Inazuma Eleven

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Genere: Calcio, RPG
Multiplayer: 1-2 (Offline)
Lingua/e: Italiano

(Nota bene: il gioco è stato valutato anche in quanto porting di un titolo DS, ora disponibile per 3DS come titolo scaricabile da eShop.)

Immaginate di avere una squadra di prescelti, di poterli far salire di livello, poter insegnare loro diverse tecniche da usare negli scontri che iniziano all’improvviso mentre camminate, contro dei loro simili, di essere chiamati ogni tanto per sapere le ultime novità e di trovare oggetti sparsi per la mappa in grado di ripristinare salute e punti tecnica…

Cosa? No, non si tratta di Pokémon. Parliamo di Inazuma Eleven, il primo capitolo della saga di Level-5, approdato in questi giorni su eShop in concomitanza con l’uscita nei negozi di Inazuma Eleven 3: Ogre all’attacco, capitolo conclusivo della serie.

Dopo due brevi anime introduttivi e un utile consiglio sul replicare o meno le mosse speciali mostrate nel gioco (astenersi!), entriamo nei panni di Mark, impaziente di cominciare gli allenamenti, che trotterella allegro in un simpatico ambiente 3D a visuale dall’alto ruotabile. Un peccato che nella parte superiore del 3DS sia visualizzata la mappa invece dell’azione durante le fasi esplorative, anche se ciò garantisce coerenza e continuità con le partite, nelle quali poter toccare i propri giocatori sarà una caratteristica irrinunciabile. Detto questo, teniamo a mente che Inazuma nasce su Nintendo DS.

Trovato il campo da calcio è subito tempo di cominciare a familiarizzare con le meccaniche. Sebbene il sistema del tocca-e-sposta funzioni abbastanza bene in questo tipo di giochi, come già sperimentato da PES su Wii, l’inizio non è dei più roboanti e a dire il vero i movimenti sembrano un po’ legnosetti.

Nel primo incontro siamo chiamati a sfidare subito la Royal Academy, squadra consolidata da innumerevoli vittorie che si prepara a, per usare un termine tecnico, asfaltarci. È qui che si materializza Axel Blaze, figura enigmatica e silenziosa dai capelli fonati color neve, evidentemente segnato, come molti vendicatori apparentemente apatici, da un passato dolente.

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Perché spezzare un cuore con tanta violenza?

Ben consci che con oggetti, equipaggiamento, statistiche, incontri casuali, forzieri sparsi di qua e di là, visuale tradizionale D.O.C., rimane pur sempre fondamentalmente un RPG, durante tutta l’introduzione il nostro chiodo fisso sarà con molta probabilità: “Fammi giocare a calcio per Diana, non ho mica comprato Shining Soul!”. In effetti il gioco fa un po’ fatica a partire, si prende il suo tempo, non propone il classico prender confidenza con i controlli ma, assecondando la trama, ci rende protagonisti di alcuni reiterati fallimenti iniziali dei Raimon, partite in cui l’esito è quasi totalmente scriptato, cosa che risulta abbastanza fastidiosa ma necessaria per lo svolgimento della trama.

7.9

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