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The Dark Crystal: Age of Resistance Tactics, una recensione Thra-nquilla

Game

The Dark Crystal Age of Resistance – Tactics sbarca su Nintendo Switch. Riuscirà ad essere all’altezza delle aspettative?

The Dark Crystal Age of Resistance – Tactics sbarca su Nintendo Switch. Riuscirà ad essere all’altezza delle aspettative?

Nintendo Switch, PC
15 Febbraio 2020
Genere
TRPG
Lingua
Italiano, Inglese, Francese, Tedesco, Spagnolo

La rinomata opera di Frank Oz e Jim Herson sbarca su Nintendo Switch sotto forma di gioco di ruolo.

The Dark Crystal nasce nel lontano 1982 dalle prestigiose mani di Frank Oz e Jim Herson. Le suggestive ambientazioni fantasy, la strepitante colonna sonora ed il carisma dei personaggi hanno trovato la perfetta unione anche grazie alla maestria di Jim Herson, colui che materialmente guidava le marionette durante le riprese.

Il 10 agosto 2019 su Netflix sbarca The Dark Crystal Age of Resistance, un prequel ambientato diversi anni prima rispetto al film originale. Proprio da questa serie trae origine il titolo di cui vi parlerò oggi.

Per Thra, per i Gelfling

Thra è un mondo rigoglioso, in cui diverse popolazioni convivono in pace ed in piena unione con la natura. La stessa essenza vitale di Thra è racchiusa in un cristallo, conosciuto come “Cristallo della verità” e protetto da tempo immemore da Madre Aughra.

E’ tempo di partire

L’arrivo degli Skeksis, una popolazione non originaria di Thra, fu l’inizio del declino. Essi donarono a Madre Aughra uno speciale Planetario per osservare e scoprire i segreti dell’intero universo. Essa, fissandosi con le sue scoperte, affidò il cristallo agli Skeksis che iniziarono a studiarlo per carpirne i segreti.

C’è un dettaglio piuttosto importante da tenere in considerazione prima di giocare a The Dark Crystal: Age of Resistance Tactics, ovvero che esso recupera appieno la storia dalla serie Netflix e la imposta sotto forma di videogioco. Non troverete scene inedite rispetto a quelle viste nella serie, ma ovviamente vi conviene giocare a questo gioco dopo la visione del prodotto Netflix.

Gelfling in battaglia

Come riporta la dicitura alla fine del nome – Tactics – parliamo di un gioco di ruolo tattico, in cui dovremo disporre i nostri personaggi su una mappa/scacchiera per farli muovere e combattere.

Social Network in un mondo fantasy

Le mappe di gioco non sono mai troppo grandi, ma richiederanno comunque qualche turno per essere attraversate completamente dai protagonisti della nostra avventura. In esse troveremo dislivelli, zone che possono infliggere danno oppure portare dei bonus, e tutto ciò che siamo abituati a vedere in titoli del genere da molti anni a questa parte.

Come detto poco sopra, The Dark Crystal: Age of Resistance Tactics ricalca fedelmente le gesta dei Gelfling nella serie TV, riproponendo un avanzamento della storia di pari passo con quella intravvista nella serie stessa. Anche i personaggi disponibili nelle singole mappe saranno gli stessi degli eventi già noti nella serie, e seguiranno allo stesso modo il loro ciclo di vita e morte.

Fondamentalmente, in ogni turno potremo compiere 3 azioni distinte: spostare il personaggio sulla mappa, attaccare un nemico o lanciare una magia ed infine saltare il turno. Il livello di difficoltà generale non è troppo elevato, e basterà imparare le debolezze e le resistenze di determinati nemici per riuscire ad uscirne vincitori anche dalle battaglie più complicate, a volte addirittura limitandosi a correre il più velocemente possibili verso il traguardo al fondo della mappa.

Di battaglia in battaglia avremo modo di potenziare i nostri Gelfling, comprando loro nuovi equipaggiamenti e migliorando le diverse abilità (nonché classi) in loro possesso. Niente di eccezionale, ma giusto una minima spolverata di componente RPG.

Difetti da Skeksis

Un po’ come gli Skeksis credono di essere invincibili ed anelano all’immortalità, allo stesso modo The Dark Crystal: Age of Resistance Tactics porta con sé una lunga serie di difetti che avrei preferito non dover considerare.

Mai odiato così tanto una ruota delle abilità

Anzitutto è bene sottolineare un fattore importante: il gioco è lento. Se avete giocato ad altri titoli dello stesso genere, senza nemmeno voler infierire con capolavori come Xcom, Fire Emblem o Mario+Rabbids (per voler rimanere nel moderno), ma anche solo limitandosi ai Disgaea più vecchi, o Valkyria Chronicles e via discorrendo, troverete i ritmi di gioco letteralmente distruttivi. Il solo muoversi e poi attaccare è un’azione che comporta non pochi fastidi, poiché è necessario muoversi in questo modo:

  • Selezionare con A sul personaggio
  • Sulla ruota delle abilità selezionare movimento
  • spostare il cursore sulla casella vuota
  • selezionare A per convalidare lo spostamento
  • selezionare A sul personaggio
  • Sulla ruota delle abilità selezionare “attacca”
  • Selezionare con A il nemico
  • Confermare

Uno strazio, soprattutto per chi è abituato a combattimenti più veloci. A tutto ciò si unisce un lato tecnico non proprio impressionante, ma anzi piuttosto basilare. I modelli 3D svolgono bene il loro lavoro ma lasciano un po’ il tempo che trovano a livello visivo.

Cose belle

E, purtroppo, la storia stessa è un grosso difetto di questo gioco. Intendiamoci, di per sé la storia è molto bella ed è un motivo più che valido per abbonarsi a Netflix per vederne la serie. Ma questo gioco non toglie e non aggiunge un centesimo alla storia già vista nella serie. Possiamo parlare, quindi, di un’occasione sprecata per approfondire magari le storie di alcuni personaggi, o per creare un punto di vista alternativo.

Disegni e musica

A far tirare un sospiro di sollievo troviamo, fortunatamente, l’immancabile comparto artistico. Malgrado la mancanza di animazioni 3D, il team di sviluppo ha preferito optare per una narrazione basata su dei fumetti, non la soluzione che avrei sperato ma che si fa perdonare dallo stile dei disegni. non eccezionale, ma comunque gradevole.

La soundtrack è bellissima, come sempre

La colonna sonora, fortunatamente, mantiene altissimo il suo livello così come nella serie TV. Si tratta, probabilmente, del punto più alto raggiunto da questo titolo e riesce a coniugare alla perfezione le fasi di battaglia con i momenti calma.

Non al livello delle marionette, ma comunque piacevoli

Insomma, The Dark Crystal: Age of Resistance Tactics è un titolo che rasenta la mediocrità in un mercato sempre agguerrito e che tira fuori nuovi titoli di grande qualità ad un ritmo impressionante. L’amore per The Dark Crystal e per tutti i prodotti nati (e che nasceranno) dalla brillante opera del duo Oz/Herson non bastano per soprassedere a difetti piuttosto pesanti e fastidiosi.

0
10
6
La storia è sempre splendida, la soundtrack, tanti personaggi da usare
Troppo lento e macchinoso, graficamente arretrato, difficoltà puntata verso il basso

MODUS OPERANDI

Terminata l'avventura principale grazie ad un codice gentilmente offerto dallo sviluppatore