NintendOn Indie Hit Parade #4

Indie Hit Parade-NintendOn
Dopo moltissimo tempo torna la nostra rassegna dei giochi indie capaci di lanciare il cuore oltre gli ostacoli di budget. Pronti a rimpolpare il vostro backlog?

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Long time no see, indie lovers!

Vi vedo, indie lovers. Vi vedo belli comodi per questo nuovo episodio. Vi vedo che state giocando a Leggende Pokémon: Arceus o che aspettate i nuovi tracciati di Mario Kart 8 Deluxe, perché effettivamente vi ho un po’ trascurato. Si, sicuramente è colpa mia, del Dr. Backlog.

Effettivamente me la sono presa comoda, e ci ho messo quasi un anno per scrivere una nuova puntata della nostra rubrica, ma adesso sono tornato per ricordarvi che quella che stringete tra le mani è una console piena di piccole gemme che spesso possono essere confuse con quei falsi amici che, al massimo, potreste relegare al vostro cellulare. Ho provato tantissimi giochi grazie agli sconti eShop e con qualche aiuto e sono finalmente pronto a parlarvi dei migliori, con uno sguardo anche ad alcuni titoli imprescindibili usciti qualche tempo fa, ma che ancora non abbiamo affrontato. Spero che questa hit parade, oltre che aprire un dibattito sulle produzioni indipendenti degne di attenzione, vi guidi nei prossimi acquisti.

Ci vediamo dall’altra parte…e ricordatevi di non sottovalutare mai il cuore di un gioco indie!


Kaze and The Wild Masks

Un giorno Sonic e Donkey Kong (o forse dovrei dire Dixie Kong) si sono incontrati ed hanno partorito un figlio…indipendente. Questo figlio si chiama Kaze ed è uno dei migliori platform puri su cui potete mettere le mani da un anno a questa parte. Coloratissimo, ha una progressione invidiabile e vi spingerà a ripercorrere più volte i livelli per completare ogni singola richiesta (compreso il formare il nome KAZE con le varie lettere da recuperare in zone di difficile accesso).

L’unico vero difetto è il fatto che in alcuni momenti questo atto d’amore rasenta il plagio, ancor più manifesto nell’unica meccanica che sembra un aggiunta, quella delle maschere (che donano vari poteri al protagonista) e recano invece un sentore di Crash Bandicoot 4: It’s About Time. Tuttavia chiuderemo un occhio, anzi due, con una maschera.

La maschera del perfetto tributo è cieca come l’amore.

Shovel Knight: Treasure Trove

Questo gioco dovrebbe avere una categoria a parte, perché stiamo parlando di uno dei capostipiti di questa generazione di indie. Prendete zio Paperone del caro vecchio Duck Tales, toglietegli il bastone e dategli una pala; contestualizzatelo nel platformer che avreste sempre sognato ai tempi del SNES e che solo adesso potete avere. Pensate al fatto che negli anni il gioco è quadruplicato in contenuti permettendovi di affrontarlo con quattro cavalieri (alcuni dei quali conoscerete come boss) tutti con moveset differenti.

Semplicemente uno dei migliori indie mai concepiti ha l’innegabile pregio di mostrare che questo genere può prendere ispirazioni da titoli di trent’anni fa, con risultati comunque innovativi rispetto a tutto ciò che c’è in circolazione adesso. Se voleste capire le vere potenzialità di un indie. Iniziate da qui.

La mia pala è un pogo-stick per tacer di Paperone. Sguainate la pala!

Jamestown+

Come ve la cavate con gli shoot’em up? Mettiamo caso che siate affascinati dal genere ma che non lo mastichiate tutti i giorni, e confessiamo che Ikaruga ed R-Type giocano in un’altra categoria…ecco questo Jamestown, allora è il gioco per voi. Semplice nelle meccaniche e quasi didattico nell’approccio, diventa estremamente profondo grazie al sistema di sblocco delle abilità al termine di ogni livello completato con successo. Meraviglioso da giocare in 2-4 giocatori cercando sinergie con i propri compagni di squadra… Una direzione artistica ed un’ambientazione insolita per il genere ed una pixel art di tutto rispetto coronano questo titolo che è lo sparatutto a scorrimento da avere, come alternativa o introduzione ai mostri sacri.

Anche se quanto detto sopra non vi avesse convinto, dovreste dargli una possibilità anche solo per il fatto che il plot che sorregge gli scontri aerei è ambientato in un universo alternativo in cui Marte è una colonia inglese, diventata teatro dello scontro con l’Impero Spagnolo (ispirato al periodo dell’Inquisizione) guidato da padroni alieni dietro le quinte.

Hold my steam punk beer! Devo sparare a quegli alieni in combutta con gli Spagnoli!

