Ecco perché Nintendo Switch ha già evitato il flop – Speciale

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Tra i mille pareri che avete letto in questi giorni mancava solo il mio, e mentre un malinconico gamepad del Nintendo Wii U mi lampeggia in volto preannunciando la venuta di Nintendo Switch e il proprio pensionamento, mi appresto a scrivere tre caratteristiche di Nintendo Switch, o meglio, punti di forza per i quali dovremmo essere positivi nei riguardi del nuovo gioiellino di Kyoto, e che per un motivo o per un altro sono passati in sordina. Sì, è un altro pezzo su Switch.


Nintendo Switch è una console

Prima ancora di essere una console da casa, prima ancora di essere una console portatile, Nintendo Switch è una console. Prima che evochiate la terza delle tre grazie, lasciate che mi spieghi. Nintendo Wii U non era percepita come una console. Il casual gamer non sapeva cos’era Wii U. Un gamepad da attaccare al Wii che aveva già? Una portatile nuova? Basta informarsi su NintendOn direte voi. Ma il casual gamer, è un giocatore di passaggio e difficilmente frequenta siti dedicati. Per il resto dell’utenza, invece, ovvero il giocatore che compra le console se ci trova quello che vuole, Nintendo Wii U, rassegnamoci, è una console brutta, e non parlo dei giochi. Il gamepad ha uno schermo sotto lo standard qualitativo medio, soprattutto se si è abituati a tenere in tasca uno smartphone con uno schermo migliore e che costa tre volte meno di Wii U.

Ricapitoliamo: quali sono stati i problemi di Nintendo Wii U? Molti affermano una libreria poco completa. Questo è vero solo in parte però. Ci sono due motivi ben più gravi che hanno trascinato Wii U nella fossa: la comunicazione di Nintendo e la qualità dei componenti. Quando Nintendo ha mostrato Wii U al mondo non ha saputo comunicare in maniera efficace che cosa stava mostrando, né quale fosse l’arma (o come va di moda di questi tempi, gimmick) della console. Con Nintendo Switch invece abbiamo avuto un reveal trailer che ha subito mostrato le potenzialità di Switch senza lasciare adito di dubbio al pubblico intero, gamer o no. Fate la prova del nove: fate vedere il trailer a un amico o un familiare che non compra videogiochi e chiedetegli cosa ne ha capito.

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Non ha un’aspetto professionale, anche in versione arcobaleno mancato?

Fin qui tutta roba che diciamo (e sapete) da anni, la comunicazione sul Wii U è stata pessima. Ma anche se la comunicazione fosse stata migliore, Wii U ha un canone estetico in controtendenza. Non è elegante simil-apple come lo era Nintendo Wii, basti pensare alla base. La “base” per Nintendo Wii U è costituita da due pezzi di plastica che sembrano i ganci per tenere salde le tovaglie al tavolo da esterni. La base di Nintendo Wii era una figata, elevava la console dandole un aspetto molto più raffinato che a tenerla orizzontale. Un inutile led blu poi la rendeva quasi high tech agli occhi di un neofita. Il gamepad di Wii U poi è il definitivo pugno nell’occhio, totalmente sgraziato e gigantesco.

Nintendo Switch si presenta molto meglio. Il suo schermo è di una qualità ottima, i materiali esterni non sanno di plastica economica, le feature dei Joy-Con non fanno pensare a un telecomando Wii bensì a una loro forma definitiva e migliorata. Anche se i giochi di Switch sono più prestanti di quelli di Wii U, non lo sono abbastanza per poter parlare di nuova gen, e ancora Switch odora di tecnologia nuova. Staccare Switch dalla base e constatare l’immediatezza del passaggio tra versione home e portable sembrerà un miracolo e i Joy Con, una volta staccati e utilizzati separatamente o in altre configurazioni, ci faranno chiedere “come mai nessuno ci è arrivato prima”, pur sapendo che il dna è quello di Wii. Insomma, Nintendo Switch è già stata percepita come una console valida. Intendiamoci, non sto parlando di mania o di moda come fu per Nintendo Wii, ma della sensazione di avere davanti una console affidabile, tecnologicamente all’avanguardia e pronta a intrattenerci per anni.

Yoshiaki Koizumi Nintendo Switch Wall Street Journal
Nintendo è riuscita a riproporre il motion gaming senza il defenestramento dei fan

Il prezzo agli occhi di tutti è lo spauracchio più grande che impedirà a Switch di proporsi come una console mass-market, ed è una preoccupazione legittima, tuttavia secondaria alla percezione del valore della console. Nintendo Wii U agli occhi del mass market, infatti, non era un prodotto valido, e non lo sarebbe stato nemmeno con la metà del suo prezzo. Le cose sono andate diversamente con Nintendo 3DS, invece, dove il pubblico ha attribuito un valore ben definito alla console ed è bastato un price drop per risollevare lo stallo delle vendite. Ovviamente Nintendo si augura di non essere costretta ad abbassare di prezzo la console o a fare offerte di sorta, e solitamente la gente è più disposta a spendere 400€ per una home console che 260€ per una portatile, ma nell’eventualità accada sono già abbastanza convinto (a causa dell’accoglienza generale ricevuta a novembre) che Switch avrebbe un’impennata di vendite che la rimetterebbe in gioco.

