Front Mission 1st: Remake – Recensione di una recensione

Recensione del remake del remake del primo Front Mission, gioco strategico degli anni 90 di una serie più famosa in Giappone che da noi.

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Genere: Strategico a Turni su Griglia Quadrata
Multiplayer: No
Lingua/e: Italiano

Visto che oramai va di moda, ho chiesto a chat GPT di fare una recensione di Front Mission First. In inglese, poi l’ho passata su DeepL per portarla in italiano. Il risultato qui sotto.

Front Mission First è una versione rimasterizzata del classico gioco RPG tattico e lo fa rivivere con una grafica e una meccanica di gioco aggiornate. La storia segue un giovane soldato di nome Huan, che si ritrova nel bel mezzo di un conflitto globale e deve destreggiarsi tra gli intrighi politici e gli infidi campi di battaglia per scoprire la verità che si cela dietro il conflitto.

Il sistema di combattimento è profondo e coinvolgente, con un’ampia varietà di mech personalizzabili tra cui scegliere e molteplici modi di affrontare ogni battaglia. Il gioco presenta anche una trama ramificata con finali multipli, che aggiunge valore di rigiocabilità alla già lunga campagna.

La grafica aggiornata è un punto di forza, con ambienti e modelli dei personaggi splendidamente resi che rendono il gioco più coinvolgente che mai. Anche la colonna sonora è di prim’ordine, con una serie di brani emozionanti che si integrano perfettamente con l’azione sullo schermo.

Nel complesso, Front Mission First è un gioco imperdibile per gli appassionati del genere RPG tattico e per coloro che sono nuovi alla serie è un ottimo punto di ingresso nel mondo di Front Mission. La grafica e le meccaniche aggiornate lo fanno sembrare un gioco nuovo di zecca, pur mantenendo il fascino e la profondità dell’originale. Un’esperienza davvero eccellente.

ChatGPT e DeepL

Può bastare una cosa scritta, o meglio riformulata assimilando mille pezzi diversi da chissà dove, di una IA? Forse. Per molti si. Anche se si tratta del capitolo per DS. Io come avrei gestito la recensione di Front Mission First Remaster? Beh, vediamo.

Stiamo vivendo un momento storico dove i videogiochi, che esistono da relativamente poco tempo rispetto agli altri media, invecchiano molto velocemente e pertanto c’è bisogno di continuare a riproporli su macchine moderne. Dopo Sony che ci ha deliziato con una remaster di una remaster di un gioco uscito nella parte finale della vita di Playstation 3, ci stiamo trovando di fronte altre remake di remake. Tactics Ogre: Reborn è uno. Front Mission 1st è un altro.

Front Mission è una serie di giochi tattici a turni che nasce dalle menti di G-Craft e pubblicato da Square. Il capitolo in questione è il primo, e si affacciò solo in Giappone su Super Nintendo nel 1995. Fu portato poi su WonderSwan e Playstation nel 2003, con il nome Front Mission 1st. Questa versione aggiunse un nuovo scenario e nuovi contenuti ma rimane fermo in Giappone.
Solo su Nintendo DS nel 2007, il titolo finalmente arrivò in occidente, ma solo negli Stati Uniti, offrendo ancora più contenuti.

Quindi per noi europei, questa versione del gioco è la prima volta che possiamo giocare a questo titolo. Ma perché dovremmo?

Se siete nuovi partite dall’OCU. Quella UCS sa essere talmente brutale da farvi chiedere un appuntamento dal proctologo

Siamo nel 2090. Isola di Huffman, un’isola emersa nel mezzo dell’oceano pacifico in seguito ad intensa attività vulcanica. Il mondo si è unificato in grosse macronazioni, con le Americhe del nord e sud unite nell’USN, mentre i popoli dell’Oceania sono convolati nell’OCU. Entrambe volevano avere il controllo dell’isola e questo portò al primo conflitto di Huffman, nel 2070. Ora l’isola è divisa in due tra le due superpotenze, con una pace mantenuta sul filo del rasoio. Ed il giocatore si troverà al centro di eventi che riaccenderanno le fiamme della guerra.

