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The Legend of Zelda: Breath of The Wild — Due anni dopo Ganon

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Pubblicato il
03 Marzo 2019

Anno II dopo la sconfitta di Ganon.

Sono passati due anni da quando la furia di Ganon è stata placata. La pace è tornata ad aleggiare su tutta Hyrule, ma talvolta, di notte, gli incubi mi prendono d’assalto. Quell’ammasso informe di malvagità cerca ancora di prendere il sopravvento su di me. Per fortuna sono episodi sempre più rari, ma non per questo piacevoli da vivere.

Due anni possono sembrare tanti. Nella pratica, ricostruire un intero regno richiede molto più tempo. E infatti la geografia, devastata dal male, non si è ancora ripresa. Zelda, quasi ogni giorno, si reca dai popoli alleati per discutere della prossima manovra da mettere in atto. Spesso l’accompagno. Ci vogliono ore per prendere una decisione sensata. Decisione che alla fine arriva grazie alla principessa. Ha una predisposizione naturale per confrontarsi con gli altri e proporre idee sempre diverse. Suo padre sarebbe orgoglioso di lei.



Nell’ultimo mese mi sono occupato di perlustrare il circondario. Da quando Ganon è stato sconfitto la fauna è triplicata e la vegetazione cresce rigogliosa. Non ci sono più creature malefiche da affrontare, ma di rado la luna si tinge ancora di rosso. Credo siano gli ultimi residui di un potere che stenta ad arrendersi. Potere che sembra avere uno strano effetto sulla Tavoletta Sheikah: alcune delle fotografie che ho scattato in giro, infatti, presentano colori e contorni completamente distorti — Pikango dice che hanno un che di artistico e io mi fido del suo giudizio.

La gente sembra felice. I bambini, soprattutto, ora sono liberi di perlustrare le aree al di fuori delle città, senza rischiare d’imbattersi in qualche essere mostruoso. Certo, ci sono gli orsi, non proprio gli animali più mansueti, ma in questo periodo sono in letargo. Quando verrà la primavera dovrò istruire i giovani esploratori sui loro comportamenti e abitudini. Ma, prima di allora, dovranno imparare a cavalcare.


 


È commovente vedere collaborare tutte le razze di Hyrule. I contadini del Villaggio Calbarico, sotto la guida di Impa — che sembra attraversare una seconda giovinezza — hanno esteso i terreni coltivabili anche al di fuori dei confini. Ora tutto il regno può beneficiare di verdure e ortaggi di prima qualità. Pruna, a Finterra, sta lavorando a tutta una serie di tecnologie in grado di migliorare la qualità della vita. Il primo passo, secondo la scienziata, sarà dotare ogni cittadino di una Tavoletta Sheikah, con funzionalità aggiunte per tenersi sempre in contatto. Pruna ha saggiamente pensato di rimuovere le Rune. Bombe Radiocomandate, Kalamitron, Stasys e Glacyor potrebbero creare qualche grattacapo se usate senza criterio…

Gli Zora, sotto la guida di Re Dorefan e di Siton, si stanno prendendo cura delle acque di Hyrule. A causa di Ganon, fiumi, laghi e mari erano ricolmi di impurità. Siton dice che il loro più grande obiettivo è quello di realizzare una vera e propria rete acquatica con l’ausilio di dighe. Il tutto nel pieno rispetto della geografia del territorio. In questo modo saremo ancora più uniti e l’acqua sarà un bene a disposizione di tutti.


 

 


I Goron hanno ripreso a scavare miniere. Il vulcano si è ormai placato e con la fine della pioggia di rocce recuperare minerali non è più un’attività pericolosa. Bludo, il capo villaggio, sembra stare meglio con la schiena. Ha detto che si è sottoposto a una lunga serie di “massaggi diamantati”, una terapia che non riesco ad immaginarmi. Yunobo, dal canto suo, ha ottimizzato l’uso dei cannoni. La loro potenza è aumentata e ora le gemme sono più semplici da rinvenire.

Il Borgo dei Rito non è mai stato tanto vitale. Vah Medoh non incute più alcun timore alla popolazione, che è adesso libera di volteggiare lungo la frontiera di Colbacco. I Rito si sono rivelati preziosi alleati. La distribuzione dei beni è ora più semplice e immediata, così come l’esplorazione. Io e Teba — non so come faccia a reggere il mio peso tanto a lungo —  ispezioniamo costantemente il regno dell’alto. Spesso individuiamo aree abitabili e le segniamo sulla mappa. Teba mi ha dato inoltre un ottimo suggerimento: potremmo sfruttare le torri e realizzare una rete di funivie in grado di collegare le principali città di Hyrule. Mi sembra un progetto molto affascinante.


 

 


Alla Cittadella Gerudo tutto procede come da programma: gli uomini hanno ancora il divieto assoluto di metterci piede. Zelda ha provato a convincere la matriarca Riju a chiudere un occhio, anche in vista della futura riunificazione di Hyrule. È valso a poco e la stessa principessa era consapevole che i suoi sforzi non sarebbero stati ripagati. Dopotutto certe tradizioni sono dure a morire e il popolo Gerudo tiene molto alle proprie radici. D’altro canto non gli si può contestare nient’altro, la lavorazione delle gemme è il loro forte e gran parte dei sussidi proviene dalle loro casse. Senza il loro contributo molte delle opere di restauro sarebbero ancora in alto mare.

Uno dei tanti progetti a cui stiamo lavorando riguarda i Colossi Sacri e i Guardiani. Se vogliamo proteggere ciò che stiamo costruendo e le future generazioni la scelta è una soltanto: rimetterli in funzione in modo che una seconda calamità possa essere affrontata al meglio delle nostre forze e possibilità. Rovely è la persona che abbiamo scelto come capo del progetto. Lo scienziato sta lavorando anche a nuove armi ed armature che sfruttino la tecnologia ancestrale. È sconfortante pensare che, nel mentre ci organizziamo per riportare la pace ad Hyrule, allo stesso tempo pensiamo a come affrontare minacce future. Purtroppo credo non ci sia alternativa.


 


C’è un luogo, oltre ogni altro, che mi fa sentire a casa. Ed è il Bosco di Hyrule. La sola presenza dell’albero Deku sembra mettermi in comunicazione con ere lontane e ormai dimenticate. Come se una parte di me fosse legata ad un lontano passato. Altre volte, invece, mi sento parte di un futuro che deve ancora delinearsi. Un futuro confuso, astratto. Ho come la sensazione di essere parte di un ciclo. Un ciclo che nasce e muore, e poi rinasce, e poi muore ancora. Spesso non so come affrontare il domani. Ma, quando guardo Zelda negli occhi, capisco che tutto andrà bene.