Kirby e la terra perduta – Una recensione tridimensionale

Recensione di Kirby e la Terra Perduta

Condividi l'articolo

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su email
Genere: Platform, azione
Multiplayer: 1-2 giocatori
Lingua/e: Completamente in italiano

Un sogno che ha radici antiche

Che HAL Laboratory stesse cercando un modo per elevare la serie Kirby alle tre dimensioni è cosa ormai nota: gli esperimenti partono dal lontanissimo 1994 col bizzarro Kirby’s Dream Course per SNES ma non è mai stata trovata una quadra. Le avventure della pallina rosa, infatti, sono sempre state relegate ad avventure in 2D anche durante l’era dei 64 bit, quando Mario, Link e Donkey Kong muovevano i loro primi, tridimensionali passi. A questo va aggiunto che gli ultimi capitoli della serie principale, pur restando ottimi, hanno sofferto di un certo tradizionalismo che si è fatto parecchio sentire specialmente con Kirby Star Allies, l’ultimo capitolo uscito per Switch quattro anni fa.

L’annuncio di Kirby e la terra perduta ha rappresentato una grande occasione: si tratta del coronamento del sogno di HAL di introdurre l’agognata terza dimensione alle avventure della pallina rosa e, al contempo, di una possibile ventata d’aria fresca ad una serie che, dopo quattro giochi un po’ simili fra loro, ne aveva bisogno. Vediamo se Kirby esploratore ha centrato il bersaglio!

Kirby e Bandana Dee sono felicissimi di andare al luna park!

Un 3D che nuovo non è

Durante il Nintendo Direct dello scorso settembre, quando il gioco venne rivelato al pubblico, in molti iniziarono a pensare ad un’avventura sandbox in stile Super Mario Odyssey, forse tratti in inganno dalle ambientazioni ad ampio respiro che venivano mostrate. I trailer successivi e la demo ci hanno però confermato che Kirby e la terra perduta, nonostante le tre dimensioni, rimane un Kirby tradizionale a tutti gli effetti: volendo continuare le analogie con la serie Mario, è più simile ad un Super Mario 3D World piuttosto che ad Odyssey. Probabilmente lo sviluppatore temeva di fare il passo più lungo della gamba se avesse optato per un altro tipo di struttura, ma francamente va bene così: si tratta pur sempre del primo gioco costruito interamente in 3D e fin dalle prima battute dimostra di saper essere divertente, fluido e, soprattutto, generosissimo di contenuti.

Kirby e la terra perduta sul piano del gameplay riprende ciò che HAL aveva sperimentato nel titolo stand-alone Kirby’s Blowout Blast, rilasciato in formato esclusivamente digitale su 3DS e che nasce come modalità secondaria di Planet Robobot. Si trattava del primo, vero gioco di Kirby in 3D, con tutti i limiti del caso: l’obiettivo era semplicemente quello di eliminare ogni nemico su schermo per proseguire di stanza in stanza ed erano completamente assenti le abilità di copia. Il titolo però è di vitale importanza perché costituisce lo scheletro di Kirby e la terra perduta, il quale ne eredita il sistema di movimento e, in particolare, il limite all’abilità di volo del protagonista: ora la pallina rosa può volare solamente fino ad una certa altezza e per periodi di tempo limitati. Scelta decisamente comprensibile: la costruzione di un platform 3D con un personaggio giocabile in grado di volare all’infinito sarebbe risultato poco sensato – e già lo era nei capitoli 2D, a mio avviso.

Non è un vero Kirby senza un albero arrabbiato.

Ancorato alla tradizione ma freschissimo

Come da tradizione, la struttura di gioco è lineare e a livelli e ce n’è una gran varietà: i ragazzi di HAL Laboratory sono sempre stati bravissimi a rendere unico ogni stage di gioco e le lande post-apocalittiche della terra perduta non fanno eccezione. Soltanto nei primi due mondi mi sono ritrovato ad esplorare le rovine di una grande città, i negozi abbandonati di un centro commerciale, un grosso impianto di estrazione situato nel bel mezzo dell’oceano e abbiamo cavalcato le rapide di un fiume. Anche sul lato gameplay c’è un’ottima varietà di situazioni grazie all’alternarsi di fasi platform e di combattimento: gli immancabili boss di fine mondo sanno essere impegnativi e sono stati realizzati con grande cura. In particolare, è stata rivisitata la schivata del protagonista, la quale risulterà piuttosto utile durante questi scontri: se evitiamo un attacco al momento giusto l’azione di gioco subirà un rallentamento che ci consentirà di contrattaccare, causando molti danni.

Indubbiamente permane lo spirito tradizionalista della casa di sviluppo, che di fatto ha “semplicemente” aggiunto una dimensione alla classica formula di Kirby, ma è anche evidente come si sia cercato di elevare il titolo ad un qualcosa di più rispetto a ciò a cui siamo abituati da tempo e questo si nota specialmente sulla presentazione: l’esempio più banale è la bellissima sigla con la quale si apre il titolo subito dopo il tutorial, come a volerci dimostrare che questa volta Kirby fa sul serio. Il comparto audiovisivo del gioco è, infatti, eccellente: la colonna sonora è una delle più ispirate dell’intera serie, con motivetti orecchiabili e che vi rimarranno in testa sin da subito; graficamente parlando è piacevolissimo, con ambienti dettagliati e coloratissimi e inquadrature che esaltano i vari luoghi che andremo a visitare. Il gioco gira a 30, granitici fotogrammi al secondo; l’azione del titolo non è così frenetica da rendere necessario un framerate maggiore e l’aver optato per una maggiore definizione grafica non ci è sembrata una scelta sbagliata. Il limite tecnico di Switch, che viene spremuto come un’ananas per avere un’immagine così pulita, viene raggiunto quando ci sono molti elementi su schermo: può capitare infatti che alcuni nemici o effetti visivi si muovano ad un framerate ridotto, compromesso tuttavia accettabile dato che il gioco non ha mai subito fenomeni di stuttering o altri rallentamenti.

I Waddle Dee in città sono particolarmente affamati, non sarà facile placare il loro appetito!

Un cambiamento che, da fan della serie, ho particolarmente sentito è la completa mancanza di un menù principale: in Kirby e la terra perduta tutte le modalità di gioco sono accessibili da un hub, la città di Waddle Dee, che crescerà mano a mano che otterremo l’accesso ai vari minigiochi, agli extra e alle immancabili boss rush, ora perfettamente integrate nella campagna principale. Sbloccare nuovi contenuti non si traduce più nell’apparizione di una voce aggiuntiva in un menù principale bensì nella costruzione di nuovi edifici in città, che diventerà sempre più grande, allegra e popolata via via che salviamo i Waddle Dee durante la storia. A proposito di storia, HAL non si è trattenuta: nonostante l’incipit sia piuttosto semplice, con un pretesto narrativo che serve banalmente a giustificare l’inizio di una nuova avventura – riassumibile nell’improvvisa apparizione di un gigantesco portale che risucchia la pallina rosa e amici in un mondo sconosciuto – la battaglia tra Kirby, il nuovo amico Elfilin e l’esercito delle bestie culminerà in un finale più che degno delle avventure precedenti, come tradizione impone, riservando non poche sorprese.

Arsenale in continua crescita

Naturalmente non mancano le novità e cosa sarebbe un nuovo gioco di Kirby senza nuove abilità di copia? La terra perduta introduce due nuovi poteri per la pallina rosa: Kirby esploratore e Kirby scavatore. La prima ci consentirà di colpire i bersagli da distanza di sicurezza mentre la seconda ci permetterà di passare indisturbati sotto a nemici e ostacoli ed attaccarli dal sottosuolo. Nonostante possano somigliare ad abilità presenti in altri giochi della serie – mi hanno vagamente ricordato, rispettivamente, Kirby Arciere di Triple Deluxe e Kirby Animale di Topi all’attacco – queste nuove aggiunte all’arsenale del nostro eroe sono ben integrate e il contesto 3D del gioco le diversifica quel che basta a dare l’idea di novità, grazie anche a sezioni cucite su misura per loro.

Sulla carta le abilità di copia di Kirby e la terra perduta sono molte meno rispetto ai capitoli precedenti e mancano tanti poteri storici come Raggio ed Elettro, tuttavia esse vantano di un nuovo sistema di evoluzione: presso l’armeria di Waddle Dee, accessibile dalla città-hub, potremo modificare il comportamento delle abilità di copia rendendole più potenti. Ci sono abilità, come Fuoco, che diventeranno sempre più devastanti mano a mano che le evolviamo; altre abilità, come Spada, otterranno delle varianti che privilegiano certe caratteristiche piuttosto che altre – per esempio, Spada Mega rende l’abilità molto lenta ma aumenta sensibilmente la potenza d’attacco, mentre Spada Meta Knight ha un output di danni ridotto ma ci consente di sferrare veloci fendenti che rilasciano raggi dalla punta della nostra lama.

La mappa 3D del gioco è molto bella da vedere e piena di segreti!

La vera novità, però, è la boccomorfosi: questo misterioso potere ottenuto da Kirby durante il suo viaggio verso il nuovo, sconosciuto mondo, consente alla pallina rosa di inglobare ed utilizzare una grande varietà di oggetti. Si passa dall’ormai famosissima automobile, che ci consentirà di sfrecciare a tutta velocità sulle strade in disuso delle città abbandonate ad assurdità come coni stradali, distributori di bibite o addirittura giostre delle montagne russe dei luna park. Se paragonata ai super poteri che contraddistinguono le precedenti avventure di Kirby, come le Super Abilità di Adventure Wii o l’Ipernova di Triple Deluxe – le quali ci consentivano di ripulire interi livelli di gioco da nemici ed ostacoli con la sola pressione del tasto B – la boccomorfosi è meno potente e distruttiva ma proprio per questo decisamente più adatta ad essere utilizzata per la costruzione di soluzioni di gameplay molto più brillanti. Volendone citare un paio, il morfoanello ci permetterà di soffiare folate di vento in grado di muovere le barchette sui fiumi per consentirci di navigare, mentre la boccomorfosi lampadina ci renderà pressoché indifesi ma potremo usarla per illuminare gli angoli più bui dei livelli in cerca dei collezionabili. I ragazzi di HAL Laboratory non si sono dati limiti sulla creatività per quanto riguarda questo nuovo potere di Kirby, che ho trovato persino più riuscito dell’Armatura Robobot del capitolo per 3DS.

Una terra perduta di contenuti

Come detto in precedenza, il gioco straborda di contenuti. Se è vero che la serie è sempre stata caratterizzata da una buona dose di collezionabili e modalità secondarie sbloccabili con l’avanzamento o il completamento della campagna principale, Kirby e la terra perduta sa essere particolarmente generoso sia dal punto di vista quantitativo che da quello qualitativo dei suoi extra: in particolare, i livelli dell’avventura sono stracolmi di segreti da scovare e mini-sfide da completare per salvare tutti i Waddle Dee imprigionati al loro interno. Il titolo propone due livelli di difficoltà, quello standard, ovvero la “modalità tempesta”, e una modalità semplificata rivolta ai giocatori alle primissime armi. Il gioco rimane relativamente facile anche nella difficoltà standard e il superamento dei livelli rappresenta tutt’altro che una sfida, tuttavia completare uno stage per la prima volta trovando, al contempo, tutti i segreti e i collezionabili mi è capitato davvero raramente. Per scovarli potrebbero essere necessarie specifiche abilità di copia, l’uso della boccomorfosi negli angolini più disparati, compiere determinate azioni in alcune stanze – come evitare di subire danni o cadere in acqua, per citare alcuni esempi – o semplicemente aguzzare la vista al momento giusto. La stessa mappa dei mondi cela numerosi segreti che, se scovati, possono sbloccare l’accesso alle “vie del tesoro”, brevi livelli-sfida da completare entro un certo limite di tempo che ci premieranno con le pietre rare necessarie ad evolvere le abilità di copia di Kirby. È proprio con le sfide disseminate nei livelli e con queste prove a tempo che HAL Laboratory punta a soddisfare anche i giocatori più esperti: completare tutti gli obiettivi secondari non è immediato e può richiedere un buon livello di abilità.

La terra perduta sa offrire scorci e panorami piuttosto suggestivi.

I minigiochi, come quello della pesca, sono semplici nelle regole e nello svolgimento ma sanno essere particolarmente diabolici se volete provare a completarli in tutti i loro livelli di difficoltà (operazione necessaria per ottenere la percentuale di completamento al 100%) e sono un ottimo modo per fare una pausa dall’avventura principale. Le immancabili boss rush, precedentemente note come “Arene” e qui rinominate “Coppe”, si sbloccano col proseguire della storia e consentono di sfidare in successione tutti i boss e mini-boss del gioco con strumenti di cura limitati; come da tradizione non mancano i boss segreti esclusivi a questa modalità. La città di Waddle Dee presenta anche alcuni negozi che vendono a Kirby strumenti curativi o booster che aumentano l’energia massima, la potenza d’attacco o la velocità, particolarmente utili per superare le sfide più toste. Il gioco include anche una modalità cooperativa locale: un secondo giocatore può unirsi in ogni momento nei panni di Waddle Dee aiutante per affrontare insieme a Kirby la campagna principale o qualsiasi modalità secondaria, minigiochi inclusi. Il fedele amico di Kirby è dotato di un moveset esclusivo che si ispira all’abilità Lancia dei precedenti capitoli, ma ne rappresenta anche il limite: non ha la possibilità di usare altre abilità di copia – nonostante la sua lancia si evolva insieme alle abilità di Kirby – e non ci sono altri personaggi giocabili per il secondo giocatore, che diventa in un certo senso un mero assistente per la pallina rosa.


Tirando le somme, Kirby e la terra perduta è un primo passo verso un futuro decisamente… roseo: il titolo resta fortemente ancorato alla tradizione ma le novità introdotte sono parecchie, funzionano bene e il gioco è incredibilmente generoso di contenuti. Tutto ciò è la prova che HAL Laboratory è riuscita a trovare una quadra per far compiere alla serie un balzo in avanti e, al contempo, accontentare grandi e piccini.

Completato l’avventura principale e qualche extra in circa 15 ore alternando TV e modalità portatile grazie a una copia omaggio offerta da Nintendo.
Pro: Comparto audiovisivo eccellente, divertentissima la boccomorfosi e integrata alla grande nel gameplay, stracolmo di contenuti sbloccabili
Contro: Il solo Waddle Dee aiutante per il G2 e la difficoltà sempre piuttosto bassa possono scoraggiare i giocatori più esigenti
9

Potrebbero interessarti

Recensioni

Circle of Sumo – Recensione

Yonder porta lo sport del sumo su Nintendo Switch, ma in un modo totalmente diverso da come potevamo immaginarlo. Circle of Sumo è una festa multiplayer!

Speciali

Fantastico Studio – Milan Games Week 2018

È tutto Fantastico La Milan Gamesweek è stata come al solito un grande momento di incontro tra ogni tipo di giocatori. Le cose da vedere

Recensioni

All-Star Fruit Racing – Recensione

Fruttariani, fatevi avanti! Da qualche anno a questa parte l’Italia ha iniziato a compiere i suoi primi passi nel mondo dell’intrattenimento videoludico. Sembra che il

Speciali

La mie paure per Metroid Prime 4

Attendo il nuovo Metroid Prime 4 con tutto me stesso. Ma gli ultimi giochi Nintendo, stanno facendo vacillare il mio entusiasmo. Perché?

Recensioni

Hey! PIKMIN – Recensione

Hey tu! Sì, parlo a te col fiore in testa! Hey Joe è un pezzo della tradizione americana portato alla ribalta dalla celeberrima versione di

Recensioni

Kirby’s Blowout Blast – Recensione

Una palletta rosa tra le parole Nintendo e 3DS! Kirby si trova alla grande su Nintendo 3DS/2DS: quella che la sfera rosa di HAL Laboratory ha

Recensioni

I and Me – Recensione

Non un gatto, ma due. O è lo stesso? I and Me è un misto tra platform e puzzle game che più indie di così

Recensioni

Flip Wars – Recensione

Flippami e Switchami tutto! Nintendo Switch e multiplayer, un connubio perfetto fin dal primo video che ha presentato al mondo la console della casa giapponese

No more posts to show