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Le nostre opinioni sull’E3 2017 – Speciale

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Pubblicato il
16 Giugno 2017

L’E3 che ha fatto felice i fan Nintendo. Oppure no?

Anche questo E3 è andato, e come ogni anno ci teniamo a far sapere le nostre opinioni in un pezzo corale. Si può dire che quest’anno c’è andata bene e lo Spotlight ha convinto proprio tutti. Proprio tutti tutti? Impossibile. Come si può essere scontenti dopo l’annuncio di Metroid Prime 4, direte voi? Leggete pure, noi vi abbiamo avvertiti.

NB: il pezzo consiste nelle solite tre opinioni maggiori, quest’anno affiancate dai commenti di più redattori, per permettere a tutti di dire la propria. E se non sono proprio tutti, sappiate che continueremo a sfornare articoli quasi quotidianamente. Nintendaro chi legge!


foto-staff-nintendon-francesco-maria-pagano-kalasFrancesco Maria Pagano

L’ E3 è sempre un piacere per gli occhi, sia per gli addetti ai lavori che per i semplici utenti finali e negli anni abbiamo potuto imparare a conoscere il modus operandi, pirotecnico e appariscente, delle varie software house nel presentare le più interessanti novità dell’industria videoludica. Tuttavia quest’anno pare sia stato dato tanto (a mio parere troppo) spazio agli influencer. Stiamo forse diventando troppo stupidi per decidere cosa ci piace senza sapere prima il parere di un promoter?

A parte questo, abbiamo comunque potuto apprezzare una considerevole fetta di novità in uscita e in sviluppo, in particolare Microsoft, che ha pigiato l’acceleratore sulla sua componente gaming con Xbox One X e Ubisoft in grado di calamitare l’attenzione anche grazie a un paio di colpi pirotecnici come Far Cry 5 e Beyond Good and Evil 2. Un po’ sottotono invece Bethesda, che non ha tirato fuori il coniglio dal cilindro, e Sony, che eccetto la sorpresa Monster Hunter World non ha messo il carico da 90 che lascia i presenti alla conferenza col sorriso sulle labbra. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il PC Gaming Show, colpevole anche il forte connubio di intenti e prospettive con Xbox, abbastanza squilibrato a favore della console.

Giù il cappello invece per il taglio stilistico dato al Nintendo Spotlight dall’azienda giapponese. In meno di mezz’ora un concentrato di immagini, annunci e sorprese. Tanti fronzoli e tanto hype. In apparenza l’utenza ha avuto quasi tutto quello che voleva: il 2018 con Kirby e Yoshi sembra roseo, il futuro con il ritorno di Samus e l’arrivo di Pokémon su Switch ancora di più, la sorpresa Mario+Rabbids incuriosisce, ma ancora più rosea sarà questa seconda metà di 2017 con uno stuolo di titoli da desiderare fino a Natale.

A conti fatti se questi annunci fossero stati fatti in presenza di un pubblico in carne ed ossa, avrebbero sicuramente fatto saltare il banco (io sono saltato dalla sedia in almeno due occasioni). Tuttavia qualche titolo è mancato soprattutto per Nintendo 3DS che praticamente non è stato trattato se non nel Treehouse con il pur sorprendente annuncio di Metroid: Samus Returns.

Poteva essere una conferenza “Mario-centrica” con Super Mario Odyssey a monopolizzare la scene e invece l’idraulico ha preso uno spazio adeguato senza impedire agli altri di emergere. Da applausi è la conferma di Xenoblade Chronicles 2 entro il 2017 e ancor più di quello, il cross-network di Rocket League. Un primo passo che dimostra l’apertura di Nintendo verso le terze parti, e che porterà Fifa 18 sulla nostra console ibrida.

 

Nintendo ha vinto? No, Microsoft ha messo in piedi la presentazione più efficace e appagante, mentre la defezione di Monster Hunter è una vera e propria nuvola nera nell’orizzonte di Nintendo che spero venga spazzata via dal vento di annunci dei futuri Direct (c’è in ballo Monster Hunter XX che è stato ufficializzato in arrivo in Giappone su Switch). Perché il connubio tra Nintendo e questo brand Capcom negli anni ha giovato a entrambi e non può dissolversi come una bolla di sapone.

