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BLAZBLUE CENTRALFICTION Special Edition, recensione del capitolo finale della serie

Scritto da

Pubblicato il
08 Febbraio 2019
Genere
Picchiaduro
Lingua
Voci in giapponese, sottotitoli in inglese
Multiplayer
Locale ed online

Gli sprite 2D tornano a picchiarsi

E finalmente anche la serie principale di Blazblue fa la sua comparsa su Nintendo Switch. Se escludiamo lo spin off CROSS TAG BATTLE pubblicato a giugno dell’anno scorso, la serie principe di Arc System Works ancora latitava sulla portatile Nintendo. La lacuna è stata colmata quindi con l’ultimo gioco della serie, BLAZBLUE CENTRALFICTION Special Edition. Seguito di Chrono Phantasma, l’originale Central Fiction venne pubblicato nel 2015 su Playstation 3 e 4 ed ora vede una nuova iterazione in questa Special Edition, rimasta sostanzialmente invariata. Questa Special Edition contiene semplicemente i quattro personaggi DLC già inseriti, insieme a voice pack e skin. Avviso da subito che non ho quasi mai giocato ad un titolo della serie, a parte qualche sparuta partita ogni tanto quindi sono decisamente un neofita della serie. Certo, forse iniziare con l’ultimo capitolo non è stata la scelta migliore ma devo dirvi di non essermi trovato poi così male.

Let the battle begin!… o quella era un altro?

E da cosa può iniziare un neofita con le dita aggrovigliate che non è capace di inanellare nemmeno una 4 hit combo? Ovviamente dall’incredibile sezione tutorial. All’interno di essa si trova semplicemente TUTTO ciò che serve per imparare a giocare, nulla è lasciato al caso. Si parte dalle regole più basilari in assoluto, spiegazioni utili a chi non solo non ha mai giocato un Blazblue, ma probabilmente non ha proprio mai preso un pad in mano in tutta la sua vita. Ci viene spiegato quindi come muoversi nell’arena o come leggere lo schermo fino ad arrivare ad elementi un po’ più approfonditi, come la spiegazione della barra Overdrive, la cui attivazione tramite la pressione combinata dei quattro pulsanti d’azione potenzia il personaggio e il cui uso deve essere ben ponderato o la Heate Gauge, necessaria per eseguire attacchi unici, fino ad arrivare alle regole più avanzate, alle combo, alla barriera, alla guardia ed a qualsiasi altra cosa vi venga in mente. A questo si aggiungono pure tutti i tutorial per ogni singolo personaggio in cui vengono spiegate tutte le mosse peculiari e le strategie da tenere in battaglia. Insomma, se avete dubbi, rintanatevi qua dentro e non uscite per un bel po’ di ore. Ma proprio tante!

In Centralfiction sono state inserite due nuove meccaniche, giustamente riprese anche in questa Special Edition. La prima è quella dell’Exceed Accel, attacco che può essere usato solo mentre l’Overdrive è attivo tramite la pressione dei quattro tasti d’azione. Più interessante è la meccanica dell’Active Flow, uno status positivo che si attiva dopo aver realizzato una serie di azione “fine-play”, delle buone giocate in sostanza. Attaccate costantemente, schivate abilmente i colpi che vi arrivano e vedrete attivarsi l’Active Flow che garantisce un bonus ai danni, la ricarica velocizzata della barra dell’Overdrive e addirittura il raddoppio dei danni dell’Exceed Accel.

Gli attacchi speciali ovviamente riempiono lo schermo di effetti

Il gioco ha una componente single player semplicemente enorme. Potete cimentarvi nella Challenge Mode ed affrontare una serie di dieci sfide di difficoltà crescente per ognuno dei 36 combattenti, tutti totalmente diversi tra loro e senza nessun clone come sempre accade negli altri titoli del genere. Di seguito potete partecipare alla classica Arcade Mode, una sorta di modalità storia personale di ogni lottatore. Quando vi sarete annoiati potreste quindi passare alla Grim of Abyss Mode, modalità in cui, oltre a dover eliminare una lunga serie di nemici in sequenza come nelle altre due, sono presenti delle succosissime varianti. Tra un combattimento e l’altro la vita non viene recuperata del tutto, quindi le cose si fanno  sempre più difficili man mano che si va avanti. In compenso potete potenziare il PG scelto con gli oggetti ottenuti durante i combattimenti, aumentandone le statistiche proprio come un vero e proprio RPG. A completare il tutto si aggiungono poi la modalità Score Attack, nella quale bisogna scegliete una “route” di personaggi da eliminare in modo da realizzare il punteggio migliore che verrà inserito in una classifica e la Speed Star Mode che, come dice il nome, impone di sconfiggere i nemici il più velocemente possibile in quella che è di fatto una modalità speedrun.

