Sonic Frontiers – Recensione piena di pop-in

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Sonic Frontiers sfreccia anche su Nintendo Switch a gran velocità, con qualche compromesso grafico di troppo. Ecco la nostra recensione.

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Genere: Platform/Avventura
Multiplayer: No
Lingua/e: Testi e doppiaggio in italiano

SEGA ha finalmente trovato la strada giusta su cui far correre Sonic

Eccolo, l’ennesimo gioco del porcospino blu che seguirà il “ciclo di Sonic”. Tanto hype, trailer ad hoc per gasare i fan, primi video gameplay che mostrano i difetti e che fanno sorgere i primi dubbi, gioco alla mano la solita delusione.

E invece no.

Finalmente, con Sonic Frontiers, il porcospino più veloce del mondo ha trovato la dimensione (parola non usata a caso) giusta, quella che può fargli esprimere tutto il suo potenziale da velocista senza avere l’impressione di giocare ad un titolo di corse automobilistiche.

Qualche scorcio interessante il gioco lo offre, nonostante tutto.

Fin dal primo annuncio e teaser trailer, SEGA ha sempre dichiarato di essere consapevole degli errori fatti in passato con la sua mascotte blu, di come i fasti di un tempo (molto tempo) fossero passati, che con il passaggio al 3D Sonic non fosse mai riuscito a dare il meglio di sé come faceva in passato nei capitoli in due dimensioni o nel più recente Mania. Belle parole eh, ma sentite troppo spesso. E la sensazione che anche stavolta si fosse perso tutto in chiacchiere, con promesse di riscatto non mantenute, si era palesata con le prime build giocabili del titolo. O meglio, build ingiocabili.

Sonic Frontiers era partito male, ma come una partenza sporca in F1 ti fa perdere posizioni all’avvio, è il risultato all’arrivo quello che conta. E al traguardo Sonic ci arriva in formissima, sicuramente sul podio, anche se non da primo classificato.

Un po’ di relax ci vuole

La nuova avventura di Sonic abbandona, per la prima volta dopo decenni, i lunghi livelli a corridoi per riprendere non solo la semi-libertà che offrivano i due Adventure, ma addirittura estendendola, scaraventando Sonic in un open world (meglio chiamarlo open map in realtà) mai visto in un capitolo della serie.

In Sonic Frontiers infatti siamo liberi di scorrazzare dove vogliamo su delle isole, ognuna diversa dall’altra, mentre corriamo a velocità elevatissima, saltiamo, facciamo acrobazie, risolviamo enigmi ambientali, ci imbattiamo in nemici da sconfiggere con mega combo e incontriamo strambi abitanti del luogo.

Il tutto è mosso da una trama semplice, ma che ai fan di Sonic terrà incollati fino alla fine visti alcuni richiami al passato che farà piacere rivedere sotto questa nuova veste. In Sonic Frontiers il nostro protagonista si ritrova scaraventato in un mondo sconosciuto, formato da isole, in cui sono presenti anche i suoi storici amici Tails, Amy e Knuckles, oltre al Dr. Eggman e una bambina “digitale” le cui intenzioni non sono ben delineate. A differenza di Sonic, però, gli altri personaggi vivono in una sorta di limbo tra mondo reale e digitale, e il nostro scopo è proprio quello di liberarli scoprendo le origini di queste terre misteriose.

Per fare ciò potrei riassumere tutto in un’unica azione: correre. Sì, in Sonic Frontiers sono molte le cose da fare per avanzare nell’avventura. Raccogliere le memorie che pian piano approfondiscono la trama e liberano i nostri amici, raccogliere degli ingranaggi che permettono di sbloccare dei livelli classici (su cui tornerò a breve), livelli che a loro volta premiano con delle chiavi che sbloccano gli Smeraldi del Chaos, necessari per sconfiggere i Titani.

I combattimenti con i boss sono (quasi) tutti spettacolari

Come appena descritto, quelle da compiere sono azioni ripetitive, ma amalgamate così bene tra di loro che non servirà muoversi appositamente per raccogliere quella determinata risorsa. L’importante è correre, muoversi per la mappa, sfruttare le rampe, le molle, i giri della morte, i trampolini, tutto ciò che è disseminato per le isole e quasi automaticamente ci si trova ad aver raccolto ciò che serve per poter sbloccare quel ricordo, quel livello o quello Smeraldo utile per far avanzare la trama.

