Dracula’s Legacy non è un gioco facile da recensire. Quando l’ho finito avevo sentimenti contrastanti per questo titolo, ottimo per alcuni aspetti, aberrante per altri. Spesso m’è venuto da chiedermi cosa fosse andato storto durante la realizzazione. Se da un lato presenta un’immersiva colonna sonora, e meccaniche di gioco interessanti e intelligenti, da un altro non c’è una realizzazione tecnica solida e funzionale.
In Dracula’s Legacy vestiamo i panni di Isabelle, che nel tentativo di ricostruire il suo passato annebbiato e frammentato, aiutata dal suo ragazzo, finisce nel paesino dove prendono luogo i suoi ricordi. L’inizio del gioco è in medias res, così tanto in medias res che è difficile capire cosa stia accadendo. Una brutta opening scene vede la protagonista scendere dalla macchina, e incamminarsi verso una villa, per poi cadere in un fosso nel tentativo di scappare da un mostro. Per fortuna gli enigmi ben realizzati del primo scenario ricatturano il giocatore, a cui viene spiegato l’incipit dopo aver finito quest’area che funge da tutorial. Il gameplay è quello classico dei punta e clicca a cui aderisce senza alcuna innovazione: enigmi da risolvere, combinare e raccogliere oggetti per farsi strada ed esplorare. In questo gioco purtroppo gli oggetti nell’inventario si combinano da soli quando necessario, meccanica che se fosse presente darebbe un po’ più da pensare al giocatore. Il gioco però vanta un sistema di indizi funzionale, che consiglia dove guardare, e un pulsante per mettere in evidenza ciò con cui è possibile interagire. I comandi di gioco sono tutti sul touch screen.

I difetti di Dracula’s Legacy concernono prevalentemente il comparto tecnico, ma anche alcune scelte di design lasciano basiti. Nel corso della mia esperienza il gioco si è bloccato per dei glitch più volte, e ho dovuto riavviarlo per poter proseguire. A molti può bastare che si tratti di un indie per giustificare queste pecche, ma non è una scusa che regge. Ci sono molti titoli indipendenti, di gran lunga più complessi che non presentano di questi problemi, e sopratutto sviluppati nell’ottica del budget a disposizione.
Dracula’s Legacy osa troppo dove non dovrebbe. Il titolo infatti alterna parti di gioco molto ben illustrate a filmati in computer grafica scadenti. Perché non adottare il primo stile per ogni parte del gioco?
Allo stesso modo sorgono dubbi quando il doppiaggio dei personaggi, tutto sommato niente male, finisce fuori sync, e la cosa grave è che accade sempre. Altro difetto parecchio noioso è la sovrapposizione fra gli oggetti con cui è possibile interagire e i pulsanti per metterli in evidenza e quello per ottenere degli indizi, cosa che quando capita porta all’attivazione o del pulsante o dell’oggetto. Ma mai la cosa che intendevate premere.

Per quanto riguarda il design del gioco i dubbi più grandi vengono in tre momenti. Il primo è quando la protagonista scarta degli oggetti che chiaramente le potrebbero essere utili in futuro. Perché liberarsi di un piede di porco quando devi continuamente accedere ad aree chiuse? Perché la protagonista non pensa mai alla soluzione più ovvia?
Il secondo è quando ci viene sottoposta una tipologia di enigmi ricorrente nel gioco. Durante Dracula’s Legacy ci troviamo spesso ad aprire zaini, dispense, o scrigni ricolmi di oggetti. A questo punto ci viene proposto un mini gioco dove dobbiamo comporre e selezionare vari oggetti nell’ordine indicato. Alla fine del mini game otterremo uno degli oggetti necessario a proseguire. La protagonista soffre forse del disturbo ossessivo-compulsivo? Perché non prendere ciò che serve e basta? Non basta avere in mente un buon enigma e propinarlo al giocatore, il buon design c’è quando queste soluzioni sono coerenti con il resto del gioco.

Ma a mio avviso è il terzo punto quello più discutibile. Dracula’s Legacy dà la possibilità di saltare gli enigmi. Perché? Non ci credevano neanche gli sviluppatori nel gioco? Pensavano che ci saremmo annoiati? Perché se quello fosse il caso, cambiare gli enigmi sarebbe stata la migliore soluzione, e se così fosse sarebbe l’ennesima prova dell’assenza di qualità.
Temo purtroppo che il motivo sia un altro: la paura che il gioco risulti troppo difficile. Credo che un eccessiva difficoltà possa essere dovuta o ad una precisa scelta o alla poca chiarezza del titolo. Dracula’s Legacy, sebbene non sempre molto ispirato, risulta molto chiaro, e con un po’ di impegno, si arriva alla soluzione. Credo quindi che questa scelta sia un tentativo di rendere il gioco accessibile a chi di giocare non ne ha voglia. Una scelta che ben segue quel filone di giochi che vogliono essere accessibili a tutti a tutti i costi, e che è, purtroppo, un filone sempre più popolare.

L’ultima nota dolente è la trama del gioco. Male sviluppata, superficiale, ma che soprattutto lascia pensare ad un sequel non necessario. E che soprattutto non vede Dracula coinvolto in alcuna maniera. Non c’è Dracula, né eredità alcuna. E se l’eredità di Dracula fosse il vampirismo, allora è un titolo che lascia inutilmente sperare a qualcosa di più, e che nulla ha preso dal capolavoro di Stoker, che ancora ispira grandiosamente molti autori (come Igarashi).
Dracula’s Legacy può essere acquistato sul Nintendo eShop per 7.99€, se volete passare un pomeriggio risolvendo enigmi, di cui alcuni piuttosto stimolanti, allora vale la pena comprarlo. Se cercate una narrativa coinvolgente e un gameplay originale, rileggete quanto ho scritto sopra, e capirete che non li vale.


























































