No Man’s Sky, ecco l’analisi tecnica su Nintendo Switch ad opera di Digital Foundry

No Mans Sky
L'analisi dei ragazzi di Digital Foundry di No Man's Sky mette a luce le criticità del gioco sulla nostra ibrida di fiducia.

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Giocabile, ma non spaziale!

Da poco possiamo giocare l’RPG di esplorazione No Man’s Sky anche su Nintendo Switch. Gli esperti di Digital Foundry non hanno tardato ad analizzare la performance del titolo ed il verdetto generale è un piuttosto lapidario “compromesso, ma giocabile”.

Il gioco si avvale dell’anti-aliasing temporale (TAA), ma la sua copertura non è efficiente quando è applicata alle risoluzioni adottate da Nintendo Switch. Quando giocato nel dock, la risoluzione è 1152×648, mentre in portabilità si raggiunge un massimo di 896×504, laddove su altre piattaforme con risoluzioni maggiori l’aliasing funziona egregiamente.

Molti elementi a schermo, particolarmente quelli che collidono con i vari effetti mostrano contorni dentellati e ruvidi. Inoltre l’immagine sembra sfarfallare continuamente, con movimenti di pixel lungo i bordi geometrici. Il TAA non sembra avere molto effetto neanche sulle texture, che sono stracolme di aliasing quando viste da certe angolazioni.

Il gioco ovviamente perde tantissimo in modalità portatile, con immagini instabili e per via del trattamento di aliasing su una risoluzione bassa. Su un ampio televisore il gioco è in linea con alcuni tra i prodotti Switch di fattura peggiore, mentre invece lo schermo più piccolo a 720p minimizza alcuni problemi. Lo sfarfallio aumenta di gran lunga con la riduzione della risoluzione e, al di là della qualità delle immagini, le due modalità sembrano identiche.

Per quanto riguarda il frame rate, l’obiettivo sarebbero i 30 fps con il v-sync cap e generalmente, quando si cammina in giro questi vengono mantenuti. Purtroppo però esistono dei cali relativamente frequenti e sembrano comparire senza una causa precisa: scenari più complessi possono ridurre il frame rate tra i 25 e i 30 fps, anche solo mentre si cammina. Ovviamente, azioni più complesse come combattere o raccogliere materiali possono avere lo stesso effetto. Nel passaggio dai pianeti allo spazio si ha inoltre un discreto “stuttering”, un rallentamento con interruzioni varie.

Il gioco in generale sembra dunque instabile, ma non peggiore di quanto descritto e visibile nel video dedicato.

Cosa ne pensate del comportamento di No Man’s Sky su Nintendo Switch? Avete acquistato il gioco? Attendevate un’analisi della performance per operare la vostra scelta?

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