Thimbleweed Park, intervista esclusiva a Kenobit

Intervista esclusiva a Fabio Bortolotti, in arte Kenobit, traduttore ufficiale della versione italiana di Thimbleweed Park.

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Intervista esclusiva a Kenobit, traduttore ufficiale della versione italiana di Thimbleweed Park

Quando il kickstarter di Thimbleweed Park ha avuto successo superando abbondantemente la cifra richiesta, per tutti i giocatori appassionati di avventure grafiche LucasArts c’era aria di festa. C’è da scommettere che tra questi, uno dei più festaioli sia stato Fabio Bortolotti, in arte Kenobit, che ha tradotto e adattato il gioco in italiano. Il suo eccellente lavoro ci ha portato a rubargli alcuni minuti di gaming per fargli qualche domanda. Buona lettura!

NintendOn: Sappiamo che ti sei proposto come traduttore di Thimbleweed Park durante la GDC 2016 a San Francisco. Avevi già avuto occasione di incontrare Ron Gilbert, magari in qualità di giornalista in occasioni precedenti simili?

Kenobit: Solo un paio di contatti via mail, un po’ di anni fa. Stavo curando un’enciclopedia del videogioco a fascicoli ed ero alle prese con una voce sulle avventure grafiche. Sul suo blog aveva più volte citato (e forse linkato) il documento di design di Monkey Island, quello dove definiva le regole che sarebbero diventate lo standard Lucasfilm (il giocatore non può morire, dimenticare un oggetto non obbliga a ricominciare la partita, non ci sono situazioni irrisolvibili, etc.). Trattandosi di un momento di svolta della storia delle avventure, volevo citarlo correttamente. Gli chiesi un link e me lo passò con grande rapidità.


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