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Le navi di Starlink hanno esaurito il carburante

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Pubblicato il
04 Aprile 2019

O meglio, Ubisoft le ha lasciate a secco!

Starlink: Battle for Atlas è uno di quei giochi che senz’altro avrebbe meritato più successo, soprattutto perché Ubisoft è stata coraggiosa nel proporre un gioco così particolare, e ben fatto tra l’altro. Certo, sembrava esserci stata un’improvvisa impennata di attenzione verso il genere, soprattutto durante i mesi precedenti al lancio di No Man’s Sky, e l’ambientazione spaziale sembra che stia vivendo un buon momento grazie a certe serie su Netflix che hanno il loro giorno di celebrità sui social.

La notizia del giorno è che Ubisoft ha deciso di staccare la spina alla commercializzazione delle prossime uscite fisiche previste, tradotto: niente più kit di astronavi e piloti in futuro.  Nella fonte trovate l’intero comunicato stampa, di cui riporto uno stralcio.

Grazie a tutti per aver accolto con entusiasmo l’annuncio, durante il Nintendo Direct di febbraio, di nuovi contenuti per Starlink.

Con l’arrivo dei nuovi contenuti di aprile, abbiamo sentito l’esigenza di aggiornarvi anche sulla situazione dei giocattoli fisici. Starlink: Battle for Atlas è stato per noi un progetto appassionante fin dall’inizio e siamo estremamente orgogliosi della tecnologia modulare delle navi stellari che abbiamo sviluppato e di come è stata accolta dai giocatori.

A dispetto dell’immenso e continuo supporto ricevuto da tutti i giocatori, purtroppo le vendite di Starlink: Battle for Atlas non sono state all’altezza delle aspettative. Per questo abbiamo dovuto decidere di non produrre giocattoli fisici né per l’aggiornamento primaverile né per quelli futuri.

Mi piacerebbe veramente poter parlare di questa decisione come di un fulmine a ciel sereno, ma la verità è che gli unici a credere nel successo commerciale del gioco erano gli sviluppatori, e forse nemmeno loro. Nelle settimane precedenti Facebook è stato letteralmente invaso di post in stile “Ho preso tutti i kit di Starlink da una famosa catena, li ho pagati con le mie unghie sporche, e mi hanno anche dato Super Mario Galaxy 3 in omaggio” e a seguire foto di una cameretta con dentro un letto, la cui rete ha ceduto per colpa della plastica di astronavi e confezioni adagiatevi sopra. Io ho un’immagine per commentare tutto quanto.


Ok, uno sviluppatore deve solo pensare a mettere al mondo le proprie idee, e a fare il gioco migliore possibile, e di Starlink: Battle for Atlas sicuramente non ci si può lamentare da questo punto di vista. Ma Ubisoft avrà anche un settore marketing. Davvero pensavano che un nuovo Toys-to-life  avrebbe fatto sfraceli in vendite dopo il fallimento clamoroso di LEGO Dimensions (che come toys avere dei LEGO eh! Conosco persone che hanno comprato qualche kit senza avere il gioco!) e la chiusura di Disney Infinity prima e di Skylanders (il cui nome in stato prototipale del seguito diretto era “e-con-questo-una-nuova-villa-a-Capri-per-tutti”) poi?

Infatti c’è solo una cosa peggiore di scialacquare 80€ per un videogioco: doverne sborsare altre 10/15/20/30 per ulteriori giocattoli che sblocchino ulteriori contenuti magari già presenti nel disco/cartuccia contenuto/a nello Starter Kit. Solitamente iniziative commerciali simili hanno bisogno di un determinato installato di vendite per poter guadagnare e sostentare la creazione di espansioni successive, e non si può certo dire che genere e ambientazione scelti siano frequenti nei best seller, non è un caso che i diretti concorrenti toys-to-life citati in precedenza (anche se non si può parlare di concorrenza vera e propria, dato che non sono più in commercio) siano tutti action adventure.

A noi non resta che testimoniare l’amarezza del naufragio di un progetto notevole che, e mi ripeto volentieri, avrebbe meritato più successo. Una buona notizia per gli appassionati però c’è: il mega aggiornamento annunciato nel Nintendo Direct di febbraio è confermato, ed è in arrivo una valanga di contenuti per il gioco in formato assolutamente gratuito. Probabilmente erano stati pensati per la commercializzazione, ma è lodevole che Ubisoft abbia deciso di farli uscire comunque, anziché cancellarli. Avanti così, Ubisoft!

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