Chrono Cross: The Radical Dreamers Edition – Il ritorno di una Leggenda

Chrono Cross: The Radical Dreamers Edition rappresenta il ritorno di uno dei jrpg più famosi e amati di tutti i tempi

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Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano


Cominciare a raccontare cos’è Chrono Cross e cosa rappresenta citando Antonello Venditti è quantomai insolito, probabilmente potrebbe risultare addirittura un abbinamento illegale.
Eppure, lo storico jrpg Square-Enix appartiene a un’epoca in cui, per noi europei, a meno di ricorrere a una modifica per permettere alla Playstation di diventare region-free (e leggere giochi non originali), essere appassionati del genere significava rimanere a guardare ed essere tagliati fuori da innumerevoli perle mai arrivate in Occidente, senza una traduzione multilingua.

Nonostante l’incredibile successo della trilogia VII-VIII-IX di Final Fantasy, titoli sperimentali e dalla qualità sopraffina come Parasite Eve, Xenogears, Einhander, Brave Fencer Musashi e proprio Chrono Cross, non videro mai la luce in Europa. Le recensioni e i voti stellari delle riviste dell’epoca non facevano altro che aumentare i rimpianti, mese dopo mese, quando le speranze per una loro uscita europea svanivano.
Eppure, dopo soli 23 anni Square-Enix ha finalmente deciso di permettere a tutti di vivere l’epica avventura scritta da Masato Kato.
Avere pazienza, alla fine premia.

Solitamente considerato il sequel o uno spin-off di Chrono Trigger, universalmente acclamato come uno dei migliori (se non il migliore) jrpg di tutti i tempi, Chrono Cross non è di fatto nessuna delle due cose ma piuttosto un titolo connesso a Trigger, con una storia cronologicamente successiva e un secondo capitolo della saga. Non si tratta di Chrono Trigger 2 – stando alle parole di Masato Kato, sceneggiatore e direttore di entrambi i titoli – ma di un nuovo Chrono, pensato e creato al fine di sfruttare al massimo le tecnologie dell’epoca (ovvero, Sony Playstation), con una nuova storia e una propria e precisa identità. Trigger è Trigger, Cross è Cross.
L’origine di Chrono Cross è da ricercare in Radical Dreamers – Le Trésor Interdit, avventura testuale uscita su Satellaview, periferica del Super Nes commercializzata solamente in Giappone a partire dal 1995 che ne espandeva la RAM e permetteva di ottenere contenuti scaricabili tramite una rete satellitare accessibile su abbonamento, da utilizzare in diretta streaming o salvare su un’apposita cartuccia.

Una volta terminato lo sviluppo di Chrono Trigger, Masato Kato sentì che vi era ancora qualcosa da raccontare, erano rimaste trame inesplorate che necessitavano di una risoluzione.
La storia di Radical Dreamers narra dell’omonima banda di ladri capitanata dalla giovane Kid, che assieme ai compagni Serge e Magil si imbarca in un’avventura per recuperare un misterioso artefatto chiamato Frozen Flame e potersi vendicare del suo possessore, il temibile Lord Lynx.
L’avventura presenta una trama non lineare e dai toni maggiormente dark rispetto a Trigger, al giocatore viene data la possibilità di effettuare scelte multiple che andranno a influenzare il rapporto tra Kid e Serge e il finale della storia, determinato dal grado di affezione della ragazza.
Oltre a Masato Kato, del dream team di sviluppatori responsabili di Chrono Trigger fa il suo ritorno anche Yasunori Mitsuda, giovane ed estroso compositore di talento in rampa di lancio che durante lo sviluppo di Trigger dovette lasciare il posto a Nobuo Uematsu per motivi di salute.
Lo sviluppo non procede come sperato da Kato e Radical Dreamers viene completato in soli tre mesi lasciandolo nuovamente insoddisfatto, nonostante il plauso della critica che ne loda la storia, lo stile narrativo e la colonna sonora.

