Persona 5 Royal — Una recensione che vi ruberà il cuore

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Genere: JRPG
Multiplayer: No
Lingua/e: Italiano

Atlus porta il suo capolavoro anche su Nintendo Switch, e voi non dovete assolutamente perdervelo

Quando Atlus lanciò Persona 5 nel lontano 2016 mai si sarebbe aspettata di aver appena rilanciato in grande l’intero settore dei giochi di ruolo giapponesi. Un frangente non morente ma sicuramente ridimensionato, relegato più a piccole e medie produzioni dove invece i grandi titoli del passato hanno scelto di intraprendere una strada diversa, portandone i principali brand a trasformarsi in qualcosa di completamente diverso dall’origine.

Persona 5 è stato un vero e proprio colpaccio, un titolo in grado di mettere d’accordo praticamente chiunque tanto da collezionare un 93 per l’edizione vanilla e un 95 come media per l’edizione Royal su Metacritic. Gli utenti di Nintendo Switch, in particolar modo, hanno sperato per anni e anni di poter mettere le mani su questo titolo direttamente sulla propria console. E oggi, dopo anni di attesa, finalmente Atlus ha realizzato il miracolo da molti sperato.

Take your Heart

Il cuore, sede di sentimenti e pensieri delle persone, luogo in cui nascono azioni e si prodigano poeti in grandi opere letterarie, organo di vitale importanza per l’uomo e centro nevralgico attorno a cui ruota la storia intera dell’umanità. Persona 5 Royal è una lettera d’amore che viene direttamente dal cuore degli sviluppatori di Atlus verso i giocatori JRPG, e così come loro hanno puntato e raggiunto i nostri cuori, i Phantom Thieves li hanno esplorati e vi hanno scoperto la nostra vera essenza.

Vestendo i panni del protagonista (il cui nome originale è Ren Amamiya nel gioco originale, ma anche Akira Kurusu) ci addentreremo in un mondo parallelo dove le emozioni sono sostanza, dove i pensieri sono desideri e dove il desiderio stesso è bramosia e corruzione.

Ren (lo chiameremo così) è un ragazzo con un passato doloroso, distrutto dopo aver tentato di salvare una ragazza dalla violenza di una persona di spicco della società giapponese e, ovviamente, accusato di essere lui l’assalitore dello stesso. Trasferito a forza nella città di Tokyo, Ren inizierà a frequentare la Shujin Academy, trovando casa nel piano mansardato del LeBlanc Café (uno dei molti rimandi alla letteratura di Maurice LeBlanc), un locale gestito da Sōjirō Sakura.

Durante la sua prima notte di permanenza a Tokyo, tentando di cancellare una strana app apparsa sul suo smartphone il protagonista entra in contatto con Igor, il padrone della Stanza di Velluto, e scopre di essere un Trickster, un’entità molto potente in grado di entrare in un mondo parallelo dove a dettare le proprie regole non sono gli uomini, bensì i riflessi dei sogni e desideri degli stessi.

Ed è così che inizia l’avventura per Ren e per i Ladri Fantasma (i Phantom Thieves), compagni che si uniranno man mano al protagonista durante le sue avventure nel mondo parallelo a caccia di ingiustizie. Ma questo non è che l’inizio di una storia incredibilmente lunga e stratificata, ricca di dettagli e colpi di scena di notevole spessore, scandita da un’ottima gestione delle tempistiche e da viaggi che ci porteranno a esplorare mondi tanto diversi quanto interessanti e in grado di suscitare pensieri profondi anche in noi videogiocatori.

Persona 5 è una grande e potente critica non solo alla società giapponese, ben descritta in moltissime delle sue sfaccettature all’interno del gioco, bensì anche al mondo intero e alle sue regole sempre più stringenti e asfissianti. E’ il segno del riscatto di una generazione, quella dei giovani, la quale dovrebbe essere incoraggiata ad esprimersi liberamente e a guardare con occhi sognanti verso il futuro anziché venir messa al bando e tacciata continuamente, ridotta in catena da una società che sembra non voler accettare di fare lo stesso.

