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Nintendo, Coronavirus ed i probabili rallentamenti nelle vendite del 2020

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L’inizio del nuovo decennio potrebbe non essere molto florido per Nintendo, per via della minaccia del Coronavirus.

18 Febbraio 2020

Il noto virus cinese minaccia le vendite della console Nintendo

I primi due mesi del nuovo decennio hanno preso il via con una serie di notizie ben poco confortanti, a partire dal numero importanti di titoli rimandati a date successive rispetto a quelle previste, fino alla ben più grave crisi cinese provocata dal Coronavirus.

Il virus, originato inizialmente nella città di Wuhan, in Cina, sta continuando la sua diffusione in tutto il continente asiatico, e poco per volta diversi casi sporadici cominciano a manifestarsi anche in altri paesi del mondo, tra cui l’Italia (per adesso si parla solo di un paio di persone). Ma, rimanendo in tema videoludico, il Coronavirus si sta ponendo come una seria minaccia per tantissimi produttori di hardware, tra cui la stessa Nintendo.

Nintendo e la produzione cinese

Nel corso degli anni, la Cina è diventata uno dei centri di produzione più importanti di tutto il pianeta. Non solo aziende nel settore della telefonia e dell’informatica, ma anche le stesse Microsoft e Sony hanno portato i loro centri di produzione proprio nel paese cinese.

Nintendo, dal canto suo, produce la gran parte delle sue console proprio in Cina, avendo affidato la produzione nelle mani dell’azienda Foxconn, già famosa in quanto prima fornitrice mondiale per i prodotti targati Apple.

Le motivazioni che spingono le aziende a spostare le loro linee produttive in Cina, ovviamente, sono molteplici. La più importante è sicuramente quella relativa ai costi di produzione, molto più bassi che nei paesi d’origine delle rispettive aziende, nonché un maggior livello di produttività ottenuto con orari di lavoro molto più lunghi ed estenuanti rispetto al normale.

Nel 2019, però, Nintendo ha spostato una parte della sua produzione in Vietnam, conscia delle possibili ripercussioni che avrebbe potuto subite a causa delle tensioni scatenatesi tra Washington e Pechino, con potenziali ripercussioni sui dazi doganali applicati ai prodotti dell’azienda giapponese.

Coronavirus e l’impatto sulla produzione e distribuzione

I recenti sviluppi in tema di ricerca sul Coronavirus hanno creato non pochi problemi per quanto riguarda l’esportazione di prodotti all’estero. Non solo le aziende stanno subendo bruschi ritardi, dovuti alla chiusura temporanea di diversi stabilimenti al fine di proteggere i propri dipendenti dal virus, ma la ricerca scientifica ha scoperto che lo stesso Coronavirus è in grado di rimanere a contatto con le superfici inanimate (quindi anche con le componenti hardware, oltre che con vestiti, pareti e tutto il resto) fino ad una decina di giorni circa.

La nuova versione di Nintendo Switch griffata Animal Crossing

Queste scoperte ed i relativi rallentamenti rischiano seriamente di impattare non solo sull’attuale volume di produzione della console, ma anche di rallentare le vendite mondiali dei prodotti Nintendo.

A condurre questa ricerca è stata la testata Bloomberg, nel cui articolo dettagliato e dedicato a questa vicenda ha riportato anche diversi dati che raffigurano la grandezza e l’importanza del mercato statunitense per Nintendo.

Quasi la metà del mercato Nintendo è composto dal solo Nord America

Per quanto riguarda le spedizioni di Nintendo Switch nei primi due mesi del 2020, Bloomberg non ha individuato alcun problema di scorte. Problemi che, invece, potrebbero presto verificarsi con il lancio dell’edizione speciale dedicata ad Animal Crossing New Horizons, evento molto importante per Nintendo.

Stando a Bloomberg, il grosso guaio nella distribuzione potrebbe verificarsi non tanto in fase di produzione, ma nel momento successivo in cui i container carichi di prodotti vengono caricati sulle navi da trasporto, le quali stanno subendo ovvi ritardi e rischierebbero quindi di non riuscire a tornare a pieno regime prima del mese di aprile. Ovviamente la distribuzione non si fermerebbe del tutto, ma subirebbe comunque un rallentamento piuttosto importante.

Ovviamente Nintendo ha già annunciato che rimarrà vigile in merito alla vicenda, ma che per ora non prevede alcun rallentamento nella distribuzione dei suoi prodotti.