Insomma, ci troviamo nel vicino futuro in una storia geopolitica, seguendo personaggi che per mestiere ed opportunità si ritrovano a pilotare Wanzers, ovvero dei carri armati bipedi, nuove macchine da guerra che si affiancano a tutte quelle tradizionali. La storia, i personaggi e le tematiche trattate sono mature e non si fanno problemi a toccare argomenti non proprio facili. Il vedere una guerra da tutti i lati, capire che ogni fazione vede l’altra attraverso una lente distorta, come la propaganda e le informazioni costruiscono la percezione, era raro nel 1995 ed è raro anche oggi nel mondo del gaming.

EH INDOVINA UN PO’.

Il risultato è che si forma una grande storia interconnessa, con intrecci politici che legano il tutto e persone che si trovano coinvolte negli eventi. Alcune di loro faranno la differenza, altre no, saranno semplici spettatori di un qualcosa più grande di loro. E questa narrativa si impreziosiva di capitolo in capitolo. Square ci ha fatto sapere che ha in programma un remake di Front Mission 2 e 3, fatti nella stessa maniera. Quindi Questo Front Mission 1st è un ottimo punto di partenza di una storia che potremo seguire nel suo divenire. Chissà se questo farà smuovere le acque anche per portare anche gli ultimi due capitoli della serie, così da averla tutta a disposizione tradotta ed a portata di console moderne.

Detto questo, se la parte di background e lore è un punto di forza, i personaggi sono più altalenanti per qualità. Non mi dilungo troppo, ma si passa da stereotipi a qualcosa un pelo più stratificato con abbastanza frequenza. Anche trama come storia in se, non è nulla di eccezionale se isolata dal resto. Sa trascinare principalmente perché si basa sul carpire informazioni per ricostruire il quadro degli eventi ed avere due campagne dai lati opposti del conflitto e temporalmente sfalsate aiuta il quadro generale.

La parte più bella è sempre quella di vedere crescere il proprio robottone, ora con grafica davvero a puntino.

Le note dolenti riguardano il gameplay. Front Mission era un gioco particolarmente ostico. C’è tutta una progressione matematica, con i livelli dei propri piloti che influenzano le abilità con determinate armi e tutta una struttura di evoluzione dove si spendono soldi per equipaggiare i propri Wanzers al meglio, ma questo non aiuta particolarmente quando la base è basata su un modello RNG.

Ogni Wanzer è composto da parti indipendenti, di gambe, braccia e torso. Il torso distrugge il mech, le altre incapacitano l’utilizzo dell’arto con le associate armi. Ecco, queste parti vengono colpite in maniera randomica, rendendo le prime schermaglie in completa balia del caso e questo può portare ad una frustrazione tale da far abbandonare il gioco o a bollarlo come ingiusto e scorretto.

Fortunatamente salendo di livello i vostri tiratori saranno in grado di usare un’abilità per colpire parti specifiche e si può abusare di questo per salire di livello velocemente o finire le battaglie velocemente.
Questo approccio purtroppo è una sorta di collo di bottiglia strategico. La strada per vincere è una sola e quindi meglio portare tutto il proprio esercito ad omologarsi. Il tutto con un’interfaccia ed una velocità di battaglia rimaste arcaiche. Il risultato è uno strategico che soffre molto lato design e che non è tarato per asservire i non veterani del genere, oramai tarati a determinate storture storiche.

Ed è un peccato enorme, perché la parte audiovisiva è stata ritoccata a puntino ed il gioco ha una presentazione gradevole, funzionale e molto più moderna. Però non era questa la strada da intraprendere. Per Tactics Ogre è stato fatto un lavoro minimo sulla presentazione ed ottimo sui miglioramenti al gameplay, tanto che è un gioco nuovo anche per i veterani. E secondo me è anche migliore in senso più assoluto. Qui invece abbiamo la struttura originale con tutte le sue ottusità sotto una veste più bellina.

I combattimenti danno molta sensazione di DAKKA DAKKA

Entrambe no eh? Da cestino delle offerte, anche se parte già da un prezzo più budget almeno.
Bene quante cose ho detto di diverso da GPT?

Impegnato per oltre 20 ore grazie ad un codice fornito dal publisher
Pro: Buona riproposizione grafica di una serie cult, per appassionati e con un’ambientazione inusuale per il genere
Contro: Il gameplay dovevano svecchiarlo perché così è un cazzotto nello stomaco
6.8

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