Mail Corner

L’apparenza incarta – Mail Corner

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Pubblicato il
20 Gennaio 2017

Cambiano le generazioni, gli hardware diventano più prestanti, i giochi più belli da vedere. Si guadagna sempre qualcosa… e si lascia alle spalle qualcos’altro che in fondo vorremmo ancora. In questa era in cui il contatto diretto con noi è sempre possibile e incoraggiato – grazie al nostro forum, alla nostra chat e alle nostre live – e nella quale non esistono quasi più le riviste cartacee, una cosa che ci manca tanto è la tipica posta dei lettori. Per questo abbiamo pensato a questo spazio, dedicato a voi, sì proprio voi ai quali non bastano i canali tradizionali e cercate un contatto tramite e-mail. In questa rubrica quindi, pubblicheremo le vostre missive più interessanti e vi risponderemo come nostro solito, con in più l’occasione di poter interagire con il resto dell’utenza nei commenti. Prima di lasciarvi alla lettera di MrDonny, piena di spunti interessanti, vi ricordo che potrete mandarci le e-mail al solito indirizzo – contatti@nintendon.it – e se saremo di buon umore le pubblicheremo (forse) e vi risponderemo.


Una manciata di giorni fa un nutrito gruppo di impavidi appassionati ha assistito, in diretta, al fatidico lancio della nuova ammiraglia tuttofare della grande N.

Era una fredda notte piovosa qui a Bruxelles e, nella panoramica delle case buie e dormienti, si palesava appena un piccolo appartamento dinamico e illuminato. Era il mio. Indaffarato, con una tazza di caffè in mano e un cornetto…pardon…croissant nell’altra, mi gustavo la pre-conferenza alle 4:30 circa insieme a tutti gli amici di Nintendon. Tra speranze, voci di corridoio e chiarimenti su rumor vari, si son fatte le cinque e la magia finalmente si è incastonata nei miei occhi. Kimishima non mi era mai sembrato così affascinante e ho seguito ogni minimo gesto del suo corpo come se qualcosa nelle sue movenze incorporasse un messaggio preciso, insomma, giusto per non perdermi proprio niente.

Fino a quel campo medio-totale-figura intera-campo americano su un pistolero misterioso che si avvicinava all’obbiettivo. Stop.

Da lì sono iniziati i brividi. E non erano certo di freddo, dato che qui in casa c’erano quasi quaranta gradi coi riscaldamenti! Noi tutti (o una larga parte) siamo balzati dalle sedie-divani-scale-letti non appena ci si è stampata davanti agli occhi quella sequela di immagini di gente che mungeva vacche immaginarie e sparava goffamente con movenze meccaniche in duelli tra zombie. Ho visto un Koizumi in preda alla fame chimica post-pera e a vistosi tic, cercando di divorare uno dei joycon per testare, più che le move-features e la sua voracità di fronte a un sandwich di aria, le reali capacità di una dose di Crystal Meth.
Ho visto quelle immagini e mi sembrava tutto uno scherzo, ho pensato lì per lì che fosse quantomeno una tech-demo in regalo ai negozianti, che l’avrebbero dilazionata come coriandoli alla folla accorsa a una presentazione tattile della console. Ma poi il gelo. Il prezzo pieno della versione retail. E ho iniziato a indietreggiare dallo schermo, come se avessi visto la ragazzina depressa, putrida e incavolata di The Ring uscire dal mio iMac e inseguirmi fin nei meandri della mente, nel più profondo luogo dove mi nascondevo – e continuo a farlo – chiudendo gli occhi quando qualcosa del mondo circostante mi fa veramente paura.

E la scorsa notte la catarsi. Un’illuminazione scialitica che mi ha fatto balzare dal letto e ansimare. Col senno di poi era esclusivamente un sintomo della cattiva digestione da cibo extra-italiano, ma istintivamente ho iniziato a pensare alle reali circostanze dell’apparenza. Ho pensato a una conclusione di Cocteau secondo cui gli specchi dovrebbero pensare a lungo prima di riflettere. Ed è proprio quello che (non) ho fatto. E se tutto ciò fosse stato solo mal interpretato? Se tutta questa storia di 1-2-Switch fosse un gigantesco mealstrom di misunderstanding? Siamo stati tutti così superficiali da aver giudicato un prodotto ambiguo, miserrimo, inutile, degenerativo solo dall’apparenza? Da qui ho iniziato ad aver capogiri e due letterine indistinte compivano giri concentrici nel vuoto della mia mente. Mi son seduto, ho bevuto un po’ di grappa…pardon…acqua [ecco, mi sembrava… ndDiego] e ho rivisto per filo e per segno il video di presentazione del ‘gioco’ incriminato. Dunque, ancora quelle due indistinte letterine, che iniziavano a darmi sui nervi, come due colibrì che mi prendono per il sedere e mi punzecchiano le sopracciglia.