È questo che SEGA ha centrato: rendere la corsa non fine a sé stessa, ma una componente del gameplay utile al gameplay stesso. Certo, in qualche frangente consultare la mappa diventa fondamentale, visto che per sbloccarla del tutto serve risolvere dei piccoli enigmi disseminati per le isole, un po’ come successo in Breath of the Wild con le torri. Un netto taglio con il passato, ma senza che quest’ultimo sia ripudiato del tutto.

I cari, vecchi livelli a corridoio bidimensionali hanno il loro spazietto riservato

Come detto precedentemente, per sbloccare i Chaos Emerald bisogna raccogliere delle chiavi e questo è possibile completando dei livelli “classici”, ambientati in una simulazione del Cyberpsazio. In queste occasioni, infatti, si perde la libertà totale che si ha nelle isole e si torna ad un approccio molto più guidato, come da tradizione per i Sonic in tre dimensioni.

Tornano quindi Green Hill e altre ambientazioni del passato in livelli velocissimi, in cui la precisione dei salti e i riflessi sono fondamentali. Non basta però arrivare al traguardo di questi livelli per ritenerli completati: l’arrivo alla fine è solo uno degli obiettivi; tra questi troviamo infatti anche il collezionare un determinato numero di anelli, la raccolta di cinque monete rosse e il completare il livello entro un certo tempo per poter prendere un voto finale S.

Nulla di impossibile, ma abbastanza impegnativo da dover rigiocare questi livelli 2-3 volte per dare il meglio di sé.

Tramonto, rampe, giri della morte e super velocità.

Ho apprezzato molto questi livelli, sia per il cambio totale di gameplay e di OST, sia perché spezzano in maniera sapiente la “lentezza” (se così possiamo chiamarla) delle lunghe sessioni libere nelle isole. Peccato solo la poca varietà delle zone, avrei preferito più livelli pescati dal passato piuttosto che avere sempre i soliti quattro.

In Sonic Frontiers i momenti di pausa sono veramente misurabili con il contagocce. Le isole che compongono il mondo di gioco sono una sorta di parco giochi per le abilità di Sonic, che mai come questa volta può dare davvero sfogo a tutto ciò che più lo caratterizza. È vero, fin dall’inizio è sorto il dubbio che tutto sembrasse buttato a caso, con rampe e trampolini posizionati per riempire il mondo di gioco, quasi fosse una demo dimostrativa.

Gioco alla mano, posso dire che sicuramente non ci troviamo di fronte a qualcosa di molto ragionato, ma la presenza di tutti questi elementi sono fondamentali per muoversi velocemente per le immense isole, tra uno spettacolare giro della morte e rimbalzi da flipper tra una molla e un’altra.

Ma è Sonic o Goku?

Sonic Frontiers però non è solo corsa: ci troviamo spesso e volentieri a combattere con nemici non proprio originalissimi per aspetto, ma che necessitano di approcci diversi tra di loro per essere sconfitti. Se inizialmente infatti è sufficiente premere il pulsante d’attacco per eliminarli, bastano poche ore per trovarsi di fronte a nemici con scudi, con laser, o che scappano lasciando dietro di sé una scia su cui possiamo correre per raggiungerli.

Chi è cresciuto non solo con i videogiochi ma anche con i cartoni di Sonic (soprattutto Sonic X), ha sempre sognato di vedere un porcospino blu che potesse muoversi a gran velocità non solo quando corre, ma anche quando combatte. E qui SEGA ci ha accontentati. I combattimenti contro i middle boss, ma non solo, richiedono non solo una buona dose di ingegno e impegno, ma anche combinazioni di tasti per effettuare specifiche combo utili per scatenare le abilità di Sonic: abbiamo quindi calci volanti, spin attack, rotazioni velocissime, sfere di energia, e chi più ne ha più ne metta, tutto a favore dello spettacolo.

Sia chiaro, non ci troviamo di fronte ad un combat system profondo come può essere quello di un Bayonetta, nella maggior parte dei casi basterà fare quelle 2-3 combo più immediate per riuscire a portare a casa il risultato, ma la varietà di mosse, comprese la parata, che Sonic può compiere rende i combattimenti divertenti e veloci.

