Splatoon 3 – Anteprima del nuovo, coloratissimo sparatutto

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Genere: Azione, Sparatutto
Multiplayer: Online fino a 8 giocatori
Lingua/e: Completamente tradotto in italiano

Inkling e Octoling sono tornati… e non sono soli!

La risposta di Nintendo agli sparatutto multigiocatore online non poteva che essere come Splatoon: adrenalinico, coloratissimo e sprizzante di personalità da ogni tentacolo. Il primo capitolo venne pubblicato nel 2015 su Wii U e fu un successo con le sue 4.27 milioni di copie vendute, mentre il sequel uscito per Nintendo Switch due anni dopo le triplicò. Entrambi i titoli hanno conquistato pubblico e critica e hanno portato una ventata di freschezza sia al genere degli sparatutto, sia alle due caldissime estati nelle quali sono stati rilasciati.

Splatoon 3, in arrivo il 9 settembre, non rispetta la tradizionale uscita estiva ma mira ugualmente ad espandere notevolmente il suo predecessore con aggiustamenti qua e là senza però stravolgere la formula, per diventare il capitolo definitivo: sono stato invitato da Nintendo Italia a provarlo in anteprima e, dopo 90 minuti di imbrattamenti di vernice, sono pronto a raccontarvi la mia esperienza.

La prima zona della campagna. Promette bene? Promette bene.

Il ritorno dei mammiferiani

Dopo aver dato un veloce sguardo alla nuova “piazza principale” del titolo, Splatville, la mia prova è iniziata con alcuni livelli della campagna single-player, il cui ruolo non è cambiato molto dai giochi precedenti: si tratta sì di una modalità storia con una serie di livelli da affrontare in sequenza ma, allo stesso tempo, funge da enorme tutorial per imparare e consolidare ogni arma e meccanica di gioco. Una premessa doverosa: Splatoon 3 può essere senza problemi il vostro trampolino di lancio per la serie. Non è assolutamente richiesto che abbiate giocato i precedenti; potreste perdervi qualche riferimento o citazione, certo, ma il gioco sarà perfettamente godibile anche per i nuovi arrivati.

Come per i predecessori si accede ai livelli di gioco un hub esplorabile suddiviso in vari “mondi” il cui ruolo è stato notevolmente espanso: queste aree sono invase non solo da ogni tipo di collezionabile – come le immancabili pergamene che contribuiscono a raccontarci i retroscena delle vicende di Inkling e Octoling – ma anche da una misteriosa sostanza melmosa che, se toccata, trasforma il nostro protagonista in un batuffolo peloso. Ma niente paura: grazie al nostro nuovo amichetto e partner Salmonello ripulire le aree di Alterna da questa melma ricoperta di peluria sarà un gioco da ragazzi. Salmonello è un piccolo pesciolino che ci accompagnerà nella campagna e può essere lanciato tenendo premuto il pulsante R per attaccare i nemici, raccogliere uova di pesce (la valuta del gioco) e collezionabili: raggiunta la quota richiesta di uova possiamo usarle per disinfestare gli hub del gioco.

Stella e Marina, le Sea Sirens del primo capitolo, tornano nella campagna di Splatoon 3!

Chi ha provato l’Octo Expansion di Splatoon 2 noterà l’influenza di quest’ultima nell’impostazione dei livelli del terzo capitolo. Una volta entrati nei bollitori dell’hub che ci portano al livello selezionato potremo decidere come affrontare lo scenario in questione: il gioco ci propone uno o più set di armi, consigliandoci quello più adatto per il livello che giocheremo, dandoci però la possibilità di scegliere quella desiderata, magari in vista di una ricompensa più elevata – ogni set infatti premierà il giocatore con una quantità differente di uova di pesce. Già immagino i completisti impegnati a completare tutti i livelli con ogni set previsto dal gioco… avrete parecchio pane per i vostri denti!