Poi, ovviamente, c’è la modalità principe di tutto il gioco, lo Story Mode. Perchè Blazblue è soprattutto questo, a differenza anche questa volta di quasi tutti gli altri picchiaduro in cui la modalità storia è trattata all’acqua di rose. In caso non abbiate mai giocato agli altri capitoli della serie è presente un pratico recap della durata di trenta minuti che vi da tutte le informazioni base per poter godere del finale. O se volete un approfondimento maggiore, su YouTube trovate tutti i video che volete. Preparatevi però, perché la storia è narrata tramite lunghissimi dialoghi, tutti in giapponese e sottotitolati in inglese in stile visual novel, per una durata di tutto rispetto. Parliamo almeno di una trentina d’ore suddivise lungo svariati capitoli e inframmezzate, giustamente, da combattimenti, una produzione davvero smisurata e che chiaramente vede il suo core principale proprio nelle modalità a giocatore singolo.

Tutta la storia è narrata tramite immagini statiche e dialoghi, tanti dialoghi

Durante le mie prime partite devo dire di aver avuto qualche piccolo problema a memorizzare gli input. I tasti a schermo non vengono rappresentati con i tasti tipici di Switch ma vengono indicati come generici A, B, C e D, dove A corrisponde alla Y e così via in senso orario insieme poi ad altri tasti funzione. È come se fosse mappato di base su un arcade stick, e ci vuole un pochino per gestire il tutto. Niente di traumatico, sia chiaro. La mia vera difficoltà è stata quella di gestire il gioco tramite il Pad Pro. L’ho trovato terrificante per giocare un picchiaduro del genere, la croce direzionale registra gli input un po’ come vuole lei e la mancanza del perno centrale mi ha fatto semplicemente impazzire. Le mezzelune si trasformavano in salti, le diagonali non esistevano, un macello. Se ne avete la possibilità e volete giocarlo come si deve, procuratevi un arcade stick il prima possibile. Ne ho provati due ma, come immaginavo, non vengono riconosciuti da Switch e quello compatibile sembra essere solo il Real Arcade Pro.V HAYABUSA che ha un costo non indifferente. Se avete notizie di altri Arcade Stick compatibili fatevi sentire! Gli input, al di là di questi problemi relativi al pad e non imputabili al gioco, sono sempre registrati istantaneamente.

Da neofita della serie il primo impatto è stato più positivo di quanto mi aspettassi. Prima dei combattimenti è possibile scegliere tra due diversi stili, uno tradizionale in cui dobbiamo impegnarci a concatenare i singoli colpi delle combo ed uno, definito Stylish, che punta tutto sullo spettacolo. Le combo diventano quindi automatiche ed il giocatore meno navigato puó godere della totale distruzione a schermo semplicemente premendo tre tasti in sequenza. Certamente soddisfacente ma lo è ancora di più padroneggiare per bene il proprio personaggio preferito e per questo non ci sono trucchi o scorciatoie. Preparate ore ed ore del vostro tempo ed entrate in modalità training e stampatevi in testa ogni singola mossa dei vari personaggi (non tantissime in realtà). Dopo passate un altro bel numero di ore dentro la modalità Challenge, le cui sfide sono progettate proprio per insegnare una lunga serie di combo per ogni personaggio. Di certo gli aiuti per insegnarvi a giocare, da parte del titolo, non mancano affatto.

Questo non finirà bene

Le animazioni sono tutte realizzate a mano per ogni singolo frame con un stile artistico superlativo e, se pensate al buon numero di personaggi, il lavoro dietro è semplicemente da applausi. Gli scenari, in compenso, si alternano tra l’essere d’impatto ed il lasciare piuttosto indifferenti, si vede che non hanno ricevuto la stessa cura riposta sui personaggi. Purtroppo non ho avuto ancora modo di provare la modalità multiplayer, aggiungerò i miei pareri dopo che la esamineremo insieme nella prima live su Twitch dedicata al gioco. Al netto di ciò, la quantità di roba da fare in single player è spaventosa e ci si possono perdere tranquillamente centinaia di ore di gioco a provare tutti i personaggi nell’arcade mode, a fare speedrun, a scendere sempre più a fondo della Grym of Abyss o, semplicemente, godendovi il finale della storia di Ragna. Un gioco certamente non per tutti ma che vi aiuta in così tanti modi che diventa accessibile da chiunque abbia abbastanza pazienza da affrontarlo e sconfiggerlo.

9
Immenso, vi porterà via un numero di ore potenzialmente infinito
Molto difficile da padroneggiare per i neofiti, la mancanza della lingua italiana potrebbe rendere difficoltosa la fruizione della modalità storia

MODUS OPERANDI

Ho ricevuto il codice dalla software house provando tutte le modalità presenti e qualche personaggio