Jotun: Valhalla Edition – Recensione

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Genere: Action
Multiplayer: No
Lingua/e: Testi a schermo in italiano, doppiaggio in islandese

Ritorno alle nevi

Avevo una voglia matta di giocare a Jotun, sin da quando è uscito su Wii U ormai due anni fa: tutti me ne han sempre parlato bene, gran titolo indie, con un ottimo comparto tecnico e una ottima grafica. Difficile e interessante. Quindi mi sono approcciato al gioco carico di attese.

Le attese in realtà non sono state rispettate in pieno: Metto subito le mani avanti: Jotun è tanta roba. È un ottimo gioco che ha una bellissima atmosfera, forse non coraggioso nel gameplay ma sicuramente curato. 

Però è un po’piatto.

Alla fine il gioco si limita a raccontare la mitologia Norrena facendoci esplorare una manciata di mondi e combattere con quattro cinque boss, belli per carità, ma si ferma lì. Il gameplay non incide davvero tanto sull’esperienza di gioco e mi ha lasciato con un sapore amaro in bocca dopo una manciata di ore di gioco.

Thora, la protagonista, muore in un naufragio in acque gelide e giunta nel Ginnungagap, l’abisso cosmico che esisteva prima della creazione, deve sconfiggere i Jotun di fuoco e di ghiaccio, per guadagnarsi il favore degli dei e ascendere nel Valhalla. Questo è l’incipit del gioco che serve a raccontare anche la storia della famiglia di Thora, della vita del padre e del fratello. 

Al giocatore viene chiesto di affrontare cinque mondi: i mondi sono divisi in tre diverse sezioni: in due di esse al giocatore sarà chiesto di esplorare l’ambiente alla ricerca di rune, abilità e frutti di Ithunn, opzionali che servono a potenziare la vita. Nei livelli in cui al giocatore è chiesto di mettersi alla ricerca delle rune ci si imbatte in alcuni puzzle ambientali molto semplici da risolvere ma carini. In altri la sfida sta nel trovare la strada giusta per raggiungere potenziamenti e la runa del livello evitando gli “hazard” ambientali piazzati qua e là dagli sviluppatori. Ovviamente per fare ciò le abilità speciali donateci dagli dei nel corso dell’avventura tornano utili.

Non manca l’abilità che ci permette di recuperare la vita, quella di fare degli scatti felini in corsa, il potere di creare un clone in grado di attirare le ire dei nemici o quello che ci permette di scatenare un martello di tuono. Tutte queste abilità, opzionali per la gran parte, ci danno una grande mano nello sconfiggere i boss nel corso di tutto il gioco.

Una volta raccolte due rune sarà possibile accedere alla boss fight con i giganti del gioco. Il fulcro del gioco sono proprio le sfide con i Jotun: enormi, fortissimi, con pattern d’attacco assolutamente peculiari e in grado di mettere in difficoltà anche i giocatori più navigati. Fondamentalmente pur essendo tutti caratterizzati in maniera molto diversa come metodi di offesa e difesa, i Jotun di ghiaccio vivono a nord, nel gelato Niflheimr, i Jotun di fuoco vivono a sud nell’insopportabile calore del Múspellsheimr. Ciò non vuol dire che ne esistano solo di due tipi: ce ne è uno di tuono, uno di ghiaccio, uno di “terra”, uno di fuoco e uno che utilizza piante e alberi per attaccarci.

Graficamente il gioco è davvero carino, i tratti dei disegni che ci accompagnano sono forti e decisi, i colori sono cangianti e azzeccati per l’atmosfera che si vuole trasmettere. La caratterizzazione degli elementi a schermo, dei fondali così come dei nemici è ottima, e i boss sono carichi di dettagli che spirigionano terrore. A ciò si accompagna una buona colonna sonora dai tratti nordici che calza ovviamente a pennello: ogni brano ben si adatta a ogni circostanza.

Ogni il gioco singhiozza, ma niente che rovini realmente l’esperienza di gioco che è fluida sia in modalità portatile che in modalità fissa. Peccato che non sia possibile scattare screenshot in game né girare video.

Insomma è tutto a posto, non c’è niente di davvero negativo, ma la sensazione che mi ha lasciato non è delle migliori, è come se gli mancasse qualcosa. Forse un po’ di profondità in più in termini di meccaniche di gameplay o dei livelli più complessi avrebbero giovato al tutto il titolo. Ma così non è.

Jotun è assolutamente un ottimo gioco che vale i vostri soldi, ma non aspettatevi un gran capolavoro: solo un titolo fatto con tutti i crismi ma che non eccede realmente in nessun comparto.

Ho finito Jotun in circa cinque ore di gioco grazie a un codice fornitoci dallo sviluppatore!
Pro: Se avete voglia di farvi un giro nel Ginnungap in compagnia di Thora, è il momento giusto
Contro: Se avete voglia di qualcosa di innovativo e diverso dal solito, girate al largo
7.5

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