I livelli in sé sono piuttosto diversi l’uno dall’altro, se si tratta di lunghezza: alcuni hanno una durata paragonabile ai livelli delle campagne dei precedenti Splatoon, con molti nemici da sconfiggere e piccoli puzzle da risolvere, altri invece sono brevi sfide focalizzate su un’arma o abilità che durano una manciata di secondi, più simili a quelle della Octo Expansion. Il level design è ottimo come sempre e permette di testare con mano vantaggi e svantaggi di ogni arma con una grande varietà di situazioni. In particolare ho potuto provare il Calamarco, una novità dell’arsenale di Splatoon 3: si tratta di un’arma flessibile e potente che, tuttavia, richiede un po’ di pratica per essere padroneggiata. Con una pressione veloce del pulsante ZR l’arco spara tre dardi allineati in orizzontale, se ci troviamo coi piedi per terra, oppure in verticale se stiamo saltando; una pressione prolungata del pulsante di fuoco concentrerà i dardi in un unico punto in grado di raggiungere maggiori distanze. E non è finita qui: pochi secondi dopo essere stato scagliato, il dardo di vernice esploderà causando danni ancora maggiori!

Ma che carino Salmonello! Ehi ma… dov’è che l’ho già visto…

Per quel che concerne il resto ci sono dettagli che non ho potuto approfondire: per esempio, ogni azione compiuta (come splattare i nemici o colorare per terra) aumenta una barra che, se riempita, conferisce punti abilità dei quali non conosco l’utilizzo esatto – potrebbero potenziare alcuni attributi, magari con un albero delle abilità? Infine, il titolo della campagna, Il ritorno dei mammiferiani, potrebbe far luce su molti misteri della lore della serie: Splatoon è ambientato in un mondo dove la vita al di fuori dei pesci si sarebbe estinta… ma a quanto pare non è davvero così. Forse la presenza di Giudigatto già dal primo capitolo è sempre stata un indizio…

Squadra che vince non si cambia

La seconda parte della prova si è svolta nelle immancabili Mischie Mollusche, la principale modalità multigiocatore del titolo; in queste frenetiche sfide due squadre da quattro giocatori combattono per colorare più terreno degli avversari. Mettere KO gli Inkling nemici è fondamentale per vincere ma non bisogna dimenticare che non è l’obiettivo della sfida: basta un giocatore nemico infiltrato nelle vicinanze della propria base per vedersi portata via una buona fetta di colore dalla mappa.

Nelle Mischie Mollusche tutto è concesso.

Ho provato il multigiocatore insieme ad altri sette invitati grazie alla comunicazione in locale delle console ed è stato a dir poco esilarante. Ognuno di noi ha avuto la possibilità di personalizzare il proprio equipaggiamento e i propri comandi: alcuni di noi hanno preferito utilizzare l’accoppiata stick destro + giroscopio per mirare con precisione, altri invece hanno optato per un sistema di mira più tradizionale che fa uso delle sole levette analogiche. Sulla personalizzazione il gioco va incontro davvero a tutti: al lancio sarà divertente vedere che look sfoggeranno i giocatori di tutto il mondo, attentissimi a seguire le tendenze del momento: il concetto di moda è sempre stato presente in tutti i capitoli della serie e trovare i capi di abbigliamento che diano i giusti bonus in battaglia e al contempo siano belli da vedere è sempre stata una prerogativa degli appassionati. Una grande novità che farà felici in moltissimi è l’arredamento del proprio armadietto, accessibile dalla lobby multigiocatore: sarà possibile riempirlo di sticker, gadget e i nostri scatti fatti con l’apposita modalità foto e visionare quello degli altri giocatori.

Non invidio chi dovrà ripulire tutto!

