Speciali

Il 2020 ludico mi mette in confusione

Game

Un 2020 in arrivo che risulta molto più piatto degli anni a venire.

Un 2020 in arrivo che risulta molto più piatto degli anni a venire.

17 Febbraio 2020

Passano i giorni, e non faccio altro che pensare al nuovo Animal Crossing, al quale dedicherò meno energie del solito, perché adesso che vivo con Mari ci sono solo due opzioni: comprare due cartucce, quindi ognuno per sé, o uno dei due fa il “secondo giocatore” e Animal Crossing, insieme a Luigi’s Mansion 3, è uno di quei pochi giochi a fregiarsi ancora dell’eredità, ricevuta dai primissimi videogiochi arcade e trasmesso poi al NES, di un certo atteggiamento discriminatorio degli sviluppatori nei confronti del secondo giocatore. Bel vanto.

In certi giochi, ormai pochi, e sarà coincidenza, quasi tutti Nintendo, il secondo giocatore è uno sfigato che dipende dal primo giocatore. In Luigi’s Mansion 3 il secondo giocatore non può esplorare liberamente e aprire le porte, e solitamente in Animal Crossing il primo giocatore è il patron/sindaco/dittatore del villaggio. Il secondo giocatore comunque può avere la sua casetta da abbellire, e dovrebbe anche ringraziare, stop. Un po’ come quando facevate giocare il fratellino. Con la scritta “INSERT COIN” o “PRESS START TO PLAY” bella lampeggiante in primo piano.

cabinato di Pokémon tretta
Sì, tranquillo, ti ci faccio giocare, ma ancora non sono morto

Se questo è il titolo che aspetto di più quest’anno, e ci devo giocare sotto queste condizioni (a meno che New Horizons differisca da quanto illustrato sopra, cosa in cui spero, ma so già che…), capirete perché il mio entusiasmo ludico verso il 2020 sia ridotto davvero ai minimi termini. In realtà mi sono un po’ depresso durante la stesura della top10 pazza del decennio, un pezzo che ho fortemente voluto, per ricordare e far ricordare alcuni dei giochi che considero dei pilastri da conoscere assolutamente (e che divertono dannatamente anche dopo anni). Mi sono depresso perché mentre scrivevo, recuperavo informazioni e immagini, e guardavo i miei giochi sullo scaffale, la colonna sonora di quel momento di vita era “Gli anni” di Max Pezzali (sì, lo so, pubblicato come 883, ma mi fa strano scrivere “gli 883”). E io non sono così. Non sono mai stato “nostalgico”.

I nostalgici sono quelli che sono disposti anche a giocare delle ciofeche inenarrabili, e guai a fargli notare che quello che apprezzano non è tanto la qualità del gioco, ma il valore aggiunto che sta proiettando, grazie a un passato dove tutto era più bello, specialmente perché non dovevi guidare, fare la spesa e pagare le tasse. Se c’è un dispiacere che provo, non è tanto la nostalgia, quanto la consapevolezza che sia sempre più difficile proporre giochi come Katamari Damacy o The Wonderful 101. Ironia della sorte, sto scrivendo proprio nel giorno in cui Platinum Games sta tirando su un galeone di dollari con il kickstarter di The Wonderful 101. Che è un po’ una sconfitta.

bloodstained ritual of the night
Un tempo un nuovo Castlevania sarebbe stato un evento

Se un’idea interessante quanto un nuovo Viewtiful Joe, o giochi come Okami o Silent Hill, non hanno diritto un loro spazio per i grossi publisher e devono passare per Kickstarter o peggio ancora, non venire pubblicati affatto, il risultato è la povertà di idee degli ultimi dieci anni, in cui la soluzione ai problemi finanziari sembra far uscire un Battle Royale o un giochino mobile spremi-portafogli. Va da sé che questo prossimo futuro, in cui si avvicendano almeno due console nuove, mi lascia freddino perché per quanto sia sempre curioso davanti a nuovi hardware, questi mi sembrano nascere in un contesto sterile e privo di scenari interessanti. Spero vivamente che al prossimo decennio, se sarò ancora vivo e scriverò ancora, non mi vedrò costretto a una Top3, anche se questo sarebbe un toccasana per il mio backlog.