Un’avventura testuale rara e importante che ha gettato le basi per Chrono Cross, Radical Dreamers è finalmente disponibile per tutti


Proprio l’insoddisfazione di Masato Kato fu alla base dell’assenza di Radical Dreamers all’interno dell’edizione per Sony Playstation di Chrono Trigger. L’avventura per Satellaview rimase confinata al Giappone e la sua accessibilità ristretta a un’utenza davvero risicata.
La sua inclusione in Chrono Cross: The Radical Dreamers Edition (titolo non casuale) rappresenta la prima vera opportunità di giocarla in occidente e soprattutto, in versione tradotta.
Per chi si approccia all’avventura per la prima volta, è importante sapere che Radical Dreamers NON va giocato prima di completare Chrono Cross, poiché presenta pesanti rivelazioni di trama e nonostante alcuni cambi radicali come l’assenza di Magil in Cross, giocarlo prima potrebbe rovinare sensibilmente l’esperienza. Radical Dreamers è un importante cimelio ma va approcciato solamente una volta terminato Chrono Cross.

Torniamo al 1998: la storia di Kid non è ancora conclusa, ancora una volta la sensazione è che ci sia altro da raccontare. Una volta terminato lo sviluppo di Xenogears, Square-Enix da il via libera alla realizzazione di Chrono Cross, prendendo come base proprio la storia narrata in Radical Dreamers. Non si tratta di un sequel dell’avventura testuale ma di una specie di reboot, di un vero e proprio gioco di ruolo capace di camminare sulle proprie gambe: la trama di Radical Dreamers viene ripresa, rivisitata ed espansa, dipanandosi attraverso decine di ore di narrazione, i protagonisti prendono vita sfruttando al massimo le capacità grafiche di Playstation e grazie all’ausilio di splendidi filmati in cgi.
Radical Dreamers si trasforma in uno dei jrpg più celebrati del decennio e grazie alla superba narrazione di Masato Kato e alla colonna sonora fuori parametro di Yasunori Mitsuda, entra nella storia dei videogiochi.

La bellissima Kid vi aspetta su quella spiaggia da quasi 25 anni


L’avventura di Chrono Cross si svolge attraverso due dimensioni parallele, attraverso due mondi strettamente interconnessi in cui ogni cambiamento in uno potrebbe generare una conseguenza nell’altro. In fase di scrittura, una delle priorità di Masato Kato fu quella di non creare un gioco basato sulla stessa formula di Chrono Trigger, limitando strettamente i viaggi nel tempo e puntando su una storia meno spensierata e più matura.
In Chrono Cross vestiamo i panni di Serge, giovane ragazzo residente ad Arni, placido villaggio di pescatori. La sua vita tranquilla cambia quando un giorno viene trasportato in un mondo parallelo in cui scopre di essere morto dieci anni prima. L’incontro con Kid, protagonista femminile del titolo li porterà a cominciare una travolgente avventura in cui il loro destino si dipanerà attraverso i due mondi in quella che è una delle trame più affascinanti mai viste in un jrpg, una storia intricata e complessa di cui è meglio conoscere il meno possibile per viverla al meglio. Ogni tassello del puzzle troverà il suo posto e ogni segreto verrà svelato a tempo debito nel titolo che rappresenta il vero e proprio magnum opus di Masato Kato.

Oltre ai due protagonisti, durante l’avventura è possibile reclutare oltre quaranta alleati in base alle scelte che prenderemo e alle missioni secondarie che decideremo di seguire. Chiaramente, in modo simile a quanto accadeva all’epoca nella saga di Suikoden, con un numero così alto di alleati non tutti possono essere caratterizzati allo stesso modo e alcuni, pur essendo validi alleati in battaglia hanno poche linee di dialogo e risulta difficile affezionarcisi.
Per fortuna è un problema su cui si riesce tranquillamente a soprassedere poiché i protagonisti principali della trama a partire proprio da Serge e Kid, sono splendidamente caratterizzati.
Durante una singola partita non è possibile reclutare tutti gli alleati, l’avventura si presta ad essere rigiocata molteplici volte, sia per compiere differenti scelte e ottenerli tutti, sia per vedere i differenti finali dell’avventura, anche se quasi tutti, ad eccezione del vero finale, sono poco più che brevi filmati.

