Analisi vendite di fine 2017 – Speciale

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La riscossa delle nicchie

I resoconti finanziari di Nintendo hanno portato alla luce qualche dato utile a creare un po’ di discussione. Ho individuato tre punti di interesse.

Partiamo con in quadrare in modo un po’ più ampio l’ottima performance di Xenoblade Chronicles 2. La saga di Xenoblade è sempre stata una nicchia. Vederla menzionata tra i giochi che hanno superato il milione di copie nell’infografica ufficiale Nintendo è un’ottima notizia. Al 31 dicembre 2017 ha venduto ben 1.06 milioni di copie in un mesetto di commercializzazione.

Questo è il risultato di più effetti. Il primo, con molta probabilità, è “l’Effetto Switch”. È innegabile come le esclusive su Switch stiano vendendo tutte bene e come Switch sia la piattaforma di maggior successo per tantissimi indie. C’è molta voglia di spendere sul software su questa macchina. Il secondo effetto è senza dubbio la qualità del titolo. Xenoblade Chronicles 2 un un buon JRPG, anche se fa poco per attrarre persone non familiari con il genere. Malgrado non si sia proposto molto come titolo in grado di ampliare il proprio bacino è riuscito nell’impresa.

Giapponesi alla riscossa.

Guardando a tutto l’anno e le altre console ci si rende conto di un trend del 2017. Alcuni giochi sono riusciti ad elevare la propria nicchia. Parlo in particolar modo di Nier Automata e Persona 5. Il primo è un action dei Platinum partorito dalla mente di Yoko Taro, il secondo è un jrpg di Atlus. Entrambi hanno raggiunto le 2 milioni di copie vendute. Anche Nioh è stato il gioco più di successo in occidente di Koei Tecmo, vendendo 1 milione di copie nelle prime due settimane di commercializzazione. Xenoblade rientra in questa famiglia di successi. L’elevata qualità, unita forse ad un buon marketing, ha saputo portare questi giochi nella case di molti giocatori. Ed il 2018 non sembra da meno, con Monster Hunter World che riesce a vendere bene anche da noi.

Il secondo punto è la scoperta dell’acqua calda, ma i numeri aiutano a metterlo in prospettiva: sto parlando di quanto le console Nintendo siano macchine per le esclusive e che queste vendano molto. L’Attach rate, cioè il numero di software venduti per console, è un buono strumento per valutare la floridità di un ecosistema console. Switch al momento è tra le console con questo valore tra i più alti al lancio, essendo vicino a 3.5 giochi venduti per console, contro i 2.8 del lancio della PlayStation 4.  Super Mario Odyssey ha venduto 9.07 milioni di pezzi in 3 mesi. Il 61% dei possessori di Switch ha l’ultimo titolo dedicato a Mario. Per fare un veloce confronto, i giochi dell’anno di lancio di PS4 a malapena arrivarono a 2 milioni. Uncharted 4 è l’esclusiva di maggior successo ed ha venduto nel primo anno 8.7 milioni, arrivando nelle case del 15% dei possessori di PS4.

La cosa più strabiliante è che sono tutti giochi usciti il primo anno. Una console con una base del genere non si era mai vista.

Generalmente ci sono i brand di massa, i brand medi ed i brand di nicchia. Nintendo, riesce a coprire tutte e tre da sola, con il suo stuolo di IP. E questo permette a chi è “seguace” di Nintendo, di avere una buona percentuale di formarsi con un gioco Nintendo e di identificarsi con esso e quindi con l’hardware stesso. Sony e Microsoft hanno in generale esclusive dalle vendite inferiori e la loro base installata finisce per formarsi sulle terze parti, lasciando i discorsi di attaccamento al marchio al tempo che trovano. Per usare numeri del 2017: Horizon Zero Dawn è stato spesso usato nelle console war tra persone frustrate come corrispettivo di Zelda per Switch. Ebbene, secondo stime, dovrebbe aver venduto 4 milioni di copie. Possibile che i fan di Sony siano così tanti meno di quelli Nintendo, malgrado 76 milioni di console nel mondo?

L’ultimo aspetto che emerge è l’attaccamento al mondo fisico che ha Nintendo e la sua utenza. Gli amiibo continuano a vendere, ma non sono un pilastro dell’azienda. L’eShop migliora, ma genera ancora spiccioli. Il che è anche normale perché la crescita dell’ecosistema digitale c’è stata negli anni della scorsa generazione e in questa, periodi storici dove Nintendo non aveva né l’infrastruttura adeguata né i numeri sul mercato per generare profitti del genere. L’online a pagamento potrebbe essere un buon punto di svolta per aumentare gli introiti da questo punto di vista e provare a migliorare il servizio offerto. Per quelli che al solito si preoccupavano che i soldi facili dal mondo mobile avrebbero portato alla dissoluzione di Nintendo, potete ancora dormire sogni tranquilli, per ora si tratta di briciole rispetto al resto dell’azienda, ma sono ricavi che hanno un bassissimo costo del venduto.

Il grafico rende decisamente meglio il mancato guadagno del digitale e dei servizi.

E questo è quello che è emerso dalle vendite dell’anno. Una rinascita dei giochi giapponesi che ha portato alcune nicchie al di là del milione di copie vendute in poco tempo, Nintendo che dimostra che quando la macchina ed i giochi sono validi c’è molta gente interessata a giocare al nuovo Super Mario, ma forse dovrebbe guardare un attimo a come fare soldi facili con l’online per avere più cash da buttare sui suoi numerosi progetti. Vedete anche voi davanti un roseo futuro, o Nintendo ha bruciato forse un po’ troppe cartucce nella fase iniziale della console, potenzialmente perdendole sul lungo andare?

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