Il ritorno del Re e il futuro che verrà
Purtroppo nessuno dei succitati giochi è riuscito a dare nuova linfa vitale alle vendite del Wii U: se, egoisticamente parlando dal punto di vista di videogiocatori, poco ci potrebbe importare, dobbiamo tenere conto che i giochi fanno vendere console, tante console vendute attirano più software, che a loro volta aumentano le vendite della console… è un circolo vizioso che, purtroppo, il Wii U ancora non è riuscito ad innescare. La riprova che i giochi, quelli con la “G” maiuscola fanno da traino alle vendite hardware è stata l’uscita della riedizione di un esponente della saga più amata da noi Nintendari: The Legend of Zelda: Wind Waker HD. Di nuovo, come davanti a Pikmin 3, si rimane estasiati: la poesia e la meraviglia del gioco sono rimaste intatte nonostante i dieci anni passati dall’originale e spiegare le vele per la prima volta, affrontando l’ignoto blu del mare, conserva ancora la struggente magia che permea la straordinaria storia di questa serie. Certo, siffatti progetti sono i benvenuti nella softeca di una console (soprattutto se la qualità del lavoro è quella profusa in questo Wind Waker), ma, si può obiettare, dovrebbero rappresentare un plus dell’offerta e non la portata principale. Per ammissione della stessa Nintendo (Aonuma ha detto che hanno incominciato a lavorarci a gennaio) questo gioco è stato figlio della contingenza corrente del Wii U e, se le cose fossero andate diversamente, forse non avrebbe nemmeno visto la luce. Lungi da me gioire per come sono andate le cose, ma, visto che quel che è stato è stato, la cosa migliore da fare è stata quella di mettere da parte amarezza, delusione ed altre brutture assortite e lasciarsi cullare nel caldo abbraccio del toon shading del gioco che, ne sono certo, ha fatto breccia anche nel più duro dei cuori.
Arriviamo così praticamente alla cronaca attuale del caldo periodo pre-natalizio. Prima però, giusto per non perdere le buone abitudini, abbiamo ancora avuto tempo per un “Please Understand” (copyright Iwata-san) e abbiamo fatto ciao ciao con la manina a Donkey Kong, rinviato a febbraio che, unito al posticipo di Watch Dogs, ci ha privato di due titoli molto interessanti da giocare in questo fine anno. Poco male, comunque: fortunatamente l’ultimo pezzetto di 2013 non è certamente avaro di giochi per i nostri piccoli Wii U. Abbiamo infatti visto l’uscita di ben, udite udite, tre (!!!!!!!) multipiattaforma: se sulla riuscita di uno (COD) è meglio se glissiamo elegantemente (per i più temerari, qui troverete la recensione del nostro mega caporedattore galattico Pittanza), gli altri due sono titoli molto validi che, anche tecnicamente (alleluja! Nintendo, ma perché hai fatto una console così complicata su cui programmare???), non sfigurano affatto. Ricordiamo anche l’uscita, in esclusiva, di Sonic Lost World che, strizzando l’occhio a Mario Galaxy, ha saputo calarsi nelle 3 dimensioni in maniera gradevole e frizzante, cosa non proprio banale per Sonic che, con il 3D ha avuto rapporti quantomeno altalenanti. Per dovere di cronaca citiamo anche i non proprio memorabili Wii Party U e Mario e Sonic ai Giochi Olimpici Invernali: insomma, ce n’è un po’ per tutti i gusti.
Poi, ovviamente, c’è lui. In barba all’Anno di Luigi, la star indiscussa è sempre il sempreverde Mario e la sua nuova avventura: Super Mario 3D World.
Non mi dilungherò troppo, il titolo è fresco fresco di uscita e ci starete tutti giocando ossessivamente. Quello che pare certo é che la qualità e la cura che Nintendo ripone nei suoi progetti è rimasta, nonostante le difficoltà attuali, quella di sempre: sotto questo aspetto siamo in una botte di ferro. Quello che lascia un po’ di retrogusto amaro è la mancanza di voglia di Nintendo, in questa occasione, di ribaltare il tavolino del thè: il gioco è, divertente, pieno di idee meravigliose e dal gameplay solidissimo e già solo questa serie di caratteristiche, non così banali e scontate, lo elevano ad un livello molto alto. Però per Mario questo potrebbe non bastare. Nintendo ci ha abituato troppo bene: da Mario 64, passando per Sunshine e Galaxy, ogni Mario 3D è stato una rivoluzione, una sperimentazione, un viaggio verso picchi di design e gameplay impensabili: questo Mario pone una cesura, o quantomeno uno stop temporaneo, a questo trend. Intendiamoci, questa osservazione non va ad inficiare l’esperienza ludica (senz’altro magnifica, come sempre), fa solo parte di una riflessione più generale sull’ambizione e la voglia di stupire di Nintendo, caratteristiche che paiono meno in primo piano di una volta.

Ed ora, cosa ci riserverà il futuro? La situazione per l’anno prossimo appare già abbastanza ben definita e pare essere abbondantemente migliore di questi primi dodici mesi: ci sono annunciate sei-sette giochi di un certo spessore e (si spera almeno) altri se ne aggiungeranno. Per cui, pronti a tuffarvi in un 2014 che promette di essere pirotecnico? Noi qui a NintendOn non vediamo l’ora di mettere le nostre pacioccose manine su Mariokart e compagnia bella, curiosi di sapere come Nintendo saprà meravigliarci ancora, ancora e ancora. Che ne dite? E allora fate un profondo respiro e lasciatevi trasportare dalla magia Nintendo: il bambino che ancora alberga dentro di voi vi ringrazierà.
Tanti auguri Wii U.