Star Fox Zero rappresenta un nuovo inizio per la serie sparatutto targata Nintendo: mantenendo i personaggi classici e lo spirito arcade, questo sesto capitolo porta con sé un nuovo sistema di controllo e una nuova avventura nel sistema Lylat. Nato dalla mente di Shigeru Miyamoto e sviluppato dalle mani esperte di Platinum e Nintendo, il gioco riesce a mantenere uno stile familiare e nostalgico offrendo un’impostazione del tutto innovativa. Dite pure addio a dubbi e preoccupazioni: bastano pochi minuti col controller in mano per capire che Star Fox Zero è il degno successore spirituale di Star Fox 64.

L’elemento più interessante e particolare del gioco è sicuramente il sistema di controllo. Benché sul televisore la visuale in terza persona sia quasi identica a quella dei classici Star Fox, sullo schermo del gamepad compare la visuale dall’abitacolo, essenziale per sparare con precisione. Se nei vecchi episodi il mirino era sempre e comunque attaccato al movimento dell’Arwing, in questo caso è possibile muoverlo indipendentemente dalla direzione in cui stiamo andando, utilizzando i sensori di movimento del gamepad. Dal punto di vista dei controlli, Star Fox Zero è uno dei giochi più innovativi apparsi su Wii U.

Per giocare correttamente è necessario quindi controllare entrambi gli schermi al momento giusto: il televisore per rendersi conto di cosa succede intorno, e il gamepad per mirare. Questo sistema di controllo è un’arma a doppio taglio, perché regala grandi soddisfazioni una volta fatta l’abitudine ma richiede pazienza e un po’ di impegno da parte del giocatore. Nonostante sia possibile semplificare tutto impostando l’attivazione dei sensori soltanto quando si spara, è comprensibile che un sistema di controllo difficile da descrivere sia altrettanto traumatico ad un primo impatto.

Fortunatamente Shigeru Miyamoto ha creato Star Fox Zero con questi controlli in mente dando vita ad un prodotto unico che insegna al giocatore come muoversi a colpi di level design. La velocità dell’Arwing è stata oggetto di preoccupazione durante le presentazioni del gioco, molti hanno storto il naso vedendo che il ritmo sembrava inferiore a quello degli episodi precedenti. Star Fox Zero però aumenta l’azione con l’avanzare dei livelli, aggiungendo sempre più nemici e seguendo una curva di apprendimento. Valutare il gioco in base alla sensazione di velocità sarebbe scorretto, voi stessi non avrete tempo di far caso a questi dettagli quando terrete sotto controllo i due schermi per salvarvi da Pigma.

Il bello di Star Fox Zero è proprio questo: ogni livello offre una nuova sfida e un modo unico e intelligente per sfruttare il gamepad, giustificando completamente i controlli. Tra livelli su binari, livelli a tutto campo e boss fight, ce n’è per tutti i gusti e la qualità non diminuisce mai. In particolare gli scontri con i boss sono la prova finale per l’utilizzo dei due schermi: agganciando il nemico con ZL è possibile tenerlo sotto controllo mentre con il gamepad si continua a pilotare l’Arwing per centrare il bersaglio. A portare varietà ci pensano i veicoli utilizzabili, ognuno con una sua specialità: il Walker si muove agilmente a terra in spazi stretti, il Gyrowing si infiltra silenziosamente grazie all’amico Direct-i (puccettoso al 100%) e il caro vecchio Landmaster offre supporto sia da terra che in volo. La varietà tra questi veicoli porta con sé un altro problema: ognuno di essi si controlla in maniera totalmente differente e richiederà ancora una volta la vostra pazienza.

Come ai vecchi tempi, l’avventura è suddivisa in livelli che cambiano ordine in base alle scelte del giocatore. Nonostante ad un primo impatto ci si possa sentire vincolati da un’unica strada, rigiocando con più attenzione si possono trovare portali che conducono a mondi segreti; la ricerca di queste strade è una delle parti migliori di Star Fox Zero, che invita il giocatore a sperimentare diversi approcci: utilizzare il Walker o l’Arwing? Seguire Wolf o lasciarlo perdere? La scelta starà a voi. Come di consueto, bastano una manciata di ore per concludere l’avventura principale, ma ce ne vorranno molte di più per scoprire ogni segreto, trovare le medaglie e sbloccare tutto.
Lo spirito arcade del gioco porta ad un unico obiettivo: migliorare il proprio punteggio. Da questo lato, Star Fox Zero è identico ai vecchi classici, tattico e difficile al punto giusto, con una durata praticamente infinita. Prendere una coppa d’oro in un livello è uno sforzo enorme che porta soddisfazioni ancora più grandi, non è necessario allenarsi giorno e notte, basta continuare a giocare per migliorare senza nemmeno accorgersene. A quel punto, una volta compreso il funzionamento del doppio laser e degli avvitamenti, sarete praticamente invincibili. È emozionante vedere ancora una volta un titolo di punta Nintendo con un approccio old school.

