Cronaca di un anno nintendoso: tanti auguri Wii U!

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La finestra di lancio si allunga… 

Sì, lo so. La locuzione “Finestra di lancio” provoca tuttora degli scompensi psicologici a tutti coloro che hanno acquistato il Wii U nei primi due-tre mesi dalla sua uscita sul mercato, me compreso. Siamo a gennaio 2013: il lancio della nuova ammiraglia N, al netto di problemi di affidabilità quantomeno inaspettati, ha lasciato il popolo mariesco generalmente soddisfatto. Se un appunto si può fare, è quello della mancanza di un gioco che facesse da vero showcase per la console, cosa che né Nintendoland né Zombi U sono riusciti a fare appieno, per i motivi sopra accennati. In ogni caso, poco male, perché i mesi successivi si prospettavano interessanti: all’orizzonte si profilava un’altra ottima esclusiva (Rayman Legends), un Aliens: Colonial Marines su cui si fantasticava da mesi (chi non ha fatto sogni bagnati pensando all’utilizzo del Gamepad? Vengono fuori dalle pareti! Vengono fuori dalle fottute pareti! Cit.) e altri due giochi attesissimi come Pikmin 3 e The Wonderful 101.
Quello che è successo, ahimè, lo sappiamo benissimo tutti e, senza che vada a elencarvi tutta la triste serie di rinvii e cancellazioni, il risultato finale è stato che, di punto in bianco ci siamo ritrovati a chiederci: e ora a cosa giochiamo? C’è chi ha ingannato il tempo lamentandosi, c’è chi addirittura ha venduto il Wii U, mentre molti altri hanno impiegato il tempo più saggiamente e approfittato della penuria di uscite recuperando qualche multi rimasto in arretrato o continuando, imperterriti, a malmenare Bowser o a far strage di zombi. Qualunque sia stata la vostra reazione, è comunque innegabile che i mesi intercorsi tra gennaio e luglio siano stati avarissimi di novità: poche le uscite degne di nota per la home Nintendo, ovvero Lego City, Need for Speed, Resident Evil Revelation e Monster Hunter 3 Ultimate.
Nulla da far tremare le ginocchia, sia chiaro, e non un numero sufficiente a rappresentare una line up degna di questo nome: il porting di Need for Speed è stato certamente uno dei meglio riusciti ma, complici il prezzo elevato e il pesante ritardo nell’uscita rispetto alle controparti PS360, non è stato accolto con particolare clamore. Tantomeno lo è stato Resident Evil: Revelations, che i possessori di 3DS avevano potuto apprezzare molti mesi prima e il cui passaggio su home ha apportato ben pochi miglioramenti alla versione originale, per lo meno non abbastanza da giustificarne l’acquisto.
La nota più lieta di questi mesi bui arriva certamente da Lego City Undercover, in esclusiva per Wii U, che ha saputo farsi apprezzare, in primis, per la sua capacità di far divertire, ma anche per la ricchezza di citazioni e per l’abbondanza di quest e sidequest. Il GTA tutto a base di mattoncini colorati ha inaspettatamente sfoggiato un gameplay ricco e divertente e, con tutti i limiti del caso (tra tutti l’eccessiva semplicità), ha rappresentato una bella sorpresa e un piccolo sollievo per le nostre console affamate di giochi.
Affamate però lo erano anche le belve del titolo certamente più giocato della primavera, Monster Hunter 3 Ultimate. Benché si trattasse praticamente di un porting, opportunamente limato ove necessario, di Monster Hunter Tri per Wii, il gioco è stato accolto con estremo entusiasmo da parte di tutti i cacciatori incalliti che hanno potuto dare sfogo alle loro pulsioni e macinato ore di gioco come se non ci fosse un domani.  Una sostanziosa aggiunta di contenuti rispetto alla versione precedente, un comparto multi ben strutturato ed un restauro grafico generale  le caratteristiche che hanno certamente consentito a questo gioco, insieme a Lego, di alleviare un po’ i dolori del giovane Wii U.
Risulta quindi abbastanza facile da immaginare come, in tale contesto, l’E3 di giugno abbia avuto l’effetto di un bastone infilato in un formicaio: è scoppiato il finimondo. La precaria situazione del Wii U, il fatto che Nintendo avesse in pratica spoilerato tutti gli annunci principali nel “Direct delle meraviglie” di gennaio, nonché la delusione scaturita dalla rivelazione delle due “bombe” che si attendevano con estrema trepidazione (il nuovo Mario e il progetto dei Retro), ha generato una shitstorm di dimensioni colossali: Nintendoomed, sagra del riciclo, Nintendo *#!!%&< erano tra le espressioni più frequenti nei forum, nintendari e non, di mezzo mondo. La fanbase si è spaccata come non mai: ma come? Ci si aspettava la riscossa Nintendo, invece tutto qui? Sì esatto, tutto qui. Intendiamoci: da un lato è difficile dichiararsi delusi dopo un E3 in cui ci vengono mostrati Super Smash, il nuovo Mario 3D, Bayonetta 2, X (sbav!!) e Mariokart; d’altra parte, principalmente a causa dei mesi precedenti, ci si aspettava un vero e proprio boom di annunci, o il classico megaton (anyone Metroid Prime 4?) che ridesse linfa vitale allo spirito nintendaro un po’ annichilito. Ma tant’è: ragionando poi a mente fredda e col senno di poi, ci si rende conto che forse, a volte, le aspettative che abbiamo distorcono eccessivamente la percezione delle cose.