Il cast intero di personaggi di Persona 5 Royal è semplicemente pazzesco; ogni personaggio è costruito con una cura e un’attenzione pressoché maniacale, ognuno di loro possiede pensieri e caratteristiche del tutto proprie, modi di comportarsi e di vedere la vita che possono andare incontro a ognuno di noi che viviamo la vita reale. Questa concretezza è dettata anche dal fatto che i problemi del cast non sono incredibilmente esagerati o fantasiosi, ma sono invece problemi veri con cui anche noi potremmo aver avuto a che fare. E questo non vale solo per i Phantom Thieves, ma vale anche per gli altri personaggi con cui verremo in contatto, compresi i cattivi che affronteremo e che spesso ci troveremo a delineare con un “ok, non condivido quello che fa ma posso capire“.

Un JRPG che è più di un JRPG

Una peculiarità della saga di Persona è dettata dalla sua struttura, la quale rende la serie ben più che un semplice JRPG. La mole di testo da leggere è talmente ampia che parlarne come solo di un gioco di ruolo sarebbe riduttivo.

Vada per la componente ruolistica, ma in Persona 5 si legge e anche tanto, al punto da creare una parte quasi da visual novel. E, allo stesso tempo, sarà importantissimo allacciare rapporti i più profondi possibili con i molti confidant che arricchiranno la nostra avventura così da sbloccare abilità e possibilità (e non solo) per noi. Per esempio, ottenendo un buon livello di Conoscenza avremo modo di approfondire la conoscenza di Hifumi Togo, giocatrice particolarmente esperta nell’arte dello Shogi. Una volta raggiunto un certo livello di confidenza con lei apprenderemo l’abilità di scambiare i membri del party in qualsiasi momento del combattimento, andando quindi a variare enormemente le potenzialità strategiche della nostra squadra.

E se invece pensassimo di metter su peso e affrontare più spesso la sfida di Big Bang Burger, guadagnando così punti Coraggio, in modo da approfondire la conoscenza con Tae Takemi? Ne scopriremmo una straordinaria qualità medica in grado di espandere il suo inventario di medicinali a dismisura, i quali ci torneranno veramente molto utili in battaglia.

Insomma, la componente “Social Simulator” fa parte dell’esperienza della serie Persona e come tale dev’essere approfondita e gestita al meglio delle proprie capacità e interessi. Bisogna sottolineare, poi, come queste attività non vadano a intaccare la scrittura della storia principale, ma ci porteranno via il tempo libero che avremo a disposizione tra una missione e l’altra.

Dovremo quindi imparare a gestire al meglio i nostri impegni tra tempo libero, i vari confidant, le missioni a cui prender parte e la conseguente necessità di livellare il nostro party, la scuola e tutto il resto.

Palazzo mentale, Tokyo reale

Tokyo è veramente una città viva, e lo è anche per noi che abitiamo dall’altra parte del mondo ma possiamo esplorarla tramite il nostro protagonista. La cura con cui Atlus ha ricostruito la città in Persona 5 Royal è quasi maniacale, al punto che alcune strutture che vedremo e visiteremo nel gioco si trovano nella stessa identica posizione delle loro corrispettive nel mondo reale.

Ed è inoltre eccezionale il modo in cui gli sviluppatori hanno plasmato il mondo cognitivo in cui si svolgeranno molte delle nostre avventure. I Palazzi, ovvero i dungeon veri e propri del gioco, sono semplicemente pazzeschi e fantasticamente attinenti ai personaggi da cui prendono vita.

Questi palazzi non sono infatti casuali, ma si plasmano su coloro che vengono definiti i propri re nonché i protagonisti della loro piccola avventura. Ed ecco quindi che un professore prepotente e violento verso i propri alunni si è rifugiato in un Palazzo sotto forma di scuola, così come un mafioso di spicco ha plasmato il proprio palazzo a forma di Banca e vede tutte le persone come nient’altro se non degli ATM deambulanti.

Diversamente dal passato, in Persona 5 i dungeon dei Palazzi non sono più generati casualmente ma sono stati abilmente costruiti per essere ricchi di trappole, puzzle ambientali, enigmi e nemici sparsi in punti chiave. Tutto ciò richiede un po’ di pazienza e un minimo di arguzia poiché non sempre sarà possibile terminare un Palazzo in un singolo giorno né rimanendo all’interno del mondo cognitivo.