Loop Hero

Com’è possibile entrare nel loop di un gioco che non giochi? Perdonate l’inizio un po’ bait, ma Loop Hero è innanzitutto un “idle game”, un gioco in cui si gestiscono alcune impostazioni  e poi si sta a guardare. Loop Hero vi chiederà di costruire il mondo attorno al protagonista mentre lui si scontra contro mostri e nemici…perché voi possiate costruirgli il mondo attorno. Loop Hero è anche un gioco di carte, perché potrete influenzare le partite costruendo un mazzo che definirà le varie tipologie di edifici e ambientazioni che comporrete.

Come la miglior droga, la dopamina salirà alle stelle già dopo il primo loot droppato da quella melma acida verde; la progressione sarà rapida e non vedrete l’ora di lasciar combattere l’eroe per scrivere la sua storia con i prossimi nemici che gli metterete contro, in un gioco che in realtà è un Uroboro. Nuoce gravemente al vostro sonno…su Switch è portatile.

Giocare è sopravvalutato, con Loop Hero posso stare a guardare.

Guacamelee & Guacamelee 2

Diciamolo, l’ambientazione messicana non è inflazionatissima nei videogiochi. Drinkbox Studios ha però confezionato un coloratissimo action-platformer (ed il suo sequel) che avrà sui vostri occhi lo stesso effetto dell’esplosione di una pignatta. Niente cavalieri o eroine in tuta, questa volta impersonerete un luchador mascherato che guadagnerà abilità di movimento tipiche del genere e sbloccherà nuove e pittoresche location prese a pieno dal Mexiverso, anche se le citazioni e gli omaggi al mondo indie in generale non mancheranno.

Ogni mossa imparata sarà messa a frutto in sfide di platforming sempre più ardue e creative (nel Mexiverso ci sono vari piani di esistenza), nonché nei combattimenti (con un feeling sempre responsivo) mai banali…e poi si, potrete trasformarvi in pollo…e questo apre a tutta una nuova serie di originali possibilità di level design. Tutto questo per dirvi che se avete finito i vari Ori ed Hollow Knight, subito dopo dovete mettere in lista Guacamelee e Guacamelee 2. Nos vemos en Santa Luchita!

Los Pollos Luchadores!

Eastward

Non vi nascondo che per me Eastward è stato il miglior indie del 2021. Una pixel art estremamente dettagliata e caratterizzata che dipinge personaggi che sembrano uscire da un’avventura punta e clicca di Tim Schafer e dagli anni ’90, culla della mia infanzia. Una soundtrack che accompagna ogni situazione con temi indimenticabili. Personaggi vari ed estremamente ben caratterizzati anche quando non parlano (come uno dei due protagonisti).

Un action con velate note RPG che benché non abbia un combat system sopraffino, vi permette di colpire i nemici con una padella. Spezzate poi l’azione con enigmi ambientali e puzzle strutturati, ma comunque accessibili. Quando il pacing della campagna si prende i suoi tempi, comunque vi premierà con siparietti e scene veramente memorabili. Pensate ad esempio ai punti di salvataggio, dei frigoriferi che si offrono di salvare le vostre memorie, interrogandovi filosoficamente sul fatto che quando tornerete a giocare, il vostro “nuovo voi” potrebbe non essere “veramente voi”.

L’ho detto che c’è un gioco nel gioco a cui potete accedere dai cabinati sparsi nelle varie città, che ricalca i primissimi JRPG alla Dragon Quest? L’ho detto che si chiama Earthborn? Come dite? Assomiglia a Earthbound? Avete già capito qual è la principale ispirazione per i creatori di Eastward.

Il VHS che era in anticipo per gli anni ’90.

OlliOlli World

Può capitare di essere delusi da Tony Hawk’s Pro Skater o Skatebird, quando in giro ci sono giochi come OlliOlli World. Infatti, mi aspetto che se siete anche solo minimamente attratti dalla tavola con le rotelle avrete già giocato OlliOlli 1 & 2. Capireste allora che OlliOlli World è uno dei giochi (non solo indie) migliori di inizio 2022. Questo nuovo look 2.5D in stile Adventure Time aggiunge stile a meccaniche di skate divertenti, accessibili e fortemente consolidate nei primi due capitoli. Il gioco vi prenderà la mano e vi insegnerà tutto ciò che c’è da padroneggiare e, come solo i migliori insegnanti sanno fare, vi fornirà solo gli strumenti base, i trick, ma lascerà che siate voi ad improvvisare ed interpretare ogni tracciato ed incrementare la cifra che sta davanti al “X” della combo attiva.

In quest’edizione troviamo anche una storyline divertente e quantomeno coinvolgente e la possibilità di sbloccare oggetti estetici (SENZA ALCUNA MICROTRANSAZIONE) che vi permetteranno di interpretare a vostro modo la skate culture. Inoltre, c’è anche il multiplayer asincrono che vi darà un motivo in più per continuare a giocare. Volete sfidare i vostri amici? Basta condividere il codice del livello randomico che avete appena  affrontato. Ah si, è pieno di missioni secondarie e in una di queste c’è Danny Trejo. Chi? Machete…Danny Trejo…se non lo conoscete correte su Google.