… ma, finalmente, arrivano i giochi!!!!!

I primi, timidi, segnali che hanno segnato la (parziale) uscita dall’empasse post E3 (ma quanto è mancata la classica conferenza? Il Direct è troppo “freddo” e poco emozionale per un evento del genere), sono arrivati durante la canicola di luglio. Dopo mesi vuoti e piatti che nemmeno ai tempi del Gamecube avevamo provato, Nintendo, finalmente, risponde alle critiche con quello cha sa fare meglio: i giochi. Forse in abissale e ingiustificabile ritardo, certamente in numero non sufficiente per placare la fame dei nintendari e convincere gli scettici, ma belli, profondi e curati fin nei più piccoli dettagli. Arriva così, prima sull’eshop, e poi nella versione retail (con una cover verde stupenda) New Super Luigi U, appendice all’avventura dell’altrettanto baffuto fratello, nonché uno dei primi approcci di Nintendo al famigerato mondo dei DLC. Certo, se tutti i contenuti aggiuntivi a pagamento fossero così, ci sarebbe da fare festa, poiché in sostanza Luigi U è grosso quasi quanto il gioco originale: il numero di livelli è lo stesso, quello che cambia è invece l’approccio al gioco. Solo cento secondi per arrivare all’agognata bandierina, stage molto condensati ed estremamente complicati (che rappresentano l’ennesima lezione di level design da parte di Nintendo), il tutto condito dalle strampalate movenze di Luigi. Irrinunciabile per chi ha amato la nuova incarnazione 2D di Mario, è stato un più che gustoso antipasto in vista dell’agognato titolo di fine luglio.
Ovviamente sto parlando del meraviglioso Pikmin 3: il gioco che forse, più di tutti, incarna la filosofia Nintendo (la famosa Nintendo Difference, tanto in voga nei tempi passati ma un po’ affievolitasi ultimamente). Un gioco romantico, sognante e “nintendoso” come pochi altri: un po’ platform, un po’ strategico e pure un po’ puzzle game, un mix tanto bizzarro quanto divertente e appassionante. Un gioco, insomma, che ci ricorda il motivo per cui amiamo tanto Nintendo: una volta provato sarà impossibile per voi non innamorarvi perdutamente delle tenere creaturine colorate che vi accompagneranno lungo tutta l’avventura (ahimè, oltremodo breve) su PNF-04.

pikmin-36

Nemmeno il tempo di riprendersi dall’ammaliante bellezza di Pikmin che Nintendo piazza un altro titolo tanto particolare quanto intrigante: The Wonderful 101 dei bizzarri ed estrosi Platinum. Il gioco, intriso di deliziosa e assurda comicità stile manga giapponesi, può essere considerato la controparte action e caciarona di Pikmin: un gruppo di improbabili eroi, un ritmo di gioco frenetico, una varietà di situazioni impressionante, un gameplay solido e gratificante, questo è TW101. Un gioco, come in pratica tutti i titoli Platinum, molto poco mainstream e prettamente di nicchia (e le bassissime vendite ne sono una triste e tangibile testimonianza) ma, si sa, non sempre qualità e vendite sono due concetti che vanno a braccetto. In ogni caso, un grosso plauso va tributato sia a Kamiya e soci per aver fornito un’ulteriore prova della loro estrosa genialità, sia a Nintendo per aver dato il placet ad un gioco così coraggioso.
A brevissima distanza dagli eroi Platinum, irrompe su Wii U un terzo gioco che, un po’ a sorpresa, si rivela altrettanto, se non di più, bello dei due appena nominati qui sopra: Rayman Legends. Al di là dell’annosa questione del rinvio del gioco per renderlo multipiattaforma, sfidare Nintendo sul campo in cui è regina incontrastata, cioè nei platform, raramente si è dimostrata una buona idea. Eppure Ubisoft, con questo Rayman, è riuscita nell’impresa di battagliare ad armi pari contro il nostro idraulico preferito. Vero, i due giochi hanno stili marcatamente diversi: laddove Mario si esalta in tecnicismi da brivido, Rayman gioca di più sul ritmo; se Mario è pesantemente punitivo, Rayman, almeno in parte, sapeva essere più conciliante. Dobbiamo però proprio dare atto alla software house francese di aver confezionato un prodotto bello (anche da vedere), curato e divertente come non mai, riuscendo anche ad inserire graditi elementi di novità in un genere che più di altri, data la veneranda età, rischia di diventare ripetitivo.

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