato originariamente nel 2017.

Gli stessi Joycon 2, posizionati subito a fianco di Nintendo Switch 2, risultano immediatamente più grandi al netto di un peso ottimamente bilanciato che rende questi due controller perfettamente gestibili in mano, sicuramente molto meglio rispetto ai Joycon originali che erano più piccoli e spesso risultavano fastidiosi nell’arco di poco tempo.
Tra l’altro, proprio parlando dei Joycon 2, adesso è possibile giocare ad alcuni giochi sfruttando il nuovo sensore che li trasforma praticamente in mouse. Questa capacità sarà assolutamente ottima per giochi come gli strategici e, addirittura, per gli sparatutto. Un primo esempio d’eccezione può essere Metroid Prime 4: Beyond, sponsorizzato dalla stessa Nintendo proprio in vista della possibilità di giocare con i Joycon 2 in modalità mouse. Un altro caso ottimale potrebbe essere rappresentato da giochi come Civilization, strategico e gestionale che potrà godere al massimo delle loro nuove possibilità.

Anche il nuovo dock si mostra decisamente più massiccio e ben pensato rispetto al precedente, al punto in cui l’intero airflow è stato riprogettato in meglio e le USB-A sono inserite all’esterno della scocca sin dal principio. Al suo interno troviamo anche il solito collegamento USB-C per l’alimentazione, l’HDMI Full Size per il collegamento alla TV e un attacco per un cavo LAN, in modo da avere la console connessa direttamente alla rete internet tramite il dock.
Sempre tramite il dock potremo sfruttare una delle nuove potenzialità della console, ovvero la possibilità di trasmettere alla TV immagini fino in 4K a 120fps HDR (purtroppo senza VRR, scelta strana quella di tenere questa tecnologia relegata alla modalità portatile).
A tutto ciò ovviamente non può non unirsi il “cane“, il controller che permette di unire tra loro i due Joycon 2 e che li trasforma in una specie di controller “regolare”. Ne esiste anche una versione dotata di batteria integrata, ottima per mantenere sempre in carica i Joycon 2, ma considerando la grande durata della batteria dei piccoli controller non risulta un accessorio totalmente fondamentale.

Lo ammetto, in passato non sono mai stato un grande fan del cane, soprattutto a causa delle sue dimensioni non proprio comode nelle mie mani. Questo però sembra un po’ più comodo, per quanto sicuramente non troppo diverso a livello di utilizzo, ma le dimensioni più generose dei Joycon 2 rendono tutto più fruibile.
Ma il software?
Per quanto preferirei relegare un discorso più ampio che riguarda il software ad un articolo a lui dedicato, una cosa è certa. Al netto di alcuni cambiamenti stilistici delle icone, il software è rimasto praticamente lo stesso.
Troviamo la solita schermata home con le icone quadrate dei giochi, le icone in alto a sinistra che indicano l’account (o gli account, in caso ne avessimo sincronizzati più di uno) e quelle in basso che ci riporteranno alle funzioni principali della console, tra cui il Nintendo Switch Online, il Nintendo eShop, la galleria, le impostazioni e anche le nuovissime icone relative alla GameChat, GameShare e alla gestione delle Schede Virtuali.
Sicuramente a livello generale lo stile della console risulta più moderno e unificato, sempre molto flat come su Nintendo Switch e, malgrado tutto, ancora dobbiamo rinunciare ai temi che anche in questa nuova console si limitano a uno Chiaro e uno Scuro.

E per quanto riguarda i giochi?
Questo è un aspetto che sicuramente verrà sviscerato nel corso degli anni, delle recensioni e dei pezzi che ognuno di noi scriverà da qui ai prossimi anni sul sito. Ma sicuramente da subito si nota una grandissima differenza tra i giochi ideati per Nintendo Switch e quelli che invece stanno arrivando nativamente su Nintendo Switch 2.
Per esempio, The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom su Nintendo Switch 2 non rende come potrebbe fare se invece acquistaste l’aggiornamento dedicato alla nuova console. È chiarissima anche così la grande differenza prestazionale e di risoluzione dello schermo. I vecchi giochi vengono ovviamente riprodotti alla risoluzione nativa del primo Nintendo Switch, quindi a 720p, che su uno schermo al doppio della risoluzione risultano ovviamente anacronistici.

Anche il framerate è visivamente “inferiore” a ciò che potrebbe raggiungere con l’aggiornamento, dove però il tutto risulta decisamente solido e senza i cali di framerate che prima erano piuttosto costanti. Hyrule Warriors: L’era della Calamità gira nettamente meglio su Nintendo Switch 2 rispetto alla console precedente, il tutto senza alcun aggiornamento ma grazie alla potenza bruta della console stessa.
La risoluzione ovviamente rimane inferiore, e questo dettaglio rimarrà tale salvo aggiornamenti dedicati. Ma in tutti quei casi in cui i giochi non fossero in grado di mantenere un framerate costante sul primo Nintendo Switch, sulla nuova generazione lo stesso risulterà nettamente migliore, seppur bloccato a quello che gli sviluppatori volevano cercavano di raggiungere in origine.
Un altro esempio interessante è Astral Chain, un gioco sicuramente eccellente già su Nintendo Switch, il quale però subiva a volte diversi cali di framerate dati da un hardware già piuttosto datato al momento del lancio. Su Nintendo Switch 2, sebbene sempre lockato sui 30fps previsti da Platinum Games, possiamo goderci l’intera esperienza senza alcun calo di framerate e quindi godendoci molto di più l’intera avventura.
Arriveranno sicuramente diversi aggiornamenti dedicati a molti giochi per renderli non solo compatibili con Nintendo Switch 2, ma anche in grado di sfruttare meglio l’hardware della nuova console per garantire un framerate superiore e una risoluzione aumentata.