Opinioni Opinionabili

Riflettiamo sui VG: Opinioni Opinionabili #8 – Nintendo e la coscienziosa mancanza dell’online

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Pubblicato il
24 Novembre 2013

Che cosa è per te l’online? La ritieni una feature indispensabile? Un valore aggiunto? Come vorresti che fosse implementata nelle tue serie preferite? Preferiresti che single player e multi online fossero due entità ben distinte e separate? Ti preoccupi per il fatto che lo sviluppatore possa trascurare lo Story Mode?

Svolgimento.

Sarebbe stata la prima parola di questo tema in classe, se la scuola avesse un programma redatto da me. Per fortuna NintendOn permette di dare sfogo alle mie manie represse!
Sto divagando.
Non sono mai stato un giocatore PC. Lo sto diventando in questi ultimi mesi della mia vita, attratto dalla indiscutibile profondità di molti indie e dai vantaggiosi saldi di Steam e bundle, in constante lotta con la croce digitale del pad Xbox360, che croce non è e si vede, e dal mio non-capacitarmi di come sia possibile usare tastiera e mouse come input primari per qualsiasi genere di gioco che non sia un rts, un gestionale o un’avventura grafica. Il mouse o meglio, la mia incapacità di utilizzo del mouse è stato l’ago del giudizio nello scegliere quale personaggio salvare e quale no in The Walking Dead.

Restami vicino Clementine e ti prometto che fino al prossimo clic starai al sicuro, almeno spero…

Il mio giocare online non è nato con Ultima ma con Phantasy Star Online su Dreamcast. Come per me, per molte persone erano i primi vagiti dell’online gaming, ci si collegava per levellare sì, ma forse ho passato molte più ore nella lobby a scherzare con amici virtuali, alcuni dei quali sono diventati reali, amicizie che continuo a coltivare anche oggi. Poi, morto il Dreamcast e non essendo un utente PC, il gioco online su PS2 e GC era una barzelletta e su Xbox era Halo oppure giochi di guida, non esattamente nelle mie corde.

Vuoi o non vuoi sono sempre affascinato ancorché deluso dalla componente online. Lo ero anche prima. Non mi capacitavo del perché potessi giocare a carte con Phantasy Star Online 3 Card Game e non con Mario Kart Double Dash. Avevo installato anche X-Link Kai per trovare avversari intorno al mondo. Nintendo ha sempre detto che non era il tempo. Da una società che aveva lanciato il modem per il Nintendo 8-bit venti anni prima sembrava una dichiarazione ridicola. Non lo era se aggiungevi la frase “per poterci guadagnare qualcosa” forse.

Il modem per Gamecube. Se avevate l’adsl invece della 56k dovevate comprare il broadband adapter, diventato raro in brevissimo tempo e senza motivo.

C’è un’altra verità però. L’esigenza di trovare un percorso personale, senza avere un approccio derivativo, come prassi Nintendiana. Io amo Nintendo perché è Nintendo in ogni cosa che fa, nel bene e nel male. Ed è un po’ come mio padre: “non la faccio, e si deve fare la si fa come dico io”.
Il fatto che solo pochi titoli usufruiscano delle possibilità offerte da internet non rende automatico il disinteresse della casa nipponica verso l’argomento.

Sarà il fanboysmo a parlare ma effettivamente in era Gamecube l’online era poco comune per le console e Nintendo scrollandosi le spalle ha rilasciato il modem più per le terze party che per proprio usofrutto (o per non essere da meno della concorrenza comunque). Da lì in poi le console della grande N avranno sempre il Wi-Fi integrato, largamente in anticipo rispetto alla concorrenza che farà lo stesso con le rispettive console più tardi. La mancanza di un’infrastruttura dedicata ha però penalizzato l’utenza, privata di servizi che altrove vengono dati per scontati come la chat in-game o gli achievement. Abbiamo dovuto aspettare gli ultimi anni perfino per avere una lista amici decente che permettesse l’aggiunta di persone con qualche click, piuttosto che con lo scambio reciproco di codici differenti per ogni singolo gioco. Perché Nintendo ha sempre dimostrato un eccessivo zelo nella propria offerta. Niente deve turbare l’acquirente, se l’introduzione dei codici amico ha il fine di proteggere i più piccini dagli estranei, l’assenza di chat vocale o testuale impedisce che l’adulto venga steso dal turpiloquio di bambocci americani pronti a fraggarti sul punto di respawn e la moderazione attenta previene che i suddetti insulti diventano cronologia sul server del Miiverse.

Se il multiplayer online avesse gli stessi connotati del multiplayer tradizionale è facile immaginare che Nintendo, che dei multiplayer ne è la regina, ci si sarebbe buttata a pesce.
Purtroppo la gente dietro a un nick tende a comportarsi in maniera diversa. Non mi sono più trovato a mio agio con un gioco online dai tempi di PSO. Qualche sporadica sessione a Tetris DS o Mario Kart Wii, ok, ma non è mai ripartita quella scintilla che mi teneva sveglio fino alle ore piccole.
Attualmente giocare online, se non lo fai con gente che conosci già e ti metti d’accordo anche prima di accendere la console, è un’esperienza che non voglio ripetere.

Probabilmente sta giocando con me.

Quando giocavo a GoldenEye con gli amici su N64 non è mai successo che mi insultassero o che mi facessero uscire dalla stanza perché giocavo male (e giocavo male, fidatevi).
Non voglio sentire una ragazza con linguaggio da camionista, non voglio essere buttato fuori da un gruppo perché gioco male, non voglio giocare per ore e ore solo per arrivare allo stesso livello degli altri ed essere accettato dal capoccia, non voglio avere l’impressione di essere al lavoro, o negli schemi rigidi di una società distopica, nel mio tempo libero insomma.

Per questo il Miiverse è grandioso, cordiale, accogliente e non credevo che Nintendo fosse in grado di creare una message board che mi mettesse di nuovo voglia di leggere l’opinione degli altri e che mi facesse mettere in pausa il gioco per la voglia di riceve una risposta a un disegnino da asilo.

Molti chiedono l’online in Nintendo Land o nel nuovo Mario di prossima uscita. Ma cosa aggiungerebbe al gameplay? Potrebbe mai il multiplayer online nel nuovo Mario essere migliore del multiplayer locale? Piuttosto voglio che Nintendo trovi una la sua strada come ha sempre fatto. Hanno creato una community online in cui ci si arricchisce davvero a vicenda, o quantomeno ci si diverte. Creano dei DLC che offrono veramente un valore aggiunto, piuttosto che far uscire un gioco mozzato e completarlo a pagamento. Forse è questo che serve a Nintendo: il tempo per rimettersi in carreggiata può essere importante ma mai quanto può essere farlo seguendo la filosofia Nintendo. Gli ideogrammi giapponesi alle spalle di Iwata che regge le banane insegnano.