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“Perché amo Super Smash Bros.” è il miglior video di Smash di sempre?

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Pubblicato il
21 Gennaio 2019

Cultura a tutta potenza

Il 16 gennaio 2019, dopo qualche settimana di teasing e confronto con il pubblico, il buon Dario Moccia ha finalmente pubblicato il suo video monografico dedicato alla serie crossover più nintendara di sempre, Super Smash Bros.

In breve questo viaggio appassionato attraverso i vari capitoli della serie conquista il pubblico, ricevendo da più parti complimenti per la qualità e la dedizione dimostrata alla serie: perfino gli utenti della nostra Botola hanno sentito il dovere di segnalarlo come “valore aggiunto” per tutti i partecipanti al gruppo Facebook di NintendOn.

Non potevo ovviamente esimermi da tuffarmici a capofitto – trovando però il giusto tempo per vederlo tutto d’un fiato – anche per via della stima che nutro per le produzioni di Dario, in quanto capaci di comunicare tutto ciò che serve in modo semplice e facilmente leggibile. In pratica ottimi strumenti a livello divulgativo: ho ancora gli occhi a stellina a la Steven Universe al pensiero del suo video su Cuphead, davvero illuminante.

Dopo la frizzante introduzione, i 40 minuti circa passano senza troppa fatica e mi rendo conto di avere tra le mani un video effettivamente valido e che mostra l’amore di Dario per la serie (anche grazie ad un po’ di aneddotica e citazionismo qua e là), testimoniato anche dalle percentuali di completamento mostrate nella fase di gioco… sì, è un dannato mostro quando si tratta di collezionabili e sbloccabili.

Hype, teorie e follia

È anche vero però che agli occhi di un “nintendaro” di vecchia data che ha vissuto gli eventi narrati in prima persona, con tanto di seguito degli annunci e via dicendo, un video di questo tipo non genera l’illiminazione ascetica che si può aver provato in altri casi – come nel sopracitato caso della produzione dello Studio MDHR. Però il video è figo. È simpatico, competente, completo e rappresenta un ottimo strumento per far conoscere il franchise ai meno avvezzi. Quindi, cosa è mancato? L’azzardo, forse.

Super Smash Bros. è un franchise che nel corso dei suoi ormai 20 anni di vita ha generato un seguito piuttosto consistente, tra cui sono ovviamente apparsi gli appassionati che hanno voluto trovare chiavi di lettura originali sulla genesi della lore, sviluppando anche teorie piuttosto interessanti.

Gli indizi per elaborare su Master Hand, Crazy Hand, Taboo e via dicendo sono tutti abbastanza palesi e non c’è neanche troppo da indagare in medium esterni per mettersi insieme i pezzi. La teoria del bambino/giocatore tra l’altro si sposa tremendamente con un’altra delle passioni di Dario, ovvero Toy Story. Pur con le dovute proporzioni e le distanze tra un opera esplicita quale un lungometraggio animanto e la lore di una serie che si ricostruisce tra brevi filmati, testi e un po’ d’intuito, il parallelo era davvero succosissimo (why not Dario, why noooooot!)!

Una spiegazione l’ho anche trovata: c’è tempo e modo per ogni cosa e probabilmente al momento la cosa più importante era parlare di Super Smash Bros. in termini facilmente assimilabili ai più, lasciando poi in seguito (se possibile) spazio a teorie e implicazioni. Oltretutto la questione “Master Hand = bambino/giocatore” e tutto quello che ne consegue è di dominio pubblico e ricamarci sopra potrebbe risultare superfluo o stucchevole per gli appassionati più “accaniti”, che percepirebbero lo stesso effetto che questo video ha avuto per i Nintendari comuni. Però “World of Light” ha messo in ballo tutta una serie di nuovi elementi che non si possono trascurare e che di sicuro hanno stuzzicato la curiosità di molti… confidiamo nel futuro!

Quello che abbiamo tra le mani è un video estremamente importante, piacevole da vedere e praticamente perfetto (a parte il piccolo neo di Donkey Kong Jungle Beat al posto di Donkey Konga) oltre che ottimo da piazzare in mano a tutti i miscredenti che ritengono la serie un party game disimpegnato. Il miglior video Smash di sempre? Forse no, ma una base davvero ottima per proseguire.

Quindi perché tutta questa pappardella? Semplice, per pungolare il buon Dario e chiedergli di realizzare quel clamoroso progetto dededicato agli spiriti di cui ha tanto parlato… sarebbe qualcosa di leggen-dario! Daje!