A proposito di emozioni, la storia di Star Fox Zero e i dialoghi mi hanno colpito più di quanto avrei pensato. Non c’è nulla di articolato o grandi plot twist, ma il modo in cui l’avventura prende forma sotto gli occhi del giocatore, con frasi celebri e dettagli sorprendenti riesce ad essere interessante senza mai invadere l’azione. L’unione tra Nintendo e Platinum è evidente in questo caso, perché la semplicità di Star Fox 64 si unisce alla spettacolarità dando vita ad un reboot dal gusto familiare. Il doppiaggio italiano, curato dallo stesso team di Star Fox 64 3D, ha un’ottima cura e ricorda molto i programmi per ragazzi ai quali Miyamoto si è sempre ispirato. Inevitabile la lacrima alla fine dei titoli di coda, che portano una dedica speciale.

I momenti esaltanti in stile Platinum sono presenti in ogni livello e grazie al doppio schermo è possibile osservare grandi navi saltare in aria mentre sul gamepad si continua a sparare. Le inquadrature sono ottime, sia nei livelli su binari che in quelli a spazio aperto. La cosa più coinvolgente di tutte è incrociare le navi nemiche della Star Wolf attivando così un rallenty spettacolare; davvero qualcosa di unico. Utilizzando gli amiibo di Fox e Falco si sbloccano i tamarrissimi Arwing speciali: quello classico in versione SNES e quello nero dal grande potere distruttivo, ma altrettanto fragile. La bellezza del gioco da questo punto di vista è ammirevole ma non si può negare che Star Fox Zero mostri dei limiti tecnici evidenti.

Graficamente il gioco è altalenante. Alcuni livelli soddisfano l’occhio, altri mostrano i difetti del motore grafico, sempre sotto sforzo per la gestione di due schermi differenti. La mole poligonale è bassa, sia per una scelta stilistica che per i limiti della console e capita spesso di trovare bruttezze ingiustificabili. Lo stile grafico di per sé punta alla pulizia più che al realismo e di conseguenza il risultato è sempre piacevole ma mai sorprendente, soprattutto a causa di alcune texture gestite male. Il framerate è a 60 fps con frequenti drop che difficilmente danno fastidio al giocatore ma che si fanno comunque notare. In generale il giudizio tecnico è più che sufficiente, il gioco è visivamente bello, ma mai meraviglioso.

Ancora una volta, oltre alla già decantata spettacolarità, ad aggiungere carattere all’avventura ci pensa la colonna sonora di una qualità inaspettata. I nuovi arrangiamenti di brani tratti da Star Fox 64 riescono ad emozionare e le tracce nuove sono da premiare a pieni voti. Lo stile è in parte cinematografico e in parte fantascientifico, con ritmi serrati che ricordano un po’ Kid Icarus Uprising e l’epico Wonderful 101. Il sonoro stesso ha una fantastica funzione che permette di ascoltare in tre dimensioni attraverso il gamepad, così, un proiettile in arrivo si sente prima sul televisore e poi negli altoparlanti del controller, aumentando di molto l’immersione.

Oltre alla modalità addestramento e a quelle sbloccabili, Star Fox Zero offre una piccola modalità multiplayer. Selezionando “Squadra” prima di un livello è possibile aggiungere un Wii U Pro Controller o l’accoppiata Wiimote+Nunchuck per sconfiggere i nemici insieme a un altro giocatore. In questo caso il controllo del veicolo passa al secondo giocatore che potrà sparare dritto davanti a se, come nei vecchi Star Fox, mentre chi ha il gamepad dovrà mirare e sparare con un secondo reticolo. Nonostante questa soluzione possa sembrare poco utile inizialmente, con l’amico giusto potreste passare momenti davvero divertenti e competitivi, confrontando il punteggio alla fine.

In definitiva Star Fox Zero è sia un ritorno alle origini che un nuovo inizio. Mantenendo un’atmosfera arcade anni ’90, il gioco riesce a sorprendere grazie all’interfaccia innovativa e al design moderno. Il sistema di controllo offre grandi soddisfazioni ma richiede pazienza e impegno da parte del giocatore, qualcosa a cui forse non siamo più abituati. Una volta fatta pratica con l’avventura principale, si aprirà un mondo dal quale non vorrete mai uscire: strade segrete, nemici temibili, epiche boss fight e record da macinare. Che altro potremmo chiedere? Forse una veste grafica migliore, che avrebbe potuto elevare ancora di più il gioco. Per il resto, Star Fox Zero è un grandissimo ritorno per lo Star Fox team e ci auguriamo che la coppia Nintendo+Platinum possa andare avanti per sempre.