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King of Seas – Pronti a salpare in un mare di guai!

Game

Benda, pappagalo e rhum: c’è tutto? Ah, la vita del corsaro, che meraviglia! Passare i propri giorni in mezzo ai mari, circondati da compagni scorbutici e puzzolenti, privi di qualsiasi confort e costantemente impegnati a […]

Benda, pappagalo e rhum: c’è tutto? Ah, la vita del corsaro, che meraviglia! Passare i propri giorni in mezzo ai mari, circondati da compagni scorbutici e puzzolenti, privi di qualsiasi confort e costantemente impegnati a […]

Maggio 24, 2021

Benda, pappagalo e rhum: c’è tutto?

Ah, la vita del corsaro, che meraviglia! Passare i propri giorni in mezzo ai mari, circondati da compagni scorbutici e puzzolenti, privi di qualsiasi confort e costantemente impegnati a rischiare la vita per abbordare le navi altrui ad ogni occasione. Alcool, canzoni, scazzottate… e a volte ci lasciavi anche le penne per qualche malattia molto fastidiosa (o semplicemente perché finivi in mare in pasto a pesci). Che lusso ragazzi, che lusso.

Capisco però che non tutti possano provare la stessa fascinazione per la via del bucaniere, ed è per questo che sono qui a proporvi un’alternativa abbastanza valida ai naufragi e lo scorbuto: King of Seas!

Benvenuti nelle acque più blu di tutti i mari. Colazione non inclusa.

Sviluppato dall’italianissima 3D Clouds e distribuito dal leggendario “Team 17“, King of Seas è in arrivo su Nintendo Switch il prossimo 25 maggio, portando sulla console ibrida un universo piratesco leggero e accattivante, ma non privo del carattere che ci si aspetta quando si chiamano in causa i pirati e il loro stile di vita fuorilegge.

Nulla di preoccupante però, perché il tono è dettato da una storia di rivalsa contro misteriosi cospiratori che intralciano la nostra vita di eredi al trono, costringendoci alla macchia. Ma come insegna la narrativa del genere, un cambio di paradigma così estremo può anche portare qualcosa di buono: vittime di un agguato inaspettato da parte della nostra stessa marina, naufraghiamo venendo recuperati da pirati che sembrano piuttosto interessati al tumulto politico in corso e ci offriranno l’occasione di rivalerci con gli interessi contro le forse militari fin troppo zelanti e sorde alle nostre parole di innocenza.

Capitano, tu non me la racconti giusta.

A parlarne così sembra che si voglia tratteggiare un’epica di proporzioni consistenti, a cavallo tra mondi, ma in realtà ci troviamo nella più classica delle avventure arcade che vedono l’eroe compiere un percorso di redenzione tra un nuovo loot e un aggiornamento ai propri cannoni: se non avete familiarità con il genere, immaginate un “Diablo in barca a vela” per avere un’idea abbastanza chiara di cosa vi attende.

I curiosi personaggi che tratteggiano la storia fanno da tutorial, supporto e guida costante per i nostri progressi, mentre scopriamo la nostra libertà esplorando le mappe: casse abbandonate, relitti, naufraghi e coste ricolme di tesori ci attendono, spesso distraendoci dal nostro obiettivo principale.

Verrebbe da dire che non è il caso di perdere la bussola, ma dopo aver sperimentato e familiarizzato con il sistema di navigazione, l’istinto è di andare là dove il mare è più blu. Anche se il nostro Primo Ufficiale ci consiglia di invertire la rotta…

HO CAPITO, DAMMI TREGUA! Mi sembri Navi in Ocarina of Time!

Ma bando alle chiacchiere, come si diventa provetti navigatori? Diciamo che è meno difficile di quanto sembri, ma non per questo tutti potranno dare il meglio fin da subito! Per quanto la visuale possa fornire un’idea di titolo molto semplificato e spiccatamente arcade (quale è, nessuno lo nega), King of Seas rispetta di dogmi del genere e richiede di familiarizzare con il concetto di vento, vele e rotta, offrendoci un controllo su velocità e virata che di certo non ci consente di muoverci sull’acqua come fossimo in un twin stick shooter.