Le terze parti

No, non ho bevuto vino, e sì, ho visto la stessa presentazione che avete visto voi e sono d’accordo, dalla line-up è evidente che Nintendo Switch debba ancora convincere gli sviluppatori occidentali che siamo abituati ad apprezzare su PC o altre console. C’è però un’altra parte di settore che viene solitamente trascurata quando parliamo delle TP, e sono tutti quei sviluppatori che si dedicano solo, o in gran misura, al gaming portatile. In questa fascia rientrano centinaia di sviluppatori, occidentali ma soprattutto giapponesi, che preferiscono sviluppare su Nintendo 3DS e PS Vita. Centinaia. Dalla presentazione, è evidente che questa categoria sia già salita a bordo: Konami è già pronta con Super Bomberman R, Atlus ha in canna l’ennesimo, ottimo, Shin Megami Tensei, Square-Enix cala un poker di Dragon Quest e annuncia a sorpresa il nuovo Bravely Default. Insomma Switch ingloba nella propria offerta la qualità e la quantità della libreria che spetterebbe a Nintendo 3DS e noi non vediamo l’ora di vedere che cosa bolle nei pentoloni di Level-5 o Marvelous, e di vedere saghe come Monster Hunter, Layton e Phoenix Wright con la definizione che meritano.

Fantasy Life 2 Level-5
Io avevo chiesto questo, che intenzioni abbiamo, Level-5?

In questa categoria potrei aggiungere anche Nintendo, che concentrandosi sullo sviluppo di titoli destinati a una sola console, potrà sfornare molti più giochi rispetto al passato, ed eliminare l’anacronismo della riduzione di giochi dal più ampio respiro nella versione home, basti pensare a Hyrule Warriors o a Super Mario Maker.

La portabilità

Sebbene Nintendo abbia reclamizzato Switch come la nuova console casalinga che permette di portare il gioco da casa in giro, in realtà si tratta di una console portatile, il cui hardware principale è all’interno della portatile e la cui stazione permette di giocare sulla tv. Quindi Switch è a tutti gli effetti una portatile perché con solo il dock non ci fai nulla. Eppure è una console da casa. Nel senso che i giochi a cui giocheremo saranno quelli da casa, ne avranno lo spessore e la qualità, e potremo portarli in giro. Da anni si fa un gran parlare della morte del mercato handheld. I cellulari permettono di giocare ovunque, senza dover comprare un hardware esterno, e hanno un catalogo che permette di giocare a lungo spendendo poco o addirittura nulla. Come potrebbe Nintendo 3DS, con i suoi giochi piazzati alla media di quaranta euro, essere competitiva contro questa offerta? Dove la percezione si ferma con 3DS, ritorna con Switch più forte che mai: non avrete dubbi su chi stia vivendo un’esperienza più gratificante tra chi nella stessa stanza sta giocando al miglior gioco per cellulare mai prodotto, fosse anche Super Mario Run, e chi ha in mano una console dalle cui casse esce la melodia della Song of Time.

Breath of the Wild Nintendo Switch
Può un oggetto tanto minuscolo contenere tanta felicità?

Una cerchia considerevole di gente si riavvicinerà al gaming “serio” che aveva abbandonato a causa del lavoro e/o della famiglia, scoprirà che quelle due/tre orette di pausa pranzo possono essere utilizzate nel dungeon di Zelda appena iniziato, e ciò è possibile perché Switch, al contrario delle altre console, non perderà minuti preziosi in installazioni e caricamenti, rendendo quel poco tempo libero sprecato in tempi morti. Se giocare a Zelda in treno è già incredibile, la portabilità  ha un altro merito da non sottovalutare che è il poter lasciare Cartoon Network al figlio o un programma/film in prima serata alla moglie mentre si gioca ancora più comodamente sul divano o sul letto. E se non siete ancora convinti, tornate a quel viaggio in treno. Se incontraste un amico, basterebbe far partire Mario Kart 8 e allungargli uno dei due Joy-Con per poterlo sfidare. Insomma, contrariamente a quanto avvenuto con Wii U, con un gamepad dalle caratteristiche sì diverse, ma non ritenute fondamentali, con Switch sarà proprio la console a valorizzare maggiormente il gioco, in fondo cosa è meglio, un gioco al massimo della sua potenzialità grafica ma al quale si giocherebbe poco per mancanza di tempo, o lo stesso gioco con qualche compromesso grafico, ma più sfruttabile non solo in giro per il mondo, ma anche nella comodità della propria casa?


Questi sono per me i tre motivi fondamentali per i quali Nintendo Switch potrebbe già aver evitato il flop e per i quali ha già fatto breccia in un pubblico rimasto indifferente verso Wii U, una console sfortunata, con buon numero di esclusive ma con troppe limitazioni.

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