E, particolare veramente importante a cui prestare sempre particolare attenzione, i Palazzi hanno una data di scadenza. Non potrete sprecare mesi del vostro tempo in un singolo palazzo e anzi, dovrete capire come sfruttare il vostro tempo libero per esplorarlo e risolverne efficacemente i relativi enigmi. Una volta esplorato e rubato l’oggetto del desiderio del suo Re, il palazzo scomparirà per sempre comportando una conseguenza importante anche nel mondo reale.

Se dovesse invece mancarvi una componente casuale potrete sempre recarvi nei Mementos, dungeon randomici in cui si riversa la coscienza della gente comune che non mostra particolarità o pensieri troppo spiccati rispetto a coloro il cui cuore è così corrotto da riuscire a creare addirittura un Palazzo.

Volendo parlare per un attimo del level design, scordatevi una qualsiasi mappa open world. Persona 5 Royal, infatti, porta con sé una struttura a corridoi piuttosto marcata e difficilmente vi troverete in zone veramente aperte. Tutto ciò in realtà è un bene, poiché questa scelta incide positivamente sul level design e non crea dispersione inutile durante le fasi di gioco. E ciò vale per qualsiasi zona, a partire da Tokyo, dai Palace fino anche ai Mementos.

Il nostro vero Io

E qui giungiamo a una domanda fondamentale: che cosa sono i Persona? Che cosa rappresentano all’interno di un’avventura così ricca e variegata?

In Persona 4, queste entità erano la rappresentazione del nostro vero io, la concretizzazione di noi stessi come persone e come pensieri, il legame indissolubile che plasmava le nostre personalità e che creava quindi legami con gli altri.

In questo capitolo, invece, i Persona sono la rappresentazione dello spirito ribelle dei Phantom Thieves, il simbolo della volontà di non adattarsi a regole ferree prefissate da un mondo troppo tradizionalista e corrotto. Sono il simbolo della volontà di guardare a un futuro migliore, quello stimolo che ti assale il cervello quando ti trovi di fronte a situazioni più grandi di te e non puoi far niente per cambiarle.

Sono la scintilla che accende il fuoco della rivoluzione contro la società (semicit.). Giusto per sottolinearlo, il Persona del protagonista si chiama Arsène, ed è l’ennesima citazione a Maurice LeBlanc che gli autori hanno inserito nel gioco per omaggiarne la potenza letteraria e rivoluzionaria.

E, inoltre, sono anche gli spiriti guerrieri che ci permetteranno di scendere in battaglia per affrontare tutti i nemici che ci si pareranno di fronte, spiriti ereditati direttamente dal papà della saga ovvero Shin Megami Tensei. Papà da cui eredita anche un gameplay che però ammoderna in modo eccezionale, rendendolo molto dinamico e mai banale o noioso.

Una volta scesi in battaglia potremo infatti decidere tra numerose possibilità per combattere, a partire da un attacco normale, sfruttare le abilità dei nostri Persona per lanciare potenti attacchi o magie oppure colpire con le armi a disposizione tra cui annoveriamo pistole, fucili, mitra e tanto altro. Quest’arma ha lo scopo di colpire il punto debole del bersaglio più che quello di sconfiggerlo, nonché di fungere da ultima salvezza in alcuni casi molto particolari.

Navigare tra i menù di battaglia è estremamente semplice e fluido e, una volta imparata la posizione dei comandi sui relativi tasti del controller ci troveremo di fronte a battaglie particolarmente spettacolari a cui assistere. Il gameplay è quindi ben studiato anche a livello di interazione poiché ogni tasto è facile e veloce da imparare a memoria.

Come nei precedenti titoli della serie, ma anche in Shin Megami Tensei, sarà essenziale sfruttare al meglio le debolezze del nemico per garantirci turni extra e maggiori possibilità di vittoria. E’ importante fare molta attenzione anche alle nostre debolezze poiché i nostri nemici si comporteranno allo stesso modo con noi, rischiando di metterci in seria difficoltà anche di fronte ad avversari che mai avremmo pensato particolarmente pericolosi.

Inoltre continuando a coltivare i rapporti con i confidant potremo sbloccare un’abilità chiamata “Baton Pass“, la quale ci permetterà di scambiare il turno del personaggio attivo con un altro. Scegliendo bene potremo quindi continuare a colpire a oltranza i punti deboli del nemico in modo da raccogliere sempre più punti extra e infliggere sempre più danni.

