Opinioni Opinionabili

Opinioni Opinionabili #18 – Super Carpe Diem Maker

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Pubblicato il
16 Settembre 2015

Opinioni Opinionabili è lo spazio dove Diego “Elflum” Inserauto erutta i suoi pensieri borderline, il titolo che ha scelto per la rubrica ha un errore ortografico ma dice che è una cosa voluta. Il pensiero di Elflum non coincide necessariamente con quello della redazione di NintendOn ma del resto, alle volte, nemmeno con quello di Elflum.


Odio gli editor. Non ne concepisco l’utilità. Quando ero un giovinastro ero ancora più inflessibile, ma forse è una cosa che riguarda tutti, con l’età ci si addolcisce, vedi Bowser: in fin dei conti che male ha mai causato?

L’odio che provo nei confronti degli editor ha le sue origini. Possedendo l’estro artistico sono un game designer, un cantastorie, un oratore, tutto nella mia mente, poiché ovviamente non ho i requisiti tecnici per ideare nulla o meglio, per estrarre dalla mente le mille meraviglie che popolano i miei pensieri. Gli editor in fondo sono proprio l’ideale per quelli come me: strumenti che permettono la realizzazione di determinate opere, senza il bisogno della precisione tecnica e nozionistica di un vero sviluppatore.

Questo ad esempio è un capolavoro. Ma proprio non ce la faccio...
Questo ad esempio è un capolavoro. Ma proprio non ce la faccio…

Eppure non sono mai andato d’accordo con gli editor; il gioco di ruolo definitivo che anni fa stavo preparando con RPG maker è fermo alla casetta iniziale, quando si dice l’originalità. Little Big Planet è una stupenda bugia, nel suo essere non-gioco, oltre a essere una scommessa persa in partenza perché se fai un platform con i controlli scivolosi, allora Media Molecule mia, sei rimasta ai tempi dell’Amiga in quanto a giocabilità action.

Fatto sta che non solo gli editor, generalmente, ti fanno perdere un sacco di tempo a creare un livello che non giocherai mai(già lo conosci, sai che divertimento) ma non sono nemmeno divertenti da usare di conseguenza quando annunciarono Super Mario Maker due E3 fa il mio coinvolgimento era a livello protagonista di Mad Max: stanno succedendo cose, tipo esce Super Mario Maker, io vorrei tirare dritto con il mio macchinone però eh, il Wii U ha ancora Splatoon inserito e devo andare, vi saluto.
Allora perché l’ho comprato? Preparatevi a un’altra noiosa digressione.

Mediocre! Due anni fa Splatoon non era ancora dentro la tua console!
Mediocre! Due anni fa Splatoon non era ancora dentro la tua console!

Qual è il momento migliore per comprare una console? Suddividiamo la vita di una console in tre fasi, mi piacciono i discorsi spiccioli: inizio, metà, fine. All’inizio la console costa tanto e ci sono pochi giochi. A metà sono già usciti abbastanza giochi da rendere sensato l’acquisto e magari la si trova anche a prezzo ridotto o con il gioco preferito in bundle, verso la chiusura del ciclo vitale il prezzo non è più un impedimento e c’è un catalogo vastissimo. Per chi non ha fretta di giocare determinati titoli al day-one conviene prendere la console a metà ciclo, insieme a qualche titolo della line up iniziale ormai a prezzo ridotto. La mia scelta per quanto riguarda le console Nintendo è sempre stata una sola: lancio. Perché la comprerò assolutamente, quindi tanto vale godersela fin da subito!

La tesi è: non è vero che prendere un gioco dopo mesi e mesi dall’uscita è la stessa cosa. Tutte le opere godono di un valore aggiunto quando sono ancora fresche, ed è un valore variabile e poco tangibile. Un valore che nella maggior parte dei casi non è previsto dal produttore, ma la cui nascita e crescita spetta al fruitore finale, pagante o meno. Si tratta di un vero e proprio movimento che circonda l’opera stessa e che a volte la mantiene in vita anche in tempi insospettabili: la passione di chi vi dedica del tempo. E questo è ancora più valido per i videogiochi per varie ragioni.

