Assassin’s Creed: The Ezio Collection, una recensione furtiva

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Genere: Action
Multiplayer: No
Lingua/e: Italiano

Ezio Auditore torna a celarsi tra le ombre di Nintendo Switch con una Collection davvero imperdibile

C’era una volta Assassin’s Creed II, un titolo per l’epoca di lancio veramente mastodontico e memorabile. Non solo per l’incredibile ricostruzione di Firenze e delle ambientazioni ad essa vicina, ma anche per la mole di contenuto che il titolo era stato in grado di portare su schermo delle ormai sorpassate Xbox 360 e PlayStation 3.

L’intera serie dedicata ad Ezio Auditore, composta da ben tre capitoli, è diventata presto tra le più amate (se non la più amata) dell’intera serie, la quale conta decine di capitoli principali e decisamente più titoli se consideriamo anche i vari spin-off che sono stati realizzati nel corso del tempo. E il motivo è presto detto: non solo il mondo di gioco ambientato nell’Italia del XIV° secolo, con una Firenze ricostruita in modo magistrale e tante altre zone meravigliose da visitare e scoprire, ma anche il grande carisma sprigionato da Ezio sin dal primo istante in cui lo vediamo in scena.

Un assassino tra di noi

Parlare di Ezio oggigiorno è come parlare di un qualsiasi personaggio famoso e amato da tutti, ricordato per le sue grandi gesta e per la prestigiosità delle sue azioni. Sarebbe come parlarvi di Aragorn da “Il Signore degli Anelli” oppure di Luke Skywalker da “Star Wars“. Tutti conoscono Ezio, tutti amano Ezio.

Per questo motivo ho scelto di ridurre al minimo le chiacchiere su di lui e sulla storia raccontata dai tre capitoli che compongono la Ezio Collection in favore di un’analisi più dettagliata e critica del porting del gioco su Nintendo Switch, un’edizione molto attesa dai fan della saga e da tutti coloro che, non si sa come, si sono persi queste tre splendide avventure negli anni passati.

Momenti altissimi di sceneggiatura

Il secondo capitolo è ambientato, come scritto poco sopra, durante il 14° secolo d.C., un’epoca storica meravigliosa e che da sempre stuzzica la fantasia di milioni di artisti in tutto il mondo in ogni genere possibile, da quello videoludico a quello letterario, da quello musicale financo a quello cinematografico. E il lavoro fatto da Ubisoft per ricostruire Firenze, Monteriggioni e tutte le altre città che avremo modo di visitare è semplicemente meraviglioso.

Questa meraviglia rimane intatta anche su Nintendo Switch, grazie al buon lavoro di ottimizzazione compiuto dal team di Ubisoft. In modalità portatile infatti il gioco gira praticamente sempre a 720p con qualche sporadico calo a circa 546p, ma il tutto mantenendo un framerate fisso costante a 30fps. In modalità docked la risoluzione rimane per la maggior parte delle volte sui 1080p, mantenendo anch’essa un framerate stabile a 30fps.

Sul tetto di Firenze

Malgrado i molti comandi a cui dover ricorrere durante l’avventura, giocare ad Assassin’s Creed in modalità portatile è davvero soddisfacente, e salvo per alcuni effetti di pop-up della vegetazione a una certa distanza, è fantastico sia da giocare che da osservare. Passando diverse ore in treno a causa del lavoro ho potuto apprezzare particolarmente la possibilità di rivivere queste avventure in modalità portatile.

Bisogna sottolineare come, malgrado tutto, Assassin’s Creed Revelations sia (a livello tecnico) il gioco più solido di tutti. Già all’epoca Xbox 360/Playstation 3 in terzo capitolo della saga di Ezio era il migliore a livello visivo, e le stesse differenze le possiamo notare anche su Nintendo Switch. Il gioco gira bene come gli altri, ma a livello visivo è quel passo in più che, forse, speravamo che Ubisoft facesse fare anche ai due capitoli precedenti grazie all’occasione fornita da quest’edizione rimasterizzata.

Inutile poi l’introduzione dei comandi touch per i menù del gioco. Spesso non reattivi, i menù sono perfettamente gestibili grazie ai classici comandi offerti dai Joy-Con, rendendo completamente inutili quelli touch che smetteremo di utilizzare 3 secondi dopo averli provati.

Un gameplay che sa di passato

Le avventure di Ezio sono sempre meravigliose e ogni fan del brand dovrebbe giocarle almeno una volta nella vita. Bisogna, però, sottolineare un dettaglio importante da conoscere e da tenere bene a mente prima di avventurarsi in quel di Firenze.

Il gameplay è rimasto inesorabilmente ancorato al passato, non sfiorato nemmeno per sbaglio dagli sviluppatori Ubisoft, e soffre di un po’ tutti quei difetti che hanno portato la software house a ripensare all’intero brand grazie ad Assassin’s Creed Origins.

Botte da orbi

I combattimenti avvengono praticamente 1 vs 1 anche in presenza di numerosi avversari da combattere, i movimenti sono un filo legnosi e potrebbero farci precipitare involontariamente da qualche tetto portandoci, se non a una morte dolorosa, a dover curare ferite particolarmente profonde, le scalate di tanto in tanto ci inchiodano in posizioni scomode che non vengono aiutate da una telecamera tutt’altro che perfetta.

Se da un lato poter giocare a questi titoli fa sempre piacere, dall’altro è bene ricordarsi dei limiti che queste avventure avevano già durante i loro periodi di lancio. Ovviamente non parliamo di problemi così enormi da non poter essere messi da parte, anzi una volta fatta l’abitudine semplicemente impareremo a gestirli al meglio affinché essi non diventino un problema eccessivo, ma è comunque bene ricordarseli (specialmente se avete appena giocato a un Valhalla o anche solo a un Odyssey.

Anche a livello grafico ci troviamo di fronte ad alcuni limiti che già all’epoca sapevano di vetusto. Per esempio, la modellazione poligonale dei volti era terribile allora com’è terribile oggigiorno. Fortunatamente su Nintendo Switch sparisce quell’effetto sfocato che sulle vecchie console veniva utilizzato per ammorbidire e rendere più leggera la grafica, il tutto per una risoluzione oggigiorno ben più alta.

Ezio Auditore su Switch, si o no?

Ebbene, è arrivato il momento di tirare le somme su questa collection di giochi provenienti direttamente dal passato. Possiamo rivivere le avventure di Ezio Auditore su Nintendo Switch sapendo di potercele godere fino in fondo?

La risposta è indubbiamente: si. Ubisoft ha fatto un ottimo lavoro di ottimizzazione per il titolo e su Nintendo Switch risplende di luce propria malgrado alcuni limiti tecnici che provengono direttamente dal passato. Vestire i panni di Ezio Auditore in ogni modalità, e soprattutto in quella portatile, è ancora oggi un pregio da non poco.

Meglio non farsi riconoscere per le strade

Certo, l’azienda avrebbe potuto impegnarsi un pelo di più, quantomeno per inserire dei volti migliori ai personaggi se non addirittura per far stare tutti e tre i giochi su una singola cartuccia (in modo da non rendere vana l’esistenza di una versione fisica della collection stessa).

Però, malgrado tutto, giocare ad Assassin’s Creed 2 su Nintendo Switch, e così ai suoi due capitoli successivi, è un piacere che tutti dovrebbero comunque provare.

Terminate le tre avventure e completate diverse missioni secondarie grazie a un codice fornitoci direttamente dallo sviluppatore
Pro: Le avventure di Ezio sono sempre un piacere da rivivere, risoluzione migliorata, 30 fps stabili, esperienza portatile di qualità
Contro: Gameplay invecchiato, modellazione dei volti mediocre, su cartuccia c’è solo il primo episodio
7.8

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