Zelda Breath of the Wild: ecco come sarebbe stata l’acqua avvelenata, scartata dalla beta

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La beta di The Legend of Zelda: Breath of the Wild prevedeva intere paludi avvelenate, poi scartate dal prodotto finale. Un utente ne spiega il funzionamento.

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Un altro piccolo segreto di sviluppo è stato svelato

Ormai parlare di The Legend of Zelda: Breath of the Wild è all’ordine del giorno: i giocatori continuano a passare ore e ore sul capolavoro Nintendo scoprendo nuovi segreti e curiosità interessanti anche dopo diversi anni dalla pubblicazione.

Oltre a incredibili forzieri irraggiungibili e località segrete, ci sono anche degli elementi di Breath of the Wild che erano presenti nelle versioni beta del gioco e che non sono arrivati nel prodotto finale. Una di queste idee riguarda l’acqua avvelenata, una meccanica particolare che, prevedibilmente, fa perdere salute a Link quando vi si immerge.

Un utente di YouTube è riuscito a filmare, forzando il codice di gioco, l’acqua avvelenata come se si trovasse all’interno del gioco finale, e ne spiega le meccaniche in manierà più approfondita.

A quanto pare, quest’acqua avrebbe avuto un colore violaceo. Sia Link che gli NPC del gioco ricevono danni quando entrano a contatto con essa, ma la cosa interessante è che Link nello specifico può comunque usare tutte le sue normali tecniche di nuoto: l’unica differenza è che la sua salute scenderà gradualmente.

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I nemici prenderanno danni esattamente al pari di Link, ma sono stati visti durante il gameplay alcuni personaggi camminare spontaneamente dentro l’acqua e sparire conseguentemente. Questa potrebbe essere stata una delle ragioni che hanno spinto gli sviluppatori a scartare questo elemento dal gioco finale, e permettere a Link di nuotare ovunque senza troppi pensieri.

Cosa ne pensate di questa scoperta? Sarebbe stata un’idea interessante da inserire in Breath of the Wild?

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