Mi sembra chiaro che Nintendo stia puntando sui titoli multiplayer. Una mossa giusta viste le caratteristiche di Switch, ma allo stesso tempo un rischio. Certo, i titoli da gustarsi in solitaria per questo 2017 ci sono, anche da fuori le mura di Kyoto, ma dopo l’odissea di Mario si dovrà lavorare ancora più duramente per confermare le vendite e il pubblico.


Pietro-Spina-NintendOnPietro Spina 

L’E3 2017 di Nintendo sta tutto nella faccia di Reggie: lo si vede nel suo sguardo piacione che le cose vanno per il verso giusto e lui è ben contento di tornare ad associare la sua immagine ad un prodotto che non ha bisogno di essere spiegato o indorato, tanto da potersi lanciare in stuzzicanti giochi di parole (odissea è il mantra) e claim promozionali su Nintendo Switc

h senza sembrare mai forzato o ridicolo – come invece successo in passato.

È dai tempi del “What’s wrong with you” di Nintendo 3DS che non lo vedevamo così in forma e sicuro del suo prodotto di punta, una macchina che in pratica si vende da sola e che ha solo bisogno di qualche piccolo accorgimento per cesellare un’offerta ancora incompleta. Incompleta ma riecheggiante dell’entusiasmo generato dall’ormai scontata perfezione del nuovo Mario main così come dell’annuncio di Metroid Prime 4. Il resto lo sappiamo, fa numero (e qualità, mai dimenticarlo) in un contesto che sprizza ottimismo e riavvicinamento ai fan.


Daniele-Cornetto-NintendOn

Daniele Tria

I primi mesi di Switch e l’impegno di Nintendo nell’assicurare alla nuova console una line up di rilievo mi hanno caricato di aspettative e di hype per il Nintendo Spotlight annunciato per l’E3 2017. Tenere basse le aspettative, pure essendo una priorità, è sempre molto difficile e devo dire che Nintendo è riuscita a superarsi. Non che il quantitativo di annunci sia stato particolarmente elevato ma è la loro qualità che mi ha lasciato, come al solito, positivamente colpito. Super Mario Odissey è clamoroso, Xenoblade Chornicles 2 anche: i due titoli che andranno a colmare la line up per il 2017 di Switch, praticamente sono capolavori annunciati e la loro presenza allo spotlight, seppure scontata, è stata gradita.

La vera sorpresa è stato l’annuncio di Metroid Prime 4, non tanto perché si tratta del ritorno di una saga amatissima dai fan, ma in quanto rappresenta il ritorno di Nintendo a un tipo di sviluppo più “fan-oriente”: i fan vogliono un nuovo capitolo da anni e finalmente Nintendo ha ascoltato. Questo annuncio e questa inclinazione della grande N si possono tranquillamente leggere anche nella impostazione a-là Mario 64 di Super Mario Odissey e nell’annuncio, evidentemente raffazzonato, di un nuovo capitolo di Pokémon tradizionale su Nintendo Switch. È come se Nintendo avesse voluto lanciare un messaggio importante: ci siamo, vi ascoltiamo e Switch è la console che non potete non avere.

 


Riccardo-NintendOn

Riccardo Piccinini

Con Sony e Microsoft in una situazione scomoda, entrambe con una console per il 4k, ma senza i giusti contenuti per valorizzarla, l’e3 2017 è stato anomalo. Se Microsoft ha ripiegato sulle terze parti, Sony ha riproposto gli stessi contenuti dell’anno scorso, trailer dopo trailer, un palco sempre più vuoto, e salutando tutti con un bell’arrivederci al 2018. Questo ha portato stranamente a dare più risalto alle altre conferenze.