“Alza le vele, prendi velocità, attendo a non sbattere sugli scogli, abbassa le vele che stiamo arrivando in un porto… occhio al galeone in arrivo, non urtarlo!” – questo potrei essere io se fossi realmente capitano di una delle navi del gioco! Le fasi iniziali sono esilaranti, in particolare se ci si rende conto di essere imbranati ma con un buon potenziale di miglioramento: passare dall’essere esperti speronatori di spiagge inermi a sguscianti velieri che sprizzano da tra navi e rocce senza neanche sfiorarle è esilarante.

E poi arrivano le armi!

E per le prime 50 chiamate, il ceppo portacannoni è incluso in omaggio!

Semplicità devastante: come ogni corsaro che si rispetti, ci affidiamo ai cannoni schierati sulle nostre fiancate – non possiamo certo sparare da prua, non è uno shmup – e dobbiamo imparare presto a come gestire gli affiancamenti quando vogliamo attaccare. Regola numero 1: se puoi sparare tu, al 90% può sparare anche il tuo avversario, quindi è cruciale danzare tra le onde creandosi un’occasione di tiro mentre si cerca di ridurre le possibilità agli altri.

Stiano tranquilli gli amanti della confusione e delle esplosioni, perché oltre ai cannoni le nostre navi possono essere dotate di armi secondarie anche devastanti, come il fuoco di prua o il mortaio infuocato, fondamentali per spezzare la volontà di avversari troppo baldanzosi. Certo non potremo abusarne, visto che l’uso di ogni singola arma secondaria fa partire un cooldown anche per tutte le altre equipaggiate. Ma col giusto tempismo e in combinata con i nostri cannoni, si possono ottenere risultati pirotecnici che danno grande soddisfazione, in particolare quando ad attaccare per primi sono gli altri…

Raga giuro io stavo solo passando di qua per caso, non vi stavo neanche guardando…

Ma la vita nei mari non è fatta solo di conflitti e ci porterà a conoscere in ogni porto misteriosi personaggi che danzano sul filo della legalità e del doppiogioco, mercanti in grado di arricchirci o toglierci tutto se non stiamo attenti, così come carpentieri sempre pronti a riparare e modificare i le nostre navi – con il giusto compenso. Ah, non dimenticate di bazzicare nelle taverne, perché oltre agli ultimi pettegolezzi si possono trovare nuovi membri per la nostra ciurma!

Una volta padroneggiate le dinamiche base, lo spirito del loop di gameplay inizia ad essere più chiaro, toccando le giuste corde: esploriamo per raccogliere materiali e soldi, attacchiamo le navi quando riteniamo opportuno (ritirandoci se necessario), ripariamo la nave, controlliamo il bottino e ripartiamo verso il prossimo porto, dove vendere tutto ciò che abbiamo recuperato e non ci serve. Come Diablo, dicevamo?

Un po’ sì, ad essere sincero… soprattutto se sbucate dal nulla di notte!

Siamo ben lontani dall’aver approfondito il nostro viaggio in questo curioso King of Seas, ma lo spirito del bucaniere ci pervade come poche altre volte è successo negli ultimi tempi: un occhio di riguardo dovrebbero averlo i nostalgici di serie classiche come Sid Meier’s Pirates! o coloro che in Assassin’s Creed 3 e 4 passavano più tempo a inseguire pirati che a caccia di templari.

C’è poi tutta una narrazione da seguire, tanti personaggi da conoscere e un mondo le cui regole ancora non ci sono totalmente chiare: tra marina militare e pirati, non manca l’elemento soprannaturale, pronto a prenderci di sorpresa quando meno ce l’aspettiamo. Che sia il devastante tentacolo di un Kraken o l’assalto di navi fantasma, nessun mare è mai abbastanza tranquillo in King of Seas: ne usciremo con la stiva intera?

Vi faremo sapere nei prossimi giorni come prosegue la nostra avventura, a presto!

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