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Sky: Figli della Luce – Recensione F2P

Game

Un gioco dal tono leggero e carico di significato. Immergetevi insieme a noi nella nuova avventura di thatgamecompany.

Un gioco dal tono leggero e carico di significato. Immergetevi insieme a noi nella nuova avventura di thatgamecompany.

Dicembre 27, 2021
Genere
Adventure
Lingua
Italiano (testi a schermo)
Multiplayer
Si (indiretto)

Sky – Figli della Luce è un videogioco. Tenetelo a mente nel corso dell’intera recensione. Non “esperienza”, non “esperimento” o altri tentativi di relegarlo ingiustamente a un circuito “off” per eletti. Abbandonate il “non siete pronti” e, anzi, ci sentiamo di dire: consigliatelo. A chiunque. Non potrete davvero sapere se volare per i cieli di SkyFigli della Luce toccherà l’animo di un amante di The Binding of Isaac. E proprio questo fa parte del suo mistero, è un cammino che può toccare più corde o lasciare completamente indifferenti, perché è un’opera d’arte.

Anime creatrici

Farsi giudici di Sky – Figli della Luce non è semplice. È un titolo gratuito scaricabile dal Nintendo eShop, proposto sul mercato dal 2019, prima su iOS e poi anche su Android. È l’ultimo gioco di thatgamecompany, capitolo finale di una ricerca inaugurata con Flow, Flower e dal premiatissimo Journey dal suo fondatore Jenova Chen. Non possiamo valutarlo in base alle ore che ci spenderete (e quale gioco lo merita?), né al prezzo, perché potrete completare la breve avventura principale senza sborsare un soldo.

Superata l’introduzione vi troverete subito a comprenderne le basi narrative, il gameplay e la meta finale, una montagna che attende di essere scalata. O per meglio dire sorvolata, in quanto Sky – Figli della Luce ci fa anime volanti, alternando fasi platform e in volo tra una macro-area e l’altra, mentre la montagna all’orizzonte si avvicina. Ma mentre in Journey il nostro cammino era più solitario e introspettivo, costellato da pochi incontri con giocatori reali, in Sky – Figli della Luce l’esperienza “social” è uno dei fulcri del gameplay.

Anime vicine

Quello di Sky – Figli della Luce è un mondo popolato. Attraversando le aree che hanno perso la Luce saremo chiamati a cercare numerosi personaggi congelati nel tempo, liberandone gli spiriti dormienti che ci apriranno il passaggio dopo averci dato la possibilità di rivivere i loro ricordi. Allo stesso modo potremo trovare altre anime risvegliate come la nostra, giocatori online come noi impegnati nello stesso percorso: potremo donare loro un poco della nostra fiamma, spendendo il fuoco delle nostre candele (la valuta che guadagneremo strada facendo o che potremo acquistare con soldi reali), creando così un legame potenzialmente indissolubile. Potremo sbloccare un intero albero di gesti da utilizzare per la comunicazione non verbale, trovare un soprannome per il nostro compagno di avventure e persino tenerci per mano, mentre uno dei due gioca e l’altro si lascia trascinare.

Nelle primissime battute del gioco abbiamo trovato un giocatore che non ci ha lasciato la mano per una buona mezz’ora. Dal punto di vista videoludico era come inserire l’autopilota, ma sapere che chi ci guidava era un altro essere umano è stato prezioso e, a tratti, persino dolce. Vederlo svanire, vuoi perché ha interrotto la propria sessione, vuoi per una mancata sintonizzazione nei server, è stato straniante. Certe sensazioni che proverete in Sky – Figli della Luce sono rarissime nel gioco online e ciò ne è stato un chiaro esempio. In determinate aree troverete anche delle panchine: sedendovici con un altro giocatore avrete accesso alla chat testuale per poter comunicare verbalmente… ma siete certi di voler rompere la magia del silenzio?

Anime in cielo

Collezionando anime e luce lungo il cammino, la progressione del nostro alter-ego è rapida, come la crescita dell’indicatore più importante, la barra del volo — potenziabile salendo di livello — che vi permetterà di aggiungere secondi di volo preziosi nelle fasi di esplorazione a terra. Potrete anche sbloccare nuovi accessori estetici o acquistarli con la valuta in-game nei vari hub che ospitano i negozi, dove non mancheranno bonus temporanei che vi aiuteranno nel