Il gameplay Mischie Mollusche funziona ancora dannatamente bene tant’è che le novità introdotte sono relativamente poche, tolte le nuove armi e mappe. Sono state aggiunte però due comode mosse che renderanno i movimenti più fluidi e faranno sicuramente la differenza nel competitivo: se l’Impinnata permette di risalire i muri imbrattati con nostra vernice in un… baleno, dandoci uno slancio in altezza, l’Avvitotano permette di cambiare rapidamente direzione mentre ci si sposta velocemente in forma calamaro (o polpo, per gli Octoling) respingendo per breve tempo l’inchiostro nemico. Un bonus da non sottovalutare. Non mancano le devastanti armi speciali, come possono essere il Mega Timbro, il Lanciarazzi o un mech controllabile a forma di granchio, utilizzabili caricando il relativo indicatore durante le partite, le quali mi sono sembrate leggermente depotenziate: si tratta pur sempre di abilità molto potenti ma, finalmente, non invincibili.

Un nemico comune

Gli ultimi minuti della mia prova sono stati dedicati alla modalità cooperativa a quattro giocatori del titolo, che ha debuttato in Splatoon 2 ed è stata ripresa e rivisitata: la Salmon Run: Next Wave. Ho potuto testare questa frenetica sfida in modalità portatile su una fiammante Nintendo Switch OLED e, graficamente, c’è poco da dire: sia su TV che in portabilità il gioco è molto piacevole da vedere, curato nei dettagli e fluido grazie ai 60 fotogrammi al secondo in tutte le modalità (eccetto a Splatville, l’hub di gioco, dove gira a 30 fps).

Salmonoidi, padelle, UFO… cosa potrà mai andare storto?

L’obiettivo della Salmon Run è sconfiggere i Gran Salmonoidi, veri e propri mini-boss che ci attaccheranno di tanto in tanto, collezionare le loro uova e depositarle nel magazzino presente nell’arena di gioco… il tutto entro un tempo limite e mentre ci si difende da orde di nemici. La collaborazione è un elemento chiave per la vittoria: grazie alla nuova abilità di lancio delle uova è possibile passare il malloppo da un giocatore all’altro per evitare di rimanere indifesi per troppo tempo contro gli assalti dei Salmonoidi e velocizzare le operazioni di consegna.

Una volta impostata la difficoltà, che abbiamo provato ad intensità 10% (ma può arrivare fino al 200%!), la Salmon Run è suddivisa in tre round, ognuno col suo obiettivo di uova da consegnare che va rispettato per evitare la sconfitta. Ad ogni round ci viene assegnata un’arma casuale, quindi dovremo adattarci velocemente a stili di gioco ogni volta differenti. Se un giocatore viene splattato dai nemici può essere rianimato da un compagno, ma non temete: una volta a terra vi trasformerete in un salvagente che può contribuire a trasportare le uova verso la meta. La Next Wave introduce anche i Colossalmonoidi, veri e propri boss da affrontare in squadra che purtroppo – o per fortuna – non abbiamo incontrato durante il nostro test.

Aspé, forse non si era ancora capito… la campagna promette davvero bene!

Insomma, Splatoon 3 promette di essere la versione definitiva dello sparatutto multigiocatore Nintendo a base di cefalopodi e vernice: è un pacchetto completo con tutto ciò che funzionava dei capitoli precedenti e una serie di migliorie volte a rendere l’esperienza quanto più fluida e immediata – finalmente potremo giocare in squadra coi nostri amici nelle partite pubbliche!

È vero, somiglia tanto al predecessore e le novità sostanziose sono essenzialmente migliorie all’esperienza di gioco o rifiniture, ma mappe nuove, armi nuove, ribilanciamento generale e la campagna single-player – che dovrebbe essere la conclusione di quanto iniziato nel primo capitolo – dovrebbero essere sufficienti per giustificare il numero 3 di fianco al titolo.

Vi ricordo che è stato pubblicato lo Splatoon 3 Direct, il quale dà un’infarinatura generale su tutti i contenuti del gioco, e che Nintendo ha annunciato una Treehouse prevista per domani, il 25 agosto, incentrata sui contenuti della campagna del gioco. Inoltre, potete già pre-scaricare la demo gratuita del gioco che consiste nel primo, vero evento multigiocatore: uno Splatfest! Potrete provare le Mischie Mollusche liberamente questo sabato, il 28 agosto, dalle 10:00 alle 22:00.

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