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Nintendo, Blizzard ed Hong Kong: tre storie, un unico intreccio

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Pubblicato il
17 Ottobre 2019

I fatti di Hong Kong pesano ancora molto sul rapporto tra le due società

Il lancio di Diablo III Eternal Collection prima e di Overwatch nella giornata di ieri hanno sancito un nuovo legame tra Nintendo e Blizzard, software house conosciuta grazie ad alcuni tra i brand videoludici più longevi di sempre.

Diablo III Eternal Collection è riuscito a ritagliarsi un posto di assoluta importanza nel cuore dei fan Nintendo, che hanno avuto modo di giocare ad un titolo del genere, per la prima volta, su una console portatile. L’annuncio di Overwatch, titolo multiplayer estremamente popolare sulle altre piattaforme, ha concretizzato e cementificato il rapporto non solo tra le due aziende, ma anche con la fanbase di entrambe.

Eppure, le notizie recenti relative al caso di Hong Kong, ed alle dichiarazioni di un giocatore di Heartstone, hanno in qualche modo incrinato il neonato rapporto.

L’inizio di tutto

Il 9 ottobre 2019, pochi giorni fa, il giocatore di Heartstone Blitzchung ha risposto ad alcune domande postegli dai due commentatori dell’evento, trasmesso in diretta streaming, ostentando il suo supporto alla causa dei manifestanti di Hong Kong, ancora oggi strenuamente impegnati nella difesa della loro libertà.

La reazione di Blizzard è stata immediata e senza pietà. Nel giro di pochissime ore Blitzchung si è ritrovato sospeso da ogni competizione ufficiale di Blizzard per un anno, ed ai due commentatori è toccata una sorte molto simile.

La reazione dei fan si è tramutata nella creazione dell’hashtag #boycottblizzard

Il gesto è stato talmente grave che, nell’arco di poco, una grande parte del fandom di Blizzard (e non solo) si è rivoltato contro l’azienda, tempestando pagine social e indirizzi email dell’azienda con messaggi di incontrovertibile protesta.

In occasione del lancio di Overwatch su Nintendo Switch, Blizzard aveva organizzato un evento presso Nintendo New York, così da spingere l’acceleratore delle vendite al massimo.

I fan hanno trasformato Mei, personaggio di origini Orientali, nel simbolo della loro rivolta

Tale evento è stato, però, successivamente cancellato per motivi sconosciuti. Sono in molti, tuttavia, a pensare che il motivo principale per l’annullamento dell’evento sia da riscontrare nelle proteste dei fan, le quali si sono protese per diversi giorni e che continuano tutt’oggi.

Nintendo rimborsa gli acquisti di Overwatch?

Leggermente placatasi la tempesta, un nuovo caso fa oggi tornare la vicenda sulla cresta dell’onda, un nuovo possibile motivo di incrinatura del rapporto tra Nintendo e Blizzard.

Pare, infatti, che l’azienda giapponese conceda il rimborso completo dell’acquisto di Overwatch (in caso di preordine, per l’acquisto successivo al lancio nulla è ancora sicuro) per chiunque ne faccia richiesta formale tramite email. Inutile girarci attorno, risulta assai strano che un’azienda “taccagna” come Nintendo (la quale non rimborsa quasi mai gli acquisti fatti) improvvisamente conceda la restituzione dei soldi spesi da parte degli acquirenti, semplicemente facendone richiesta.

Stando ad alcuni tweet, questo sarebbe considerato un caso più unico che raro persino da Nintendo stessa.

Possibile che Nintendo non accetti il comportamento di Blizzard?

Forse non avremo mai una vera e propria spiegazione, ed al momento non possiamo ancora verificare che il rimborso venga riconosciuto e garantito anche nel nostro paese. Ma sono diverse le domande che affollano la nostra testa.

Nintendo potrebbe non aver apprezzato il comportamento di Blizzard, al punto da accettare senza problemi di rimborsare i suoi utenti, nonchè di annullare un evento importante come quello del lancio di un gioco del calibro di Overwatch?

Oppure l’azienda si è spaventata delle critiche travolgenti che hanno sommerzo Blizzard, e sta cercando di non rimanerne coinvolta a sua volta?

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