Permane inoltre la meccanica della contrattazione, tipica della saga principale da cui proviene, la quale ci permetterà di parlare con i demoni che ci si pareranno davanti per cercare di portarli dalla nostra parte. Nel peggiore dei casi fuggiranno oppure ci lasceranno un piccolo bottino, ma nel migliore riusciremo a renderli parte della nostra squadra, e quest’azione porta a una conseguenza fondamentale per l’intera esperienza di gioco.

Acquisire nuovi demoni ci offre nuove possibilità di fusione, permettendoci quindi di fondere Persona sempre più potenti e variegati tra i tantissimi a disposizione. Ciò è anche una manna dal cielo per i completisti, poiché più Persona raccoglieremo e più completeremo il relativo Compendium, il quale tra l’altro ha un certo effetto su Persona particolarmente potenti e rari da fondere.

Persona su Nintendo Switch è un esercizio di stile eccezionale

Ma quindi come funziona Persona 5 Royal su Nintendo Switch? E’ ben giocabile oppure parliamo di un porting da quattro soldi?

Per la felicità di tutti coloro che lo stavano aspettando, il titolo targato Atlus è semplicemente meraviglioso sulla console ibrida di Nintendo. L’azienda è riuscita a realizzare un eccellente porting per il suo gioco, in grado di girare in 720p in modalità portatile e in 1080p in modalità docked, il tutto a 30 fps assolutamente stabili e che non mostrano mai segno di cedimento nemmeno nelle situazioni particolarmente concitate.

E se proprio vogliamo essere onesti, la risoluzione è una componente che quasi nemmeno si nota in nessuna delle sue apparizioni, nemmeno sulle console più potenti come Xbox Series X. E questo non perché non sia importante, ma perché lo stile di questo titolo è sensazionale a livelli veramente impressionanti.

Persona 5 Royal su Nintendo Switch include già, al suo interno, oltre 40 oggetti DLC rilasciati da Atlus nel corso del tempo. Potrete quindi avere facile accesso ad alcuni Persona particolarmente potenti, nonché diversi oggetti estetici veramente sciccosi.

Ogni cosa di Persona 5 Royal è disegnata con uno stile davvero unico e immediatamente riconoscibile, a partire dai menù fino alle animazioni di gioco, dalla città di Tokyo financo agli stessi Persona e protagonisti dell’avventura. E’ tutto magnifico da vedere, ed è tutto altrettanto magnifico da sentire grazie alla stratosferica colonna sonora.

Shoji Meguro ha confezionato una colonna sonora di primissima qualità, con un susseguirsi di canzoni Jazz che prendono vita non solo dalla bravura dei musicisti ma anche dalla fantastica voce di Lyn Inaizumi, al quale dona una corposità e uno spessore ai testi che difficilmente vi toglierete mai più dalla testa. Anzi, è facile che vi ritroverete a correre su Spotify ad aggiungere l’intera colonna sonora alla vostra playlist.

Conclusioni

Persona 5 Royal era ed è tutt’ora una delle esperienze JRPG più belle e interessanti che potreste trovarvi mai ad affrontare, finalmente a disposizione su tutte le console. Poter giocare un gioco del genere non solo in TV bensì anche in modalità portatile è un plus notevole e già solo per questo dovreste considerarne l’acquisto.

Se pensiamo poi al lavoro eccezionale svolto da Atlus sul porting e dalla maestosità di tutto ciò che ne delinea la storia, partendo dall’eccellente cast di personaggi fino alla musica, dallo stile unico e alle implicazioni sociali che rappresenta, non possiamo che consigliarvi caldamente di tuffarvi a braccia aperte tra le amorevoli braccia di mamma Atlus e di scoprire finalmente che cosa vi siete persi in tutti questi anni.

Terminata l’avventura principale grazie a un codice gentilmente fornitoci dallo sviluppatore
Pro: Storia lunga ed appassionante, gameplay dinamico, cast di personaggi perfetto, colonna sonora indimenticabile, stile unico e ricercato
Contro: L’immagine in certe scene è leggermente più scura del solito, purtroppo finisce
9.5

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