Dopo tante voci sul suo conto ed una lunga gestazione, finalmente Star Fox Zero si è mostrato al grande pubblico in occasione del Digital Event all’E3 e, come spesso accade, una lunga assenza dalla scene corrisponde ad un’altrettanto grande aspettativa da parte dei fan: sapranno Fox e la sua banda farsi carico di questa responsabilità? Le prime impressioni a caldo in realtà, seguite anche da quelle dopo le varie sessioni di gameplay durante i treehouse, hanno dipinto un quadro in chiaroscuro del titolo Nintendo, dubbi sostanzialmente confermati dalla prova sul campo.

La demo proposta all’evento post E3 consisteva di due livelli (più un tutorial): il primo, più lungo e articolato, ambientato a Corneria, il secondo interamente nello spazio. Uno degli aspetti su cui lo stesso Miyamoto ha posto molta enfasi è il sistema di controllo, reso possibile dall’utilizzo dello schermo del Gamepad: il tutto, bisogna dirlo, funziona, anche se in maniera un pochino macchinosa. Direzionare la Arwing con lo stick sinistro e muovere il mirino tramite i giroscopi del Gamepad non è immediato, anche se, con un po’ di pratica, padroneggiare il tutto non dovrebbe essere un problema. Un altro fattore di perplessità è rappresentato dal fatto che la precisione del mirino è ottimale sullo schermo del Gamepad, mentre sullo schermo della tv è evidente una certa approssimazione: il grado di precisione richiesto per portare a segno i colpi è parso comunque molto accomodante, forse proprio per bilanciare il tutto e non rendere l’esperienza troppo frustrante. C’è da scommettere comunque che in molti preferiranno un sistema di controllo più tradizionale senza giroscopi dato che, a quanto pare, sarà possibile disattivarli (ma nella demo non c’era questa possibilità).
Una volta presa confidenza coi comandi, volare per i cieli con la Arwing risulta dunque piuttosto divertente, tra astronavi nemiche da seguire e abbattere, anelli da cui passare attraverso e ostacoli da evitare: premendo il pulsante A è poi possibile trasformare l’astronave in un mezzo terrestre (dalle movenze piuttosto sgraziate peraltro), mossa utile per passare in posti angusti e affrontare alcuni combattimenti.

Lo scenario di Corneria prevedeva anche una boss fight, piuttosto semplice per la verità, in cui era necessario colpire una grossa astronave in determinati punti, per poi entrare in uno stretto cunicolo e dare il colpo di grazia al nucleo della nave (e qui la trasformazione in mezzo terrestre tornava parecchio utile).
Al di là di un iniziale disorientamento dovuto ai comandi, il resto della demo è dunque filato via liscio, forse troppo, ma trattandosi di livelli di prova, è ipotizzabile (e auspicabile) che la versione finale del gioco offra un livello di sfida un pochino più probante.
Cos’è che dunque non convince? Parecchie cose purtroppo. Il feedback che il gioco restituisce, innanzitutto, non è esaltante e, per chi ha giocato i capitoli precedenti, la sensazione di déjà vu sarà fin troppo netta. Se il fattore novità è dunque sostanzialmente assente (boss fight e sezioni a terra a parte pareva di giocare a un remake dell’episodio per Nintendo 64), anche lato gameplay non paiono esserci acuti particolari, sebbene i pochi minuti di gioco provati all’evento possano fornire solo un quadro molto parziale della situazione. Le note più negative arrivano quando si passa ad analizzare il comparto tecnico, veramente al minimo sindacale, considerando anche quello che il Wii U ha saputo mostrare nel tempo. La qualità delle texture non è male, ma è l’unica cosa che si salva: gli scenari sono spogli, l’aliasing è marcato, la complessità poligonale è meno che modesta.

Una sciatteria che lascia basiti sia in considerazione del fatto che si tratta di un titolo first party, sia in virtù del lungo periodo dedicato allo sviluppo. L’altra pugnalata fatale al cuore di quello che doveva essere il ritorno in grande stile di Fox McCloud è l’estrema lentezza del gioco. Per darvi un’idea: pare quasi di giocare alla 50cc di Mario Kart. Le sezioni in volo sono divertenti, ma è un divertimento pesantemente minato dalla pesantezza dell’azione: la sensazione di velocità è del tutto assente e nemmeno il boost che è possibile dare alla Arwing con lo stick analogico destro riesce a restituire l’impressione di sfrecciare su un’astronave. Forse è stata una scelta consapevole, dettata dalla necessità dell’implementazione del sistema di controllo a doppio schermo, ma per un gioco che dovrebbe essere adrenalinico (si tratta di battaglie spaziali!!!) questa è una carenza da cerchiare in matita blu.

L’uscita del gioco non è molto lontana è sperare che i problemi testé evidenziati vengano risolti nel giro di una manciata di mesi è utopico. La possibilità che il titolo possa ancora sorprendere c’è, ma la sensazione è che Star Fox Zero rappresenti la più classica delle occasioni mancate: con un investimento un po’ più consistente, in termini di risorse umane e tecniche, il gioco avrebbe potuto convincere appieno.