Io da EA un gioco come A Way Out non l’avrei mai immaginato. Ubisoft ha portato in scena il suo portfolio che spazia tra tutti i generi, provando ad inserirsi nel settore toy-to-life con Starlink, dopo un ottimo inizio dalla forte carica emotiva con Mario+Rabbits e con la bomba finale di Beyond Good & Evil 2. Anche la conferenza PC, malgrado il suo pessimo ritmo, ha dato più spazio agli sviluppatori ed ha coperto molti generi e XCOM2, Battletech e Total War Warhammer II sono già nel mio cuore. La conferenza Bethesda negli anni ha quasi perso senso con annunci di progetti a brevissima scadenza ma attendo Wolfenstein II con trepidazione. Basta Skyrim, basta!

Siamo passati da un estremo all’altro. Se negli anni si lamentava l’inutile retorica, il tempo perso, i troppi dialoghi e i pochi giochi, quest’anno le presentazioni mi sono sembrate abbastanza impersonali. Anche lasciare alcuni annunci minori ma comunque graditi nei pre-show o post-show, mi è sembrata una mossa strana, quasi a voler impoverire per forza le conferenze vere e proprie. Bisognerebbe ottimizzare, come è riuscita a fare Ubisoft quest’anno. Oppure dovrebbero fare tutti come Devolver Digital. Se non avete visto la loro conferenza, fatelo, è geniale.

 

Nintendo ha realizzato un gran bel direct e una buona treehouse. Senza gli occhi del fan, ha mostrato in egual misura giochi del 2017 con fasi di gameplay, giochi del 2018 in formato trailer e annunci di progetti futuri, proiettando un panorama convincente su Switch. L’annuncio di Rocket League con crossplay e quello di Minecraft nella conferenza Microsoft, mostrano inoltre una Nintendo più aperta che mai. Poter giocare a questi due titoli da Switch con giocatori PC ed Xbox è fantastico, un cambio di rotta da Nintendo plateale, inaspettato, grandioso. Però il Nintendo Spotlight è stato relativamente povero nei numeri.

Con gli occhi del fan premio il coraggio di Game Freak che ha annunciato l’arrivo di un Pokémon main su Switch. Il direct Pokémon aveva lasciato l’amaro in bocca ai fan e sfruttare l’E3 per correggere il tiro è stato ottimo. Anche Metroid Prime 4 è un annuncio forte perché è un messaggio diretto ai fan: abbiamo ascoltato le critiche al seguito di Federation Force. Metroid Prime 4. Hype. Anche Mario e Xenoblade Chronicles 2 sembrano essere ottimi capitoli nelle loro rispettive serie.

Cosa manca allora? Le third party. Nintendo dovrebbe tirarle dentro più spesso negli eventi grandi come l’E3. Servono a rimpinguare il portfolio della console, e a dare un’impressione più positiva dell’offerta Switch. In ogni caso Nintendo è migliorata molto in termini di comunicazione e me ne compiaccio.


Damiano-NintendOn

Damiano Pauciullo

La parola d’ordine dell’E3 2017 per Nintendo è cambiamento. Dopo la scottatura delle conferenze Microsoft e Sony, dovevo tenere a bada l’hype per lo Spotlight. E invece sono stato rapito da giochi conoscevo già, per poi emozionarmi con il resto. Altro che terabyte, è bastato un semplice logo di un gioco che aspetto da dieci anni. Sottofondo musicale, coro indimenticabile e indimenticato: Prime tornerà, Nintendo ci ha ascoltato!

Times are changin’ ma non solo per Metroid, anche per Pokémon, anche lui semplicemente annunciato. Una pezza per il deludente direct precedente? Poco importa: Nintendo si è aperta. E questa apertura non riguarda solo noi giocatori, ma anche gli sviluppatori! Il cross-play, impensabile solo qualche anno fa (per non dire mese) ci eviterà la situazione paradossale di possedere un immenso regno in Minecraft su Xbox One e soltanto una fionda e un bastone su Nintendo Switch. Lo sbarco di Rocket League sulla console ibrida è un’ulteriore prova di come la rottura delle barriere non può che fare bene: sarà bellissimo sfidare e battere gli amici con la mia vettura personalizzata con il cappello di Mario (Cappy sei tu?), seduto io sul grande trono, loro davanti al PC. Il futuro è questo: emozionarsi per ciò che giochiamo e con chi, non solo dove. E Nintendo, per fortuna, è il futuro.


noireleElena Eugeni

L’E3 è da sempre una gara di furbizia. Stupire i giocatori con effetti speciali e titoloni, magari già nelle prime fasi di sviluppo, garantisce risultati migliori rispetto a concentrarsi su giochi già noti, seppur eccellenti. Quest’anno Nintendo si è dimostrata all’altezza, bilanciando gameplay di titoli di qualità con annunci ad effetto.