Colori vibranti, sfondi caratterizzati nei minimi dettagli in ogni schermata caratterizzano l’arcipelago di El Nido. Le aree sono ricche di segreti da scoprire, tesori da ottenere e pericolosi nemici in agguato…


L’operazione di rimasterizzazione di Chrono Cross: The Radical Dreamers Edition ricorda quella di Final Fantasy VIII: gli sfondi e i modelli poligonali dei protagonisti sono stati ricostruiti in alta definizione e pur risentendo inevitabilmente del peso degli anni, il colpo d’occhio è ancora oggi notevole, grazie a una solida direzione artistica e a un mondo splendidamente caratterizzato da colori vibranti e location caratterizzate nel minimo dettaglio. Lo stile visivo dei personaggi creati da Nobuteru Yuki (I Cieli di Escaflowne) viene preservato e aggiornato, con nuovi artwork e illustrazioni che rendono degnamente giustizia all’opera.
Una interessante inclusione è rappresentata dalla possibilità di scegliere se giocare il titolo in HD oppure in versione originale, oltre a poter decidere il formato tra i 4:3 classici, i 16:9 e una modalità ibrida tra le due.

La colonna sonora di Chrono Cross viene spesso meritatamente celebrata come una delle più maestose mai composte per un videogioco.
Per realizzarla, Yasunori Mitsuda ha superato se stesso, prendendo ispirazione da differenti culture musicali del mondo occidentale, includendo elementi del Fado della penisola iberica, della musica mediterranea, delle melodie celtiche e delle percussioni africane, oltre a creare una netta distinzione tra i due mondi, alternando melodie luminose e cupe. Divisa originariamente in ben tre dischi, presenta brani iconici che vengono commemorati da oltre vent’anni durante concerti dal vivo ed esibizioni celebrative.
Purtroppo, una nota dolente della remaster è rappresentata proprio dall’assenza della colonna sonora originale, con la possibilità di giocare solamente con la versione rimasterizzata.
Solo quest’ultima è inclusa e selezionabile e non basta la presenza di sette tracce remixate e una nuova vocal theme ad attenuare l’amaro in bocca. Una mancanza a cui si spera Square-Enix possa rimediare con una patch post lancio.

In alta definizione Chrono Cross fa la sua figura, ma bisogna tenere a mente che parliamo di un titolo del 1999


Il sistema di combattimento di Chrono Cross è totalmente diverso rispetto a Chrono Trigger.
Ogni personaggio del party ha a disposizione ad ogni turno la possibilità di scegliere tra un attacco debole, medio oppure forte. Maggiore è la potenza del colpo inferto e minore sarà la precisione e di conseguenza, la possibilità di colpire l’avversario, tuttavia questa aumenta portando a segno colpi consecutivi.
Durante i primi scontri con i boss, grazie a interazioni tra i protagonisti e i nemici e gag, verremo introdotti al sistema degli attacchi fisici e magici, caratterizzati da sei differenti colori, ognuno associato a un elemento. Sia alleati che nemici hanno ognuno un elemento innato, combinazioni del proprio elemento innato rendono le magie più efficaci e i sei elementi hanno un rapporto di opposizione tra di loro. Un sistema di combattimento particolare, complesso e strutturato che richiede pianificazione e un’attenta selezione degli alleati in battaglia.

Per rendere più fluida l’esperienza, le numerose novità di gameplay comprendono la possibilità di rendere più veloci le battaglie, una modalità di combattimento automatica e la possibilità di disattivare del tutto gli incontri con i nemici. Questi ultimi sono sempre presenti sulla mappa e nella maggior parte dei casi sono comunque evitabili.
Il sistema di crescita non è automatico e dopo alcune battaglie, per salire di livello bisogna procedere con la trama, evitando così di arrivare nelle fasi avanzate eccessivamente forti e mantenendo l’esperienza bilanciata per tutta l’avventura.
Assolutamente degna di nota è la regia durante i combattimenti, con stacchi di camera e zoom e una regia dinamica assolutamente all’avanguardia per un titolo di oltre vent’anni fa.

