Un altro punto su cui la curiosità era forte è rappresentato dal numero di personaggi giocabili a disposizione. Diciamo subito che il roster non è amplissimo, almeno non per lo standard dei musou, ma la limitatezza numerica è ottimamente compensata con una caratterizzazione dei personaggi varia e ben assortita. Ognuno di essi ha un moveset personalizzato e pienamente coerente con quelle che sono le peculiarità che tutti ben conosciamo: Link è quindi un giusto mix di potenza e agilità, laddove invece Darunia e Ganondorf (a mio modesto parere nella sua versione più carismatica mai vista) sono lenti ma devastanti in potenza. L’assortimento è buono e tra la new entry Lana e l’insopportabile Ghirarim (provate a utilizzarlo in battaglia e poi mi direte) non faticherete a individuare i vostri preferiti, complice anche la possibilità per alcuni personaggi di utilizzare armi diverse, con la conseguenza di avere a disposizione moveset differenti per lo stesso personaggio.
Il sistema di combattimento e il potenziamento dei personaggi sono ben studiati e comunque calibrati sulla lunghezza d’onda del genere, quindi valutabili non tanto sulla complessità quanto sulla loro funzionalità all’interno dell’impianto di gioco. I pulsanti deputati all’attacco sono due (più un terzo per il musou), uno per l’attacco standard e l’altro per l’attacco potente: varie combinazioni nella pressione dei due pulsanti portano all’esecuzione di combo di diversa fattura, dall’attacco concentrato in un solo punto, al colpo spettacolare in grado di spazzare via decine di nemici come fossero birilli. Il sistema di potenziamento invece è basato sul recupero di un certo numero di materiali, la maggior parte dei quali lasciati dai nemici sconfitti, dal campo di battaglia: con tali materie diventa così possibile creare dei medaglioni che aumentano abilità e poteri dei personaggi.

La mole di cose da fare nel gioco è imponente e i completisti troveranno pane per i loro denti: a titolo meramente esemplificativo, il timer del mio Wii U ha già superato le 50 ore di gioco e sono bel lungi dall’aver sbloccato tutto. Sparsi per i livelli della campagna principale ci sono frammenti e contenitori di cuore (recuperabili solo con uno specifico personaggio), due aracnule d’oro che compaiono a determinate condizioni e, a volte, solo utilizzando un certo personaggio. A ciò aggiungete poi il fatto che ogni livello può essere affrontato a quattro differenti gradi di difficoltà, con personaggi differenti, e avrete un’idea dell’impegno necessario a collezionare tutto quanto. E ora tenetevi forte: la modalità leggenda di cui sopra rappresenta una porzione di gioco molto più piccola di quanto troverete nella modalità Avventura! Ebbene sì, selezionando l’apposita voce sul menù principale accederete, a una schermata raffigurante, oh meraviglia, la mappa del primissimo Zelda per NES, nella sua stupenda magnificenza di 128 schermate.
Sì, avete letto bene e sì di nuovo, ogni schermata di questa mappa rappresenta un livello da affrontare e superare, con annessi cuori, aracnule e armi aggiuntive da scovare: la sconfinatezza di quello che questa modalità mette a disposizione diventa così anche il suo principale limite, questo perché le meccaniche sono le stesse della modalità Leggenda e 128 livelli sono tantissimi. Vero, il gioco aumenta di varietà in quanto non tutte le missioni ricalcano lo schema della battaglia tra due armate, ma ci sono diversi tipi di missione: sconfiggi tot nemici entro dieci minuti o affronta gruppetti di personaggi nemici in sequenza e sconfiggili tutti. Anche qui però, passato il fattore novità, potrebbe subentrare una sensazione di eccessiva ripetitività, mitigata in ogni caso dalla possibilità di affrontare i livelli con il personaggio preferito. Il carattere distintivo di tale modalità è comunque rappresentato dagli oggetti che troverete superando i livelli e procedendo sulla mappa: tali oggetti, utilizzabili solo sulla mappa stessa, saranno utili per trovare segreti, passaggi nascosti e quant’altro. Il come ve lo lascio scoprire da soli, vi dico solo che se avete una buona memoria e vi ricordate quale albero bruciare a quale muro far saltare con una bomba le cose saranno molto più semplici…

