Intervistati da Nintendo in occasione dell’uscita di NES Classic Mini e dell’anniversario della pubblicazione del primo iconico Metroid per la console giapponese, Yoshio Sakamoto e Hiroji Kiyotake, i due sviluppatori della prima avventura di Samus Aran hanno confidato qualche retroscena della creazione del gioco.
Come raccontato nella lunga intervista disponibile su sito americano di Nintendo, i due developer sono entrati in azienda giusto in tempo per vedere l’arrivo del Famicom (NES in Europa). Sakamoto era entrato in azienda da un anno mentre Kiyotake è stato assunto esattamente quando la nuova console era approdata sul mercato. Era la loro prima esperienza nel creare un gioco completo, ma l’allora loro responsabile, Gunpei Yokoi, gli diede fiducia.
Sakamoto: Lo sviluppo è iniziato con solo Kiyotake-san e un altro nuovo dipendente. Il mio capo a quel tempo era Gunpei Yokoi ed egli credeva che “se è possibile disegnare, è possibile creare giochi“.
Dietro la creazione di Metroid c’era l’idea molto ardita di far fare al personaggio quello che Mario non faceva.
Ciò che Super Mario Bros. non faceva? Tipo cosa?
Kiyotake: Con un semplice esempio, sai come Mario scivola un po’ prima di fermarsi?
Uh Huh…
Kiyotake: Così abbiamo cercato di creare una frenata secca.
Si è iniziato con il movimento?
Kiyotake: Sì. Volevamo realizzare azioni che Mario non aveva. E poi…
Sakamoto: Non stai dimenticando qualcosa di importante?
Kiyotake: Davvero?
Sakamoto: In Super Mario Bros. si evitavano i nemici.
Se se ne tocca uno, si perde una vita.
Sakamoto: In risposta a ciò, Kiyotake si lamentava, dicendo: “Perché dobbiamo evitarli?!” (ride)
Sakamoto: Quando abbiano iniziato a realizzare Metroid, volevamo una tecnica chiamata Screw Attack per fare un salto rotante per sconfiggere i nemici. Non è vero?
Kiyotake: Hai ragione! (ride)
Una tecnica che poi non ha avuto seguito, ma l’idea di rendere un gioco diverso da Super Mario è rimasta. La lunga intervista si è poi soffermata sui retroscena del nome della protagonista.
[…] Ho sentito da Sakamoto-san che sei un appassionato di calcio e hai preso quel nome dal vero nome di Pelé, il re del calcio.
Kiyotake: Sì. (Ride) Anche se non è veramente il suo nome.
Sì, non lo è. (ride)
Kiyotake: Io credevo di sì. (ride)
A quanto pare, si pensava che il vero nome di Pelé fosse Samus Arantes Nascimentos.
Kiyotake: Sì, sì, qualcosa del genere.
Ma se si cerca, è Edson Arantes do Nascimento.
Kiyotake: Sì, ero totalmente in errore! (ride)
Sakamoto: Ma Arantes aveva ragione. (ride)
Sì, vero! (ride)
Kiyotake: Ho pensato che evocava l’immagine giusta, quindi ho usato quel nome.