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Super Smash Bros – Un gioco per tutti i giocatori

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Pubblicato il
28 Novembre 2018

Giù, Avanti giù. Avanti + Special

Il mondo dei picchiaduro possiamo dire che sia particolare. Si tratta di un genere di giochi che si concentra immediatamente sulla competizione tra due giocatori: lo scopo è quello di sconfiggere l’avversario e basta. Per farlo, ogni picchiaduro costruisce un sistema di input tale da offrire numerose capacità offensive al giocatore. Questo si traduce generalmente in un’alta barriera di ingresso per i giocatori neofiti. Questo perché spesso, le tecniche dei picchiaduro non si combinano in modo basilare, ma devono entrare all’interno di sequenze predefinite, chiamate anche combo. Eseguire la giusta sequenza con il giusto tempismo permette di essere in una posizione di vantaggio.

Smash Bros si presenta in primo luogo come un party game ed in secondo luogo come un picchiaduro. Questo non lo si discerne solo dalle interviste di Masahiro Sakurai, ma anche da come sono costruite le meccaniche del gioco. In Smash Bros, ogni lottatore è costruito sullo stesso framework. Gli input di attacco si riducono a 2 pulsanti: A per gli attacchi normali e B per gli attacchi speciali. Questi vanno combinati con la leva di movimento per creare variazioni direzionali. Gli attacchi che portano il titolo del gioco, Smash, sono eseguiti con un’impulso sullo stick del movimento invece di una pressione normale. A questo si aggiunge la capacità di pararsi con un tasto adibito allo scudo e schivare con una combinazione di scudo e movimento, proprio come gli attacchi di prima. Il video sottostante spiega il tutto meglio di quanto non potrei fare a parole.

Verbi Versatili

Il gioco è stato definito da alcuni come “il sandbox dei picchiaduro”. Perché non esistono combo preimpostate, ma ogni giocatore è libero di usare gli strumenti base per create le combo che vuole. Questo è il punto di forza che rende Smash così facile per iniziare a giocare. Io ho perso il conto di quanti amici largamente estranei al mondo dei videogiochi, sono disposti a fare una partita a Smash per divertirsi. Tutti insieme. Però il metodo di controllo intuitivo e semplice da imparare non è l’unico ingrediente.  Un modo per accorciare il divario tra giocatori di abilità diverse, è quello di offrire mezzi che risultano potenti e quasi squilibrati nelle mani di qualcuno alle prime armi. In Smash abbiamo mazze da baseball con potenza elevata, spade laser dalla gittata notevole, pokémon ed aiutanti che creano disastri su schermo scatenando i loro poteri. E le bob-ombe. Le dannate bob-ombe.

Anche gli stage si uniscono ai sistemi atti a destabilizzare la partita. Stage rotanti, boss che appaiono dal nulla ed attaccano indiscriminatamente, ostacoli che fuoriescono dal nulla. Bisogna sempre rimanere attenti e sfruttare la distrazione degli avversari a proprio vantaggio. Il risultato è un caos… ordinato. Il gioco offre sempre una grande leggibilità di quello che sta succedendo, quindi poco veramente si perde in mezzo alla battaglia. Questo è anche parte del suo successo come espot. Il gioco è piacevole anche solo da guardare e finire KO espulso dal campo di battaglia è molto più eccitante che vedere una barra della vita che si svuota. Una serata a Smash finisce sempre in grande allegria.

Sarà HellWawk o BloodHawk da noi? Lunga vita al Falcon Punch

SOLO FOX!

Inoltre è un gioco con un coacervo di personaggi provenienti dai mondi più disparati. È davvero facile trovarne un preferito, sia per stile di combattimento che per look o per carattere. Ma Smash è anche più di questo. Smash è libertà di personalizzare la propria esperienza di gioco. Non volete gli oggetti? Potete toglierli. Ne volete di più? Potete farlo. Giocare con un timer o con un numero di vite limitato a giocatore? Eliminare i pericoli degli stage? Ci sono tanti valori da modificare e potete anche inventare le vostre regole sul momento. Una delle mie preferite rimane usare solo Captain Falcon, attaccando solo ed unicamente con il Falcon Punch, l’attacco speciale da fermo.

Questa personalizzazione è quello che ha portato alle prime sfide serie, quelle che lanci ai tuoi nemici. 1v1. Niente oggetti. DESTONAZIONE FINALE (cioè lo stage più basilare di tutti). E così il gioco diventa una prova dei propri riflessi e bravura nel comandare il personaggio scelto. La scena del competitivo esplose con Melee, quando fu scoperta una meccanica nascosta, conosciuta come Wavedashing. Usando la giusta combinazione di input, era possibile far scorrere velocemente i personaggi sullo stage, permettendo grandi spostamenti o riposizionamenti, difficili da prevedere. Sakurai nel tempo, con Smash Brawl e Smash 4 rimosse questa feature, poiché creava troppa distanza tra i giocatori abili e quelli non. Introdusse meccaniche atte a favorire il difensore più che l’attaccante.

Non importa quanti personaggi ci siano. Kirby rimane sempre il migliore.

Buone botte

In Ultimate però sembra ci sia una volontà di ricreare di nuovo un gioco più aggressivo. La velocità di Ultimate è aumentata, il wavedashing ritorna anche se largamente modificato. Il gioco ha tutte le carte in regola per vedere un giocatore crescere e migliorarsi nel tempo. Pur rimanendo allo stesso tempo un gioco con il quale divertirsi senza troppo peso con ogni tipo di amico. E per chi invece del multiplayer non gliene frega assolutamente nulla? Qui l’offerta degli Smash è variata nel tempo, ma Ultimate, con la modalità Spirit e la World of Light, si sicuro saprà tenere impegnati per parecchio tempo, unendo elementi rpg di evoluzione del personaggio allo spirito di collezionismo degli spiriti.

Perché Smash è un po’ il concentrato dell’esperienza 0-99 di Nintendo ed oserei dire che è il miglior esponente tra tutti i suoi giochi di questa filosofia. Davvero un gioco in grado di abbracciare un’ampia platea. Quindi se avete mai visto dei video degli esperti che giocano, non spaventatevi. Il gioco è molto approcciabile e divertente anche non a quei livelli, e non ha un numero così elevato di meccaniche da essere una barriera alla dedizione di un giocatore competitivo.