Inafune si difende dalle accuse di Kamiya: “Dica pure quello che gli pare”

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Che a Hideki Kamiya non stia simpaticissimo Keiji Inafune lo avevamo capito: l’istrionico game designer di Platinum Games non è d’altra parte uno che le manda a dire e spesso e volentieri su Twitter lancia dei post al vetriolo verso chi non gli va a genio e, l’estate scorsa, aveva etichettato Mighty No. 9 come “un insulto a Capcom”.

Nel corso di un’intervista a Polygon però, Inafune ha deciso di passare al contrattacco, difendendosi dalle ultime accuse di Kamiya che lo ha definito businessman piuttosto che un creatore di videogiochi. Ecco le sue parole:

Non ho prestato molta attenzione ai suoi commenti, perché in quanto creatore di videogiochi è necessario considerare sia l’aspetto creativo che quello finanziario. Nessuno dei due sopravvive senza l’altro e io sono il tipo di persona che cura entrambe le facce della medaglia. Se poi lui pensa che io sia più un businessman, va bene.

Lui può dire quello che vuole, è la sua opinione. In ogni caso non credo che fare commenti negativi nei confronti di un altro game designer sia necessariamente una buona cosa, in fondo siamo sulla stessa barca e lavoriamo insieme nello stesso campo…

Per di più non so nemmeno se abbia giocato al gioco prima di scrivere quei tweet. Perché se lo avesse effettivamente fatto, allora direi ‘Ok, va bene, questo è quello che pensi’. ma onestamente non credo che ci abbia giocato nemmeno un minuto. Forse è per quello che considera Mighty No. 9 una copia del mio vecchio gioco. Spero comunque che, una volta pubblicato il titolo, lo giochi e si possa fare un’opinione differente.

Forse a Kamiya manca un po’ di tatto, ma nemmeno il nostro Pittanza è stato troppo tenero con Inafune… Nell’attesa di una (probabile) replica del buon Hideki che aggiungerà un’altra puntata a questa love story alquanto piccante, voi che ne pensate?

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