Vi è mai capitato di non sapere cosa fare la notte di capodanno? Qualcuno di solito propone una cenetta nei dintorni con annesso giro dei bar. L’amico più intraprendente si offre di dare una festa a casa sua, dove tutti sanno che a mezzanotte le bottiglie saranno già state stappate da almeno un’ora. Poi c’è sempre l’amico coi soldi, quello che propone un viaggio all’ultimo momento e gli altri fanno finta di niente. Sì, è difficile decidere cosa fare quando si ha la sicurezza che il giorno dopo andrà ancora tutto bene, che il nuovo anno sarà sicuramente un buon anno e che di certo non moriremo di freddo. Ma non è sempre stato così: nel XIX secolo, in Svezia, le feste invernali erano una sfida contro la morte e interi paesi di persone che non avevano nulla si trovavano per festeggiare in attesa del gelido inverno che sicuramente avrebbe portato via i parenti più anziani e i bambini più deboli. E allora in quell’occasione era importante stare tutti insieme e mangiare, bere, ballare, perché la natura avrebbe zittito tutti molto presto, fino all’arrivo della primavera.
Era durante queste occasioni che una persona qualunque del villaggio doveva sottoporsi allo Year Walk, un rituale che prevedeva il digiuno e la solitudine accompagnati da una gelida camminata notturna in zone pericolose in cambio di visioni sul futuro, perché allora sì, sapere cosa sarebbe successo nei mesi a venire era di vitale importanza. In Year Walk impersoniamo Daniel Svensson, un ragazzo qualunque che ha deciso di sottoporsi al rituale la notte di capodanno. Inutile dirvi che alcune visioni non saranno piacevoli, né per lui, né per voi.

Un gioco con una premessa del genere non può che essere particolare in tutti i suoi aspetti, partendo proprio dal gameplay.
L’impostazione è quella di un “punta e clicca” in prima persona, la mappa è divisa in zone e in ogni zona è possibile muoversi lateralmente con l’analogico, come in un normale fps, senza però poter giare la visuale poiché le ambientazioni sono bidimensionali. Una volta raggiunto uno spiraglio tra gli alberi o una porta ci si può spostare avanti o indietro per raggiungere una nuova zona ed esplorarla. Al centro dello schermo c’è il cursore, controllabile tramite i giroscopi del gamepad, con il quale andremo a risolvere gli enigmi sparsi per i boschi svedesi. I controlli funzionano abbastanza bene e sono intuitivi, selezionando ad esempio un carretto ed inclinando il gamepad, lo vedremo spostarsi ed aprire una nuova via, semplice e funzionale.

Non sono solo i giroscopi ad essere sfruttati adeguatamente, anche lo schermo del gamepad è utilissimo e sarà il vostro unico amico durante tutta l’avventura: oltre alla tipica mappa e alla schermata dei suggerimenti, sul display è possibile leggere miti e leggende del folklore svedese, sia per avere una visione più interessante della vicenda, sia per risolvere gli enigmi. Fondamentale poi è la possibilità di prendere appunti e vi assicuro che vi ritroverete dopo pochi minuti di gioco ad appuntare qualsiasi stranezza, che sia un segno strano su un albero, una pietra particolare o una macchia di sangue che prima non c’era.

Il gioco procede così, offrendo esplorazione e puzzle in un ambiente piuttosto contenuto, senza però diventare ripetitivo e sorprendendo spesso per la natura innovativa degli enigmi, basati più sulla percezione che sul ragionamento. La difficoltà è ben calibrata anche se un paio di volte vi farete fregare e penserete troppo di fronte ad un puzzle molto più semplice di quanto non sembri: è in questi casi che potreste rivolgervi ai suggerimenti che bene o male aiutano il giocatore ma non rovinano l’esperienza.

Year Walk è un’avventura horror e come tale vi terrà spesso col fiato sospeso facendovi anche saltare dalla sedia, cosa che potrebbe non piacere a tutti. Il mio parere è che i jump scare, ovvero gli spaventoni improvvisi, siano un mezzo troppo banale per far paura al giocatore e Year Walk non si pone il problema, ricorrendo a questi scherzetti in una manciata di situazioni. Il fatto è che il gioco sa essere migliore di così e per il resto dell’avventura saranno l’atmosfera e la storia a farvi battere il cuore all’impazzata, come nei migliori thriller. La storia, che all’inizio potrebbe non essere chiara a tutti, è originale nell’impostazione e lascia il segno nel senso più letterale del termine. Una volta conclusa l’avventura, che ahimè non dura più di 3 ore, scoprirete che qualcosa è cambiato, qualcosa di impercettibile. A quel punto i giocatori più attenti vedranno cosa si cela realmente dietro ad Year Walk e, ve lo assicuro, quello sarà il momento migliore di tutta l’avventura.

Il comparto tecnico svolge il suo lavoro, le ambientazioni 2D danno comunque un senso di profondità grazie ai diversi livelli di parallasse, lo stile grafico è semplice eppure inquietante, come l’illustrazione di un libro di folklore. Laddove graficamente non ci sono miracoli, il sonoro riesce a tenere testa ai migliori titoli in circolazione: un sound design perfetto regala la sensazione di trovarsi sperduti in un bosco e non si limita a questo, diventando addirittura parte di un engima molto interessante. Le musiche poi, benché poche, vi rimarranno in testa per molto tempo.
In definitiva
Year Walk è un’ottima avventura horror intaccata soltanto da una longevità molto scarsa. Le piccole sbavature ci sono, mi riferisco ai jump scare che rischiano di diventare ripetitivi a quei due enigmi non proprio divertenti e al backtracking così così, ma è roba di poco conto se confrontata all’esperienza nella sua interezza. L’ambientazione particolare e la storia affascinante fanno di Year Walk un gioco unico che trasuda amore per le tradizioni svedesi, se il massimo che potete tirare fuori dal vostro capodanno è il lancio di barili di birra con conseguente schedaggio da parte delle forze dell’ordine, Year Walk potrebbe essere la vostra occasione per provare qualcosa di nuovo e unico. Ed evitare di finire schedati.