Negli ultimi giorni, una pioggia di annunci hanno riguardato il futuro di una delle saghe più amate del mondo.
Sicuramente quello che ha destato la maggior curiosità è Pokémon GO, primo gioco Nintendo ad essere annunciato per smartphone, nato dalla collaborazione tra Nintendo, The Pokémon Company e Niantic e primo vero titolo spin-off della serie che ha le potenzialità per rivoluzionarla e spingerla verso l’esplorazione di meccaniche totalmente nuove.
Pokémon GO, come rivelato dall’intervista a Tsunekazu Ishihara, presidente e amministratore delegato di The Pokémon Company, nasce con l’obiettivo di permettere ai possessori di smartphone di giocare con un titolo che mantenga lo spirito della serie principale e riesca al contempo stesso ad offrire un’esperienza nuova, dinamica e divertente.
The Pokémon Company non è nuova ad esperimenti per provare a farci vivere l’esperienza di essere allenatori nella “vita reale”.
Il primo esempio fu il Pokéwalker, abbinato a Pokémon Cuore Oro & Anima Argento. Il piccolo accessorio dalla forma di una Poké Ball e dalle funzionalità simili a quelle dei tanto amati Tamagotchi, comunicava con la scheda di gioco tramite infrarossi e permetteva di portare con se un pokémon in tasca. Tramite un contapassi interno al Pokéwalker, era possibile incontrare un gran numero di mostri tascabili oppure trovare strumenti, trasferendo il tutto nella copia di gioco per Nintendo DS. Purtroppo, questa simpatica periferica venne abbandonata con le generazioni successive.
Il secondo esempio è il Radar Pokémon, prima applicazione a sfruttare la realtà aumentata, uscita gratuitamente per Nintendo 3DS insieme a Pokémon Bianco 2 & Nero 2. Tramite l’utilizzo della fotocamera della console, era possibile incontrare e catturare alcuni Pokémon, tra cui Lugia, Ho-Oh, Dialga, Palkia e le nuove forme Totem di Landorus, Tornadus e Thundurus. Per la prima volta era possibile vedere i mostri uscire dallo schermo e girare nelle nostre case, nel nostro mondo.
L’avventura durava poche ore ma nel complesso risultava gradevole, un piacevole bonus per chi decideva di giocare le nuove avventure sull’allora neonato Nintendo 3DS.
The Pokémon Company ha successivamente pubblicato su smartphone numerosi spin-off come TGC Online, Pokémon Camp e soprattutto Shuffle ma fino all’annuncio di GO, nessun titolo era sembrato avere un così grande potenziale.
Ma GO, in fondo, era già stato pre-annunciato un anno fa...
All’epoca era sembrato solo un pesce d’aprile e l’applicazione disponibile per pochi giorni su Google Maps era, seppur divertente, decisamente ridimensionata rispetto a quanto anticipato nel trailer. Considerando che Niantic era fino a poco fa una compagnia interna di Google, non è difficile intuire che GO si sia sviluppato in seguito al clamoroso successo di una caccia ai Pokémon per Google Maps.
Il potenziale di Go è semplicemente immenso. Se le premesse verranno mantenute, potremmo trovarci davanti a un titolo capace di rappresentare una immensa fonte di guadagno per Nintendo e The Pokémon Company e al tempo stesso in grado di espandere ancora di più il brand, catturando una fetta di pubblico enorme come quella dei giocatori su smartphone.
Le incognite sono tante, prima tra tutte la profondità del gameplay. La serie di Pocket Monsters ha fatto, negli ultimi anni, del battling competitivo il suo vero punto di forza, riducendo, specialmente nella sesta generazione, la trama e il mondo di gioco a poco più di un contorno.
Anche tante delle caratteristiche che rendevano vivi i titoli, come l’alternanza giorno/notte (inesistente in X&Y, a parte un cambio di luminosità), le stagioni, gli eventi settimanali, le sub-quest una volta finita la trama principale sono quasi scomparsi, lasciando al giocatore due possibili strade per estendere la longevità del titolo: catturarli tutti o lottare contro allenatori di tutto il mondo. Il primo obiettivo, per gli appassionati della saga non rappresenta ormai più una sfida. Il competitivo invece, è cresciuto costantemente in popolarità arrivando ad essere rappresentato annualmente in tornei nazionali e continentali fino ad arrivare ai Pokémon World Championship, un vero e proprio evento nel mondo videoludico.

Con l’introduzione del SAV in X&Y, un sistema che permette di allenare e calcolare le statistiche in maniera molto più precisa e veloce rispetto alle precedenti generazioni e con le recenti dichiarazioni di Masuda riguardo a una connessione tra GO e i prossimi titoli, non è escluso che potremmo ritrovare il SAV o la possibilità di avere il battling competitivo anche su smartphone.
Ma se il battling via cellulare fosse replicato con la stessa profondità delle versioni home? Ci sarebbe il pericolo di vedere la serie principale, in futuro, “trapiantata” in pianta stabile su smartphone? Al momento, non è un’ipotesi che sembra plausibile.
La serie vende ancora benissimo su console, il brand è molto forte e il concetto alla base di GO è profondamente diverso rispetto a quello delle avventure portatili.
Inoltre, anche se The Pokémon Company ha molta libertà sul marchio, una parte appartiene comunque a Nintendo e la casa di Kyoto non lascerebbe mai scoperte le sue console. La sensazione, semmai, è che non assisteremo ad ulteriori sperimentazioni su piattaforme casalinghe con il dirottamento di queste ultime su mobile/3DS.
Niantic, la giovane software house oggi indipendente, fondata nel 2010, è famosa tra gli appassionati di mobile gaming per la creazione di Ingress, videogame di realtà aumentata di genere fantascientifico, con una struttura solida che gli ha permesso di diventare un successo enorme, con milioni di download. Parafrasando, siamo in buone mani.
Sappiamo ancora poco del titolo per smartphone, ma l’idea di spostarsi con un braccialetto che segnala la presenza di Pokémon e successivamente combatterli e catturarli, tramite l’utilizzo della realtà aumentata, se ben implementata potrebbe essere rivoluzionaria e avere un enorme successo su una fetta di pubblico al momento non conquistata da Nintendo.
Sicuramente non tutti i Pocket Monsters saranno catturabili da subito e, visto l’incredibile numero, uscite dilazionate aumenterebbero a dismisura la longevità del titolo.
L’applicazione, come annunciato, sarà gratuita con la possibilità di acquistare contenuti a pagamento.
C’è tantissima curiosità attorno al titolo, ci sono tanti timori e incognite, così come tante speranze. Noi, non vediamo l’ora di saperne di più, pronti a tuffarci nella nuova generazione che, viste le premesse, potrebbe rivoluzionare la serie come non mai, sperando di non trovarci in vacanza a litigare con parenti o amici per esserci assentati causa apparizione di qualche Pokémon raro!