Libero Pensiero

Super Smash Bros. è il catalizzatore per le terze parti

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Pubblicato il
22 Febbraio 2019

Tutto parte da un semplice invito

Da qualche anno Super Smash Bros. è il tunnel d’accesso per il paradiso Nintendo. L’azienda giapponese non è famosa per la sua propensione e capacità di aprire le porte a chiunque né fa della quantità di titoli il punto di forza della propria lineup. In questi anni la direzione è leggermente cambiata ma resta comunque difficile in certi casi far collimare la promozione del proprio parco titoli con quelli provenienti dall’esterno. Ma c’è una piccola corsia preferenziale rappresentata da Super Smash Bros., una serie che nel corso del tempo non solo ha raccolto tutte le stesse del firmamento Nintendo, ma che ha anche avuto ospiti illustri in molti casi parte di un grande progetto.

Nintendo vs Resto del mondo. Chi vincerebbe?

Per un personaggio esterno entrare a fare parte del roster di questo gioco è un onore e una responsabilità. Perché stare lì a darsele di santa ragione con Mario, Link e gli altri significa spesso essere pronti a diventare protagonista di qualcosa di più grande: di un videogioco esclusivo, di un porting o essere semplicemente portabandiera della propria software house. Negli ultimi tre capitoli, compreso il dirompente Super Smash Bros. Ultimate (che ha già superato i 12 milioni di copie vendute) si è vista una impennata di guest star più o meno fuori dai canonici circuiti Nintendo che quasi mai è stata fine a se stessa.

Sonic e Snake in Brawl

Partendo dai primi esempi, Sonic è stato inserito in Super Smash Bros. Brawl (anno 2008) un inserimento lecito visto che il rapporto di collaborazione tra SEGA sviluppatore e Nintendo è sempre esistito. Ma quella presenza è stata probabilmente una scintilla con la quale si sono avuti alcuni capitoli esclusivi, il dimenticabile Sonic and The Secret Ring e l’apprezzabile Sonic Colours, e altre serie sviluppate da SEGA come Super Monkey Ball e Samba de Amigo. La dimostrazione di integrazione con questo sviluppatore esterno si è concretizzata con la serie sportiva esclusiva Mario & Sonic, che ha dimostrato una grande apertura di Nintendo nei confronti dei cross tra serie.

Mario e Sonic una volta erano rivali. Come sono cambiati i tempi.

Sempre in Brawl un esempio opposto: Solid Snake da Metal Gear. Un personaggio carismatico apparso in maniera imprevista in Smash Bros. che poteva essere un segnale positivo e che invece si è rivelato solo un cammeo, un ringraziamento per aver portato in precedenza con successo Metal Gear Solid: The Twin Snake su GameCube. All’epoca si era vociferato di un possibile capitolo della serie di Konami per Wii, ma mai confermato. Eppure anni dopo Snake è comunque riapparso nelle fila delle console Nintendo con Metal Gear Solid: Snake Eater 3D nel 2012. Snake in Smash forse ci ha portato poco, ma sarebbe potuto essere nulla.

I DLC per Wii U che ci piacciono

Altri gioco, altro giro di vite. Super Smash Bros. per Nintendo Wii U (e 3DS), capitolo controverso e deludente sotto molti aspetti, introdusse un lungo elenco di lottatori aggiuntivi tramite DLC. Tra questi hanno fatto la loro comparsa altre guest star: Bayonetta grazie all’interesse avuto da Nintendo ha ricevuto addirittura un investito per il secondo capitolo in esclusiva che proseguirà con il gioco numero tre; Ryu da Street Fighter ha permesso di mantenere i rapporti saldi con Capcom tenendo salda la serie Monster Hunter (fino a World) e offrendo un appiglio a Street Fighter 30th Anniversary Collection su Nintendo Switch; infine Cloud è forse il chiaro esempio di proiezione futura poiché averlo inserito ha certamente agevolato i rapporti con Square Enix per promuovere così la serie Final Fantasy. Questo ha prodotto poco e nulla su Wii U, ma molto probabilmente proiettato ha la lunghissima serie di remaster su Nintendo Switch che ci stiamo apprestando a vedere pubblicati quest’anno.

Che fardello portarsi tutto il regno di Final Fantasy sulle spalle fino da Nintendo. Vero, Cloud?

Ultimate e le possibilità

Chiudiamo con le proiezioni future riguardanti Super Smash Bros. Ultimate. Qui si parla ancora di prospettive future e poche certezze. Sakurai ci ha promesso cinque lottatori tra i contenuti del Fighters Pass e tra questi è stato confermato il personaggio Joker direttamente da Persona 5. Potrebbe essere questo un segnale positivo per un arrivo di questo titolo anche su Switch, un richiamo a Persona Q2 che verrà pubblicato su Nintendo 3DS il 4 giugno 2019, o magari un collegamento saldo per Shin Megami Tensei V, altra saga nelle mani di Atlus. Mistero ancora da risolvere.

Tra i personaggi c’è chi è parte del roster iniziale e che potrebbe portare a novità interessanti: Simon e Richter da Castelvania. Altro sviluppatore storico, Konami, che potrebbe (e dovrebbe) proporre la sua idea di videogioco su Nintendo Switch con più intensità. Attendere un nuovo Castelvania, o un remake fatto con i fiocchi, non è poi una idea così campata in aria, tanto quanto vedere qualcosa di nuovo.

Chissà se il prossimo ad essere annunciato tra i nuovi lottatori non sarà Rabbid Mario, giusto a dimostrazione della stima che Miyamoto hanno per Ubisoft Milan e Mario + Rabbids. Nintendo non è un porto di mare dove chiunque può entrare, ma Smash Bros. e quella botola che permette alla luce delle terze parti di trovare spazio, di accomodare un campo in cui far sdraiare gli sviluppatori esterni. Essere da esterno parte di Super Smash Bros. vuole dire avere un’opportunità. Un’opportunità che va sfruttata.

 

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