I Racconti di NintendOn

[Speciale] Genesi e arte di Bravely Default

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Pubblicato il
22 Novembre 2013

Autunno 2013: un periodo che per la piccola console portatile Nintendo rimarrà certamente nel cuore degli appassionati per via della mole di killer application che l’hanno costellato.
Abbiamo iniziato con Pokémon, proseguito col sesto capitolo di Layton, toccato picchi leggendari con A Link Between World e concluderemo, dolcemente, con Bravely Default, attesissimo rpg sviluppato da Square-Enix finalmente in uscita in Europa a dicembre.

In attesa della recensione, presto su NintendOn, abbiamo deciso di approfondire alcuni degli aspetti del gioco, nella fattispecie la sua genesi e l’artista dietro al character design e al mondo di gioco.
Cominciamo cosi, parlando di Final Fantasy: The 4 Heroes of Light.

Uscito nel 2009 in Giappone e l’anno successivo in occidente, The 4 Heroes of Light è nato come spin-off della saga principale creata da Hironobu Sakaguchi.
Fin dal primo trailer, il gioco ha impressionato positivamente mostrando un ritorno alle origini più fantasy e pure della saga e imponendosi come un rpg old-school.
La trama, essenziale nel plot, vede quattro protagonisti ritrovarsi al centro di un’avventura per salvare il mondo dalla distruzione.
Brandt, Josqua, Aire e Yunita uniranno le loro forze in un mondo dal particolare stile grafico che richiama alla mente veri e propri dipinti, una diretta evoluzione del motore di Final Fantasy III per DS. 

4 heroes of light 1
Come già detto, 4HoL è un rpg che più classico non si può. Lunghe sessioni di grinding condizionano un’avventura ostica e non sicuramente adatta a tutti ma capace di regalare grossissime soddisfazioni e di lasciare basiti in più di un’occasione.
Il giocatore può cambiare classe e scegliere tra le 28 selezionabili usando il “Crown System”, ovvero semplicemente cambiando il copricapo.
Ogni azione durante il combattimento consuma un determinato numero di AP (Action Points) ed è quindi importante studiare la strategia migliore a seconda dell’occasione.

Ed è proprio da questa perla (se non l’avete comprato siete in tempo per recuperare) che nasce Bravely Default. Il team di sviluppo si mise infatti al lavoro su un sequel ma il progetto crebbe sempre più con una sua propria identità, fino a camminare da solo, sulle sue gambe, senza più il pesante sottotitolo leggendario.
Piccola curiosità: nel nome originale, Bravely Default: Flying Fairy, il sottotitolo è scritto usando un font e con due F maiuscole proprio per richiamare le origini e le radici del gioco.