Parliamoci chiaro: di Metroid Prime 4 si è visto solo il titolo e del nuovo Pokémon RPG destinato a Nintendo Switch ancora meno, ma è innegabile come queste due rivelazioni abbiano catturato l’attenzione di tutti.

Non ho mai apprezzato particolarmente la strategia del lanciare grandi nomi senza avere tra le mani nemmeno un’immagine da mostrare, ma la mia fame di concretezza è stata comunque appagata dalla grande N, complice anche la lunga (lunghissima) Treehouse. Perciò complimenti a loro ed auguri a noi: ci aspettano mesi pieni di videogiochi di qualità.


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Giuseppe Racioppo

L’E3 è un appuntamento importante nella mia vita, un secondo natale i cui regali da scartare sono gli annunci nelle varie conferenze dell’evento e la mia famiglia riunita sono i miei amici virtuali d’avventura di sempre. Qualcosa negli ultimi anni però è cambiata, e l’E3 si sta lentamente trasformando nella fiera dei titoli senza una finestra di lancio e ancora in piena fase di sviluppo. D’altronde c’è chi sta ancora esultando per l’annuncio di Kingdom Hearts III e Shenmue III. Oppure c’è chi conta, nel caso di XBox, le “Launch Exclusive”, esclusive momentanee che dovrebbero spingere i videogiocatori a spendere più di cinque testoni per una nuova console all’urlo di “4K Real HD”. Quello che mi chiedo tra me e me, è: ma fanno sul serio? Ok, ma quando si gioca? Dove sono le grandi esclusive, i grandi annunci che ci facevano letteralmente saltare dalla sedia? Ricordo ancora il rumore dei fegati sonari esplosi per la bomba dell’E3 2008 di Microsoft, con le immagini di Final Fantasy XIII a fine conferenza. Sì, quest’anno ci siamo andati più o meno vicini, con Monster Hunter World, perdita di esclusiva chiara, direzione intrapresa meno. Chi ha vinto allora? Come sempre vincono i giochi. Per mio gusto personale The Evil Within 2. Ma soprattutto vince Ubisoft Milan con Mario + Rabbids Kingdom Battle per Nintendo Switch. Orgoglio italiano.

Non potevo non aspettarmi un grande E3 da parte di Nintendo, e le premesse c’erano tutte, ma qualcosa non andava già da prima, ovvero dalla rivelazione della durata del Nintendo Spotlight, quei 30 minuti, che poi sono diventati tragicamente 25. Il lungo periodo di magra, dovuto al fallimento di Wii U mi faceva ben sperare in un E3 epocale e ricco di titoli per la casa di Kyoto. Ci credevo, fin quando tutto è partito con quasi tre minuti di eSports, peggior inizio di sempre nella storia dell’E3. Dove sono le bombe? Gli annunci? I giochi nuovi? Eccoli! Un Kirby che più classico non si può, previsto per un generico 2018. Ma lo Spotlight non era incentrato sui titoli in uscita nel 2017? Ma il bello arriva con Tsunekazu Ishihara e il suo annuncio di Pokémon per Nintendo Switch. Vero, finora il team è stato impegnato pesantemente nello sviluppo del tanto desiderato Ultrasole e Ultraluna. Chi non li comprerà al lancio!? Chi mai avrebbe voluto un titolo completamente nuovo dei mostri tascabili per Switch al suo posto!?

metroid prime 4 nintendo switch e3 2017
Il mio grafico con il photoshop e cinquemilalire lo faceva meglio

Qui ho pensato: potrebbe andare peggio?. Poi la bomba di tutto lo Spotlight: Metroid Prime 4! Bomba inesplosa: Metroid Prime 4 non esiste! Esiste un logo orrendo, con un 4 raccattato da un’app cinese per modificare i selfie e un brano a caso dalla colonna sonora della serie. Previsto nel duemilaecredici. Vorrei spendere anche due parole su Yoshi, un altro titolo ancora in fase di sviluppo che vedremo anch’esso nel? Sì, indovinato: 2018. Ma tra tutte le ip da prendere in considerazione, perché Yoshi, il cui ultimo episodio Woolly’s World è di appena due anni fa (addirittura meno se si prende la versione 3DS), e non Animal Crossing che latita da quattro anni (il doppio), o Mother o ancora F-Zero? Cosa ha fatto Nintendo per tutto questo tempo? Perché è così indietro? Non avrò mai una risposta. Non resta che inchinarmi davanti a sua maestà Super Mario Odyssey, e restare incredulo di fronte a stampa e lettori che ritengono che questo sia stato un E3 soddisfacente.


Francesco-Consalvo-NintendOn

Francesco Consalvo

Anonimo. Basterebbe questa parola per rappresentare l’E3 2017, quello che agli albori doveva essere il più grande di sempre. Invece ci siamo dovuti accontentare della minestra riscaldata dello scorso anno che, per quanto scaldata bene, sa comunque di vecchio.

Poche le menzioni d’onore. Tra la contaminazione Rabbids nel Regno dei Funghi (e per una volta il Made in Italy videoludico sosteniamolo), un Metroid 2D e un Mario in stato di grazia, i fan Nintendo avranno di che gioire. Interessante capire le dinamiche di alcuni indie in esclusiva per Xbox, primo fra tutti The Last Night. Delle due uniche bombe losangeline invece – Metroid Prime 4 e Pokemon per Switch – quello che abbiamo sono solo parole al vento; ma di sicuro ci faranno piangere di gioia il prossimo anno.

La fiera verrà ricordata comunque per la presentazione di Xbox One X, console potente, ma talmente potente che saranno quattro i giochi a sfruttarla davvero. Sony invece non pervenuta. Il ritmo delle conferenze è cambiato, la sostanza – purtroppo – ancora no. Ma poteva andare peggio.


Emil-NintendOn
Emil Petrov

Partire con basse aspettative, quasi nulle per un Nintendo Direct o Spotlight E3 è l’ideale. Anni di delusioni, aspettative mitigate negli ultimi eventi da una Nintendo che sembra aver ritrovato la strada dell’aggressività ed è in grado di generare hype come non accadeva dall’era Gamecube/Wii. Metroid Prime 4 è senza ombra di dubbio il titolo della fiera, un logo e un numero che sono bastati a infiammare il mondo videoludico.

Vaporware, senza dubbio, un titolo in fase di sviluppo da meno di un anno ma non un’operazione intellettualmente meno onesta del mostrare trailer di giochi il cui sviluppo procede per 6-10 anni, senza far nomi. Una prova, ennesima, di quanto Nintendo abbia ancora brand forti e frecce al suo arco da tirar fuori (quando vuole) e da scoccare, per stupire e vincere. Pokémon per Switch è in sviluppo, una risposta alle polemiche (comprensibili) generate dall’annuncio di UltraSole e UltraLuna per 3DS. Manca ancora un anno ma esiste, è nel pentolone di Game Freak e lo stanno cuocendo per noi.

Nel breve periodo avremo multiplayer solidi, un Super Mario Odyssey che come accaduto molteplici volte è una scuola di game design e Xenoblade 2 che sembra ancora una volta un gioiello di storia e gameplay. L’ottimismo intorno a Switch, giustificato anche dalle vendite, si sente chiaramente e sembra davvero di assistere a una Nintendo rinata dalle proprie ceneri, ancora una volta. E soprattutto, finalmente in grado di coinvolgere senza pause, in soli 25 minuti, mostrando e ricordando al mondo il motivo principale per cui giochiamo e per cui è nato il videogame: il divertimento.


Eccoci al termine della carrellata, lo staff sarà presente a monitorare i commenti e a moderare gli insulti rivolti verso Giuseppe “Timo” Racioppo, aggiungendone di nuovi.