Non dev'essere facile spiegare l'impatto del Wii alla prossima generazione
Non dev’essere facile spiegare l’impatto del Wii alla prossima generazione

La più banale riguarda l’aspetto estetico. Noi nintendari siamo senza dubbio i meno colpiti perché Nintendo ha sempre preferito lo stile ai muscoli, anche in un’era in cui il marketing si soffermava sull’artigliare la potenza, ma la cosa riguarda anche noi. Giocare oggi a Super Mario 64 è comunque una gran bella esperienza, ma vedere l’opera nel contesto che le appartiene assume un altro valore. Super Mario 64 oggi è squadratamente aggraziato ma all’epoca era stupefacente, il massimo, non c’era graficamente nulla del genere, con buona pace del cd della Playstation e del Saturn. Oggi va già un po’ meglio, Yoshi’s Woolly World non è il massimo della potenza che la tecnologia di oggi può offrire, ma tra dieci anni reggerà molto meglio il confronto di tanti altri giochi foto-realistici.

Un altro fattore da non sottovalutare riguarda sempre l’influenza del tempo, stavolta non sul versante grafico ma sulla forza delle idee. L’ambizione di ogni game designer è (o per come la vedo io, dovrebbe essere) alzare l’asticella della qualità con l’introduzione di nuove meccaniche, nuovo modo di concepire il level design o semplicemente offrire spunti nuovi, nuove idee insomma. A volte capita di aver perso per strada un capitolo di una saga e passare direttamente al successivo, o ancora peggio, di non seguire la saga in ordine cronologico, e annoiarsi. Potrebbe darsi che un capitolo sia migliore di un altro, accade spesso e ognuno ha le sue preferenze. Più probabilmente però le idee del gioco che non vi è piaciuto non sono più fresche, se giocate in ritardo, sono state superate e implementate nel capitolo successivo, a sua volta migliorate. Quelle idee, insomma, non sono più valide, o non lo sono più altrettanto, giocate a distanza semplicemente perché avete già vissuto quell’esperienza in una forma migliore in un altro titolo.

Ovviamente ho comprato Super Mario Maker anche per l'amiibo. E l'artbook. Dannata Nintendo!
Ovviamente ho comprato Super Mario Maker anche per l’amiibo. E l’artbook. Dannata Nintendo!

Per finire: avete mai letto un libro orrendo, o visto un film che sapevate già non vi sarebbe piaciuto, solo perché era sulla bocca di tutti in quel determinato periodo? Un cinquante sfumature, un codice Da Vinci o elevandoci di qualità, un Game of Thrones? Magari opere che sono rimaste nei vostri cuori, o che avete affrontato anche solo per poterne parlare, per avere un argomento di conversazione in più, fosse anche solo per distruggere l’opera potendone parlare con cognizione di causa? Ecco, io questa la chiamo, murakamicamente, la corrente che fa girare il mondo, e tutti vogliono farne parte. Potete sfruttare questa corrente, però, solo finché è in vita, ovvero da quando l’opera è fruibile da tutti a quando non è più il centro del discorso, rievocarla successivamente è nostalgica dietrologia.

Così ho comprato Super Mario Maker e l’ho trovato diverso dagli altri editor perché mi sono divertito anche durante la fase di creazione. Ogni cosa trasuda stile Nintendo, dalle icone, ognuna ha le sue animazioni, alle piccole chicche nascoste, come avvicinare la gomma a Mario per vederlo sudare tanto per fare un esempio. Ovviamente sono scarsissimo nella creazione dei livelli, non ne faccio una tragedia, me lo aspettavo. Il motivo principale dell’acquisto resta comunque la corrente: parlare nei social con amici e appassionati, sfidare i loro livelli, condividere i propri, chiedere consigli, suggerire i livelli di estranei, insomma far parte di un circolo culturale che tra qualche anno non esisterà più. E poter orgogliosamente dire: io c’ero.