Prima di concludere, un breve cenno lo meritano anche i comparti sonoro e tecnico. Il primo merita lodi sperticate ma anche una secca bacchettata: le musiche sono veramente stupende, un azzeccato mix di pezzi storici della serie riarrangiati magistralmente e un’altra manciata di brani originali orecchiabili, freschi e perfettamente integrati nel background del gioco. I pezzi che accompagnano le furiose battaglie sono tamarri e adrenalinici al punto giusto e rappresentano una colonna sonora dalle spiccate sonorità rockeggianti che esalta con la giusta enfasi le concitate fasi di gioco. Se sotto questo punto di vista il lavoro è stato egregio (e il sospetto che anche qui ci sia lo zampino di Nintendo è più che fondato), inaccettabile è invece il fatto che il gioco non sia doppiato. La recitazione dei personaggi, anche durante le cut scene, è affidata a un triste e anacronistico riquadro bianco dentro il quale scorrono i dialoghi. La scelta è tanto più incomprensibile in considerazione del fatto che, invece, la voce narrante che ci racconta le vicissitudini di quanto accade a schermo è doppiata (in inglese con testi in italiano). Evidentemente Nintendo non se l’è sentita di abbattere il più che ventennale tabù che vuole lasciare all’immaginario dei giocatori il compito di dare voce ai personaggi della saga, ma in un gioco così, per di più scollegato dalle timeline principali della serie, l’assenza del doppiaggio stona pesantemente. Link, in ogni caso, non parla nemmeno attraverso il testo, quindi una soluzione poteva essere quello di lasciare, come da tradizione, Link “muto”, ma dare finalmente voce a Zelda, Impa, Ganondorf e compagnia.
Il comparto tecnico, in generale, non si comporta male. La pulizia a schermo è buona e il frame rate è stabile, a parte qualche impercettibile rallentamento in occasione delle fasi più concitate in cui la mole di poligoni su schermo diventa importante da gestire. La qualità delle cut scene, come anticipato sopra, è ottima e, a parte qualche compenetrazione poligonale, il Wii U non mostra particolari patemi nel gestire il tutto. Il gioco mostra peraltro la fastidiosa tendenza a far apparire i nemici dal nulla: questo è, a onor del vero, un tratto comune a molti giochi musou che, a causa dell’alto numero di nemici presenti a schermo, mostrano un poco elegante pop-up man mano che il personaggio si muove. Qui però, bizzarramente, accade che appaiano nemici anche anche alle spalle del proprio personaggio e quindi, sicuri di aver ripulito per bene un’area, ci si volta per tornare indietro solo per scoprire l’inaspettata presenza di decine di Moblin. Se questo aspetto, pur fastidioso, può essere considerato veniale, le vere note dolenti arrivano invece quando andiamo ad analizzare il multiplayer. Come saprete è presente una modalità multy locale, cooperativa, in cui si affrontano i vari livelli in compagnia di un amico, dove un giocatore segue l’azione sullo schermo del Gamepad, l’altro sul televisore. Ebbene, qui frame rate e resa video calano vistosamente, tanto che in un primo momento si ha quasi la sensazione che il gioco non sia del tutto caricato: un aliasing piuttosto marcato e un rallentamento generale del gioco inficiano in maniera importante questa modalità (e forse qui abbiamo anche il perché dell’assenza del multy online).


Arriva dunque il momento di tirare le somme di tutto quanto detto finora: il gioco merita o no? Al di là del voto finale (che sono sicuro avete già sbirciato), schematizzando al massimo una sorta di guida all’acquisto, il verdetto è questo: se vi piacciono sia i musou che Zelda andate sul sicuro, è probabilmente il miglior titolo di questo genere cui abbiate mai giocato; se vi piacciono i musou ma non conoscete o non vi piace la saga di Zelda, il gioco vi piacerà comunque perché, all’interno dei canoni del genere, è molto ben realizzato; se non vi piacciono o non conoscete i musou ma amate Zelda la questione è un po’ più complessa. Come detto in apertura di review, e qui ribadisco il concetto, Hyrule Warriors è un musou prima che uno Zelda, per cui è del tutto evidente che il carattere prominente del titolo ha uno stampo molto distante dai canoni di chi è avvezzo ai capitoli principali della saga. Detto questo, è anche vero che il titolo è ricchissimo di elementi ripresi dalla saga stessa e la presenza di molti di essi può riuscire a mascherare, o almeno edulcorare, i tratti più spigolosi propri del genere musou che in altri titoli risalterebbero invece maggiormente (proprio per l’assenza di una brandizzazione così particolare). Personalmente vi consiglio di provare a dargli un’opportunità, si tratta in ogni caso di un approccio al mondo di Hyrule nuovo e singolare: nella migliore delle ipotesi avrete fatto una piacevole scoperta, in caso contrario… poco più di un anno (?) vi separa dal nuovo Zelda main per Wii U. Tenete duro!