La nutrita schiera dei puzzle game presenti su eShop si arricchisce di un nuovo membro: si tratta del buffo e colorato Wizdom, titolo sviluppato dallo studio francese Moving Player. Come ogni buon puzzle game che si rispetti anche Wizdom si poggia su pochi punti saldi, senza la necessità di vestirsi di troppi fronzoli: un filo di trama appena accennato, una meccanica semplice da imparare ma impegnativa da padroneggiare e il continuo inserimento di elementi nuovi per tenere alti attenzione e interesse del giocatore.

L’impostazione di base del gioco è particolare e si basa sul concetto di portare a termine due azioni relativamente semplici ma che si svolgono in parallelo, quindi contemporaneamente. Il doppio schermo del 3DS si adatta molto bene ad un gameplay di questo tipo e verrebbe da pensare che è piuttosto strano non aver visto idee come questa più sfruttate e sviluppate, ma bisogna considerare che questo giochino ha un equilibrio molto delicato e basta molto poco in realtà per farlo strabordare nell’ingiocabilità e frustrazione. Wizdom, fortunatamente, riesce a mantenere un discreto bilanciamento sotto questo aspetto, risultando divertente e intrigante.

Dopo una brevissima esposizione delle premesse narrative, che ci vedono catapultati nei panni di un aspirante alchimista nel Regno dei Creatori di Pozioni, e un semplicistico editor per personalizzare il nostro personaggio (ininfluente comunque ai fini del gioco), si viene introdotti alle meccaniche del titolo che, come detto, sono molto semplici. Lo scopo finale di ogni livello è quello di servire le pozioni ai clienti nel più breve tempo possibile, rispettando ovviamente i loro desideri: agendo opportunamente sul touch screen si prende un’ampolla, la si posiziona nell’area di preparazione, si inseriscono i giusti ingredienti e si serve la pozione. In linea di principio molto semplice ma, ovviamente, ci sono alcuni fattori che complicano la faccenda: primo tra tutti il limitato tempo a disposizione per soddisfare la capricciosa clientela.
Aspettare non piace a nessuno, e dopo un po’ i clienti se ne andranno seccati per non aver ricevuto quanto richiesto, facendo così scendere la barra della soddisfazione generale, che è poi quella che definisce il punteggio finale di ogni livello: da zero a tre stelline. L’altro ostacolo verso una buona riuscita del tutto è che le materie prime per le pozioni devono essere create da noi stessi attraverso l’altra anima del gameplay del gioco: se servire le pozioni ai buffi abitanti del regno può essere considerata la parte più gestionale del pacchetto, il reperimento delle gelatine colorate ne mostra invece il lato più puzzle. Invertendo con l’apposita icona le due schermate sul 3DS, sul touch screen ci viene presentata una variante del concetto che sta alla base del sempreverde Tetris (o Columns): allinea tre ingredienti di ugual colore e succederà qualcosa di bello. Nella fattispecie si tratta della creazione di una gelatina, di ugual colore degli ingredienti, che sarà così a nostra disposizione per le pozioni.

Capite bene dunque che è necessaria una certa abilità nello switchare tra le due fasi di gioco in modo che siano bilanciate: dedicare troppo tempo a servire i clienti ci lascerà senza gelatine per le pozioni e, viceversa, trascurare i clienti per rimpolpare le scorte di materie prime farà crollare la soddisfazione dei nostri avventori. La croce e delizia del titolo sta proprio tutta qui: le due fasi sono equilibrate e consentono ore di gioco soddisfacenti? Sì e no. Procedendo nel gioco infatti, a volte le cose si complicano oltremodo e pare quasi che il giocatore sia messo di fronte a situazioni impossibili da soddisfare. Nei livelli più avanzati la parte gestionale del gioco presenta 12 tipi di gelatine diverse con cui comporre le pozioni, ampolle di diversa forma, tappi, cannucce e ammennicoli vari: il poco tempo che i clienti lasciano a disposizione per il loro ordine rende il tutto molto caotico e confusionario ed è frequente sbagliare qualcosa anche solo per un’imprecisione dovuta alla fretta.
La fase di creazione delle gelatine diventa parimenti problematica, in particolare quando la griglia è troppo piccola e allineare file di colori uguali diventa più un’attività figlia del caso che di una pianificazione ragionata: spesso ci si ritrova a buttare dentro ingredienti a caso e vedere che cosa salta fuori. Accade anche che, soprattutto all’inizio del livello, uno dei clienti richieda una pozione particolare, ad esempio composta da gelatine brillanti che compaiono allineando tre gelatine normali, richiesta che però è pressoché impossibile da soddisfare considerando il poco tempo a disposizione e la composizione della griglia di creazione. Avanzando nel gioco tali situazioni si fanno sempre più frequenti, finendo così per minare, almeno in parte, la solidità della formula di gioco: la difficoltà viene aumentata in maniera, per così dire, artificiosa perché oltre una certa quantità il numero di ingredienti diventa per forza di cose ingestibile e se in alcune situazioni il giocatore non ha nessuna chance di cavarsela, allora la sfida non ha senso di esistere.

Nonostante questo (importante) limite, Wizdom riesce comunque a farsi apprezzare ed è un titolo che, complice anche una presentazione pulita e colorata, è certamente in grado di regalare qualche ora di divertimento: se apprezzate i puzzle game frenetici, i 9,99€ necessari per acquistare il titolo saranno ben spesi.


























