Se la sceneggiatura rappresenta il magnum opus di Masato Kato, la colonna sonora lo è di Yasunori Mitsuda


Chrono Cross è un capolavoro senza tempo.
In casi come questo, ridurre la valutazione del titolo a un mero numero potrebbe svalutarne il reale valore, sia dal punto di vista storico che dal punto di vista qualitativo.
Dopo il teaser trailer della collaborazione con Another Eden (ultimo lavoro di Kato e in teorica dirittura d’arrivo anche per Nintendo Switch), la speranza di poter avere un remake completo si è fatta strada nelle menti di ogni appassionato di jrpg, ammaliati dalla qualità visiva della nuova intro in cui risuonava Time’s Scar. Ma realisticamente, non sarebbe stato un lavoro possibile, poiché Chrono non è una saga dalle vendite assicurate come Final Fantasy e l’investimento richiesto sarebbe stato enorme.

E di conseguenza, un titolo come Chrono Cross, che nel 1999 ha collezionato una pioggia di voti superiori al 95%, risulterebbe penalizzato dall’essere una “semplice remaster” con un lavoro apparentemente minimo di aggiornamento. Ogni genere videoludico cambia col passare del tempo, evolve, ogni determinato numero di anni esce un titolo che cambia tutto e diventa un punto di riferimento.
Chrono Cross appartiene alla stessa categoria elitaria di Chrono Trigger, Final Fantasy VI/VII, Suikoden II, Grandia, Xenogears e Vagrant Story, a quell’apice del genere più amato e giocato degli anni ’90.

Il modo corretto di valutare un titolo di vent’anni fa potrebbe innanzi tutto essere quello di contestualizzarlo all’epoca storica in cui è uscito e valutare se le meccaniche chiave possono ancora oggi competere con gli standard moderni del genere d’appartenenza.
E sotto questi punto di vista, prendendo in esame trama, protagonisti e il mondo di gioco, ancora oggi Chrono Cross riesce a non sfigurare anche di fronte ai più recenti capolavori del genere (Xenoblade, Dragon Quest XI, Tales of Arise, Persona 5), ancora oggi è un’avventura mastodontica e intricata, un pezzo di storia dei giochi di ruolo orientali ed averlo finalmente tradotto e alla portata di tutti è un traguardo importante per qualsiasi amante del medium videoludico.

“Dreams of the Past, Memories of my Soul” è la nuova vocal theme scritta da Masato Kato e Yasunori Mitsuda e cantata da Aisling McGlynn degli ANUNA


L’importanza di certi titoli, semplicemente trascende il gusto personale. Non parliamo di un titolo perfetto, qualche problema c’era all’epoca dell’uscita e persiste inevitabilmente anche oggi, nonostante i tenui miglioramenti apportati, senza stravolgimenti.
Parliamo di un’avventura imprescindibile, figlia di un’epoca diversa in cui i game designer non avevano paura di sperimentare e di lasciarsi alle spalle il passato, in cui non vi era l’assillante ricerca della continuità narrativa e non esistevano nubi funeste e ridondanti di spin-off per vendere di più, diffusi senza criterio su ogni piattaforma disponibile.
Parliamo semplicemente della più grande avventura scritta e trasposta in musica da due purissimi talenti giapponesi.

Tendete una mano verso Kid, accompagnate Serge nel suo viaggio attraverso un mondo sconosciuto, danzate al chiaro di luna assieme alla dolce e malinconica Harle, inseguite e svelate il mistero dietro al cupo e spietato Lynx. Fatevi conquistare da uno dei filmati introduttivi più evocativi mai visti in un’opera videoludica e svelate il mistero delle pagine di quel libro che ci accompagnerà per decine e decine di ore.
E, possibilmente, fatelo su Nintendo Switch, dove Chrono Cross ha la possibilità di splendere come mai prima d’ora, grazie a una modalità portatile che rende decisamente più leggeri gli anni trascorsi ad attenderlo in Europa.

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