Uno striminzito albero delle abilità, ma che renderà Sonic un portento del combattimento

Lo spettacolo è poi elevato all’ennesima potenza durante i combattimenti con i Titani, i veri boss del gioco e di ogni isola. Senza rovinarvi troppo la sorpresa, posso dirvi che una volta raccolti i sette Smeraldi del Chaos e trasformati in Super Sonic ci imbatteremo in combattimenti degni di Dragon Ball, con teletrasporti, auree potentissime (semi-cit.), sfere di energia, pugni distruttivi e velocità supersoniche.

Insomma, le parole d’ordine in Sonic Frontiers sono velocità, spettacolo e divertimento.

Purtroppo, tra le parole d’ordine, trova spazio e anche prepotentemente il comparto grafico.

Pronto a prendere a cazzotti quel coso.

L’aspetto meno riuscito del gioco infatti è proprio quello grafico, seppur non sia disastroso. Se da una parte infatti abbiamo personaggi ben realizzati, fluidità costante con i 30fps quasi sempre fissi e alcuni scorci panoramici d’effetto, il rovescio della medaglia è la povertà grafica di cui pecca il mondo di gioco.

Spesso e volentieri abbiamo texture abbozzate o caricate in ritardo (soprattutto nelle cutscene), immensi prati verdi in cui l’erba o i fiori sono solamente disegnati a terra, con qualche elemento che spunta dal terreno solo intorno a Sonic, quasi fossimo un Attila al contrario. L’effetto pop-in è il protagonista (in negativo) della grafica di questo gioco.

Correre è un piacere, ma vedere spuntare gli elementi (non tutti, per fortuna) e pochi metri di distanza rende anche difficile orientarsi per raccogliere i collezionabili, visto che per capire come raggiungerli bisogna avvicinarsi abbastanza da far apparire le varie rampe, molle e tutto ciò che è stato piazzato per ottenerli. Un vero peccato, perché se lato poligonale e di dettagli non si può certamente pretendere la qualità della versione next gen (che pure non manca di problemi grafici, tra cui lo stesso pop-in seppur meno marcato), è pur vero che molti di questi problemi sono dovuti alla poca ottimizzazione, e quindi la speranza che una patch possa migliorare le cose rimane.

Lato sonoro, come sempre nei giochi di Sonic, c’è solo da fare i complimenti. Durante l’esplorazione libera abbiamo melodie tenui, con poche note al pianoforte o al violino. Tutto cambia durante i combattimenti e i livelli del Cyberspazio, dove tornano i brani tipici di Sonic con tracce rock e pop, perfette per i cambi di gameplay tipici di queste sessioni di gioco.

Poetico, e probabilmente nel cielo ci sono decine di rampe che appariranno solo avvicinandosi.

Arrivati dunque alla conclusione, come possiamo riassumere il tutto? L’ho detto all’inizio, Sonic Frontiers è riuscito a rompere il Ciclo di Sonic. SEGA ha finalmente confezionato un gioco all’altezza della sua mascotte, o almeno quella delle origini.

Non tutto è perfetto, soprattutto nel comparto tecnico e per qualche imprecisione nel sistema di controllo nei livelli del Cyberspazio, ma quel che è davvero importante è che il gioco diverte, dall’inizio alla fine, pur soffrendo un po’ di ripetitività a lungo andare.

SEGA ha promesso un supporto duraturo nel corso dei mesi per Sonic Frontiers, e il primo aggiornamento gratuito ha infatti già introdotto due skin dedicate a Monster Hunter. La stessa software house ha voluto sottolineare come il gioco sia ben diverso da Breath of the Wild, nonostante l’ispirazione sia palese: proprio come il titolo di Zelda, però, anche Frontiers ha segnato un netto stacco dal passato e speriamo sia l’ennesima ma stavolta definitiva rinascita del porcospino blu.

La strada è quella giusta, bisogna solo lasciar correre Sonic al massimo delle sue possibilità, senza ostacoli.

Ho portato a termine l’avventura, grazie ad un codice offerto dagli sviluppatori, in circa 18 ore di gioco e raccogliendo quasi tutti i collezionabili.
Pro: Veloce e divertente; trama interessante, soprattutto per i fan; la nuova formula è perfetta per Sonic.
Contro: Effetto pop-in davvero troppo accentuato; alla lunga un po’ ripetitivo.
7.5

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