Sarò sincero. Una certa componente di curiosa insensata cognizione mista a testardaggine aveva sostituito il disgusto. Ho provato a rivedere il Treehouse e le cose sono misteriosamente cambiate (oltre che le condizioni di salute di Koizumi, in peggio, che sembrava seriamente un tossico in astinenza): la mia percezione dell’insieme iniziava a sembrarmi “tattile” e mi son chiesto ancora plausibilmente: “Davvero noi tutti, e dico proprio tutti (ma proprio tutta la terra, l’universo intero e oltre), abbiamo giudicato quei video dimostrativi secondo l’apparenza e non secondo la sostanza?” Dopodiché ho schiacciato il mio corpo contro lo schienale della sedia e, chiusi gli occhi, ho afferrato quei fottuti colibrì, ce li avevo stretti nel palmo, costatando dopotutto che le due lettere si erano finalmente messe a fuoco.

VR…
…o RV
Come preferite!

Scioccante come, in tutto questo marasma d’informazioni, ci sia sfuggito – forse per alcuni volontariamente, visti i risultati non proprio incoraggianti della PSVR – il fattore di realtà aumentata che tanto si era vociferato nei mesi precedenti alla presentazione! Pensiamo attentamente. Sediamoci tutti e chiudiamo gli occhi. Ipotizziamo di impugnare (oddio non ce la faccio. L’attesa mi sta logorando!) il nostro caro joycon e proviamo a immaginare, casco-virtuale alla testa, di stringere tra le mani invece un White Russian alla Drugo Lebowski, per intenderci. Avendo appreso tutte le positive e infinite peculiarità dell’HD Rumble, riuscite ora a immaginarvi cosa potremmo fare con quei cosi collegati a un fruitore di realtà virtuale? Ora, mangiare un panino virtuale avrebbe più senso? Non saprei, ma sarebbe senz’altro meno imbarazzante, nel messaggio, di quel penoso teatrino di bambole di pezza a cui abbiamo assistito al Treehouse [non ci giurerei molto, hai mai visto uno che gioca con la VR? ndDiego]. Tuttavia avrebbe senso eccome un duello nel selvaggio west alla Leone o (qui sto fantasticando forse troppo) alla Red Dead Redemption. E una partita a ping pong sarebbe più sensata se potessimo vedere anche il tavolo da gioco!

O una mischia in un gioco musou in cui brandiamo una spada e affettiamo come sardine centinaia di nemici (o il contrario) placando almeno parzialmente la nostra insita e insana sete di sangue quotidiana.
Ragazzi, provate a farlo anche voi! Mi piace considerare, a questo punto, 1-2-3 Stella…pardon…Switch come un simpatico battistrada o il capostipite retrogrado e ritardato di una “nuova” tecnologia Nintendo che ci farà conoscere i suoi universi da un altro punto di vista, in cui l’apparenza sarà solamente un vago ricordo e la sostanza, per quanto non propriamente tattile, sia l’unico messaggio che era veramente nascosto in quello che ora appare solo come lo scemo del villaggio di una favola di Andersen nell’ambito di giochi e dimostrazioni. Così facendo, come ogni favola che si rispetti, anche un brutto anatroccolo alla fine potrà riuscire a diventare un cigno. In tal caso ci basterà altresì che diventi un gallo o un tordo adulto. Ma questa è un’altra storia.

Voi che ne pensate? Quali sarebbero i giochi che vorreste su un’ipotetica VR Nintendo?

-Fabrizio Grimaldi (MrDonny)


Penso che volare con la fantasia sia bello ma che occorra essere realistici per non incappare in delusioni. Finché l’ambiente VR non permetterà un gioco più sicuro – con l’eliminazione totale del motion sickness e dell’allontanamento di consapevolezza dell’ambiente esterno al gioco o reale che dir si voglia – sarà difficile che Nintendo approcci la VR totale. Allo stato attuale penso che la cosa più plausibile in cui sperare al riguardo sia qualcosa di simile al Google Cardboard, che per forza di cose è estremamente limitante rispetto alla vera VR. Non escludo che i Joy Con potrebbero essere stati pensati nell’ottica di avvicinarsi all’approccio però, soprattutto perché abbiamo le foto che mostrano Miyamoto e soci alle prese con il VR in occasione di E3 e simili. Detto questo, il gioco che penso tutto il mondo voglia in VR sia Metroid Prime, ma anche Zelda e Mario 3D main potrebbero beneficiare parecchio, per non parlare poi dei giochi di guida come Mario Kart, Wave Race o F-Zero. Avrebbero meno senso invece giochi dalla grafica più fumettosa, non solo per via del realismo meno tangibile, ma anche per la visuale media di un Kirby o di uno Yoshi che poco si sposano con la visuale in prima persona, o in terza di spalle.

Io sono un uomo semplice, mi accontento di un Made in Wario che usi alla grande il Rumble HD. Lo devono fare. Per forza e subito. Però, dato che sono un uomo semplice, dalla fantasia limitata, non vedo l’ora che sia Nintendo stessa a stupirmi con qualche nuova IP che glorifichi i Joy-Con, magari partorita dalle folli menti che ci hanno regalato Rhythm Tengoku. In ogni caso vorrei ritornare a Koizumi e alle sue espressioni facciali per dire che grazie a lui abbiamo avuto Super Mario Galaxy: una persona del genere è un vincitore e quindi ricordiamoci sempre che winners don’t use drugs.