L’unico gioco che vi farà dubitare dei Tony Hawk…con Danny Trejo.

Unsighted

Non è facile ri-catturare il pubblico di Nintendo con la meccanica principale di Majora’s Mask. In Unsighted ogni personaggio che incontrate ha una data di scadenza, che potete solo cercare di rallentare. Sarà quasi impossibile salvare tutti, almeno alla prima run, ma se accetterete la complessità di queste scelte vi godrete un fantastico metroidvania isometrico che scoprirete proprio a seconda di chi sceglierete di lasciare in vita. Il combattimento è fluidissimo tra i suoi parry e counter e potrete evolvere Alma in molti modi diversi grazie alla personalizzazione tramite chip (per gentile concessione di Nier: Automata).

Siete ancora ansiosi per la questione dello scadere del tempo? Il gioco è così “gentile” e pieno di contenuti, che vi incoraggerà ad esplorare e a trovare tantissima “meteor dust” per mantenere in vita voi stessi ed i vostri cari. Potreste attivare la modalità esplorazione o una delle altre opzioni di accessibilità, ma perdereste il gusto di compiere delle scelte e subire delle perdite calibrate dai programmatori di gioco, che non vogliono punirvi (il gioco si porta a termine comunque).

Mi auguro che abbiate già messo un timer, scaduto il quale comprerete Unsighted…altrimenti rimarrete orfani di tante emozioni, proprio come questo titolo è rimasto orfano di tante nomination che avrebbe meritato.

C’è in gioco la vostra vita e sta finendo un secondo alla volta.

Gorogoa

Annapurna Interactive ha portato su Nintendo Switch un puzzle game veramente unico. Gorogoa vi metterà di fronte a quattro pannelli le cui immagini dovranno essere via via sovrapposte o attentamente esaminate ed esplorate per passare all’immagine successiva. La storia prenderà vita da queste stesse immagini, lasciando che il game design vi porti alla soluzione senza dialoghi o indizi visivi marcati.

Il gioco si basa su prospettive escheriane e combinazioni e non saprete se un ornamento o piccolo particolare può racchiudere al suo interno un nuovo microcosmo che deve essere risolto, per fornire un nuovo elemento del disegno principale. Un incredibile matrioska di idee e di interazioni visive, la cui creazione ha richiesto sei anni e che per l’ennesima volta rompe le barriere (se mai ce ne sono state) tra gioco e arte.

Un’opera d’arte che vi aiuterà a mette ogni cosa nella giusta prospettiva.

Return of the Obra Dinn

Mettiamo che vi piacciono le escape room, e le visual-novel. Mettiamo che la nave Obra Dinn ritorna in porto e voi ci salite in soggettiva, come fosse Doom, ma invece di sparare dovrete utilizzare l’orologio da taschino per riavvolgere il tempo e ricostruire il destino di ognuno dei 60 membri dell’equipaggio e dare a ciascun malcapitato un nome e una collocazione, ricostruendo l’intera vicenda dai singoli episodi.

Lucas Pope (che forse conoscerete per “Papers, Please”), ha realizzato tutto questo in 3D, ma con uno stile grafico ispirato ai giochi a 1-bit del vecchio Macintosh Plus. La narrazione emergente da ogni singolo indizio è concatenata alla perfezione con tutti gli altri, con il gioco che vi aiuterà annotando via via gli alterchi tra i membri dell’equipaggio, mentre, ad esempio, seguirete la direzione di alcune pallottole o il rumore provocato sul ponte da una mostruosità che non vogliamo spoilerare.

Quando un gioco sfrutta strutture tipiche di un altro genere per regalarvi uno dei migliori puzzle investigativi mai visti, non è possibile far altro che lasciarsi trascinare negli abissi. Se vi piace investigare, questo non è un semplice videogame, ma un’esperienza che eleva il medium al di sopra delle sue possibilità.

Che bei gadget che avevano gli assicuratori del 1807.


Beh, spero vivamente di avervi fatto recuperare un po’ del tempo perso. Nel frattempo c’è da dire che Omori sta per arrivare e mi auguro che sulla nostra ibrida di fiducia si affacci prima o poi anche Inscryption, un geniale card-game ibridato con una escape-room, a cui mi sono approcciato su Steam per una rapida prova.

Tuttavia sono sicuro che c’è quel titolo che conoscete e di cui non ho parlato…e che dovrei assolutamente provare, quello che dovremmo assolutamente approfondire con uno speciale o una retrospettiva, o forse vi era piaciuta la mia anticipazione su Omori e volete più sguardi ai futuri indie. Come al solito, fatemelo sapere nei commenti qui sotto o sui social di NintendOn.

Un saluto dal Dr. Backlog e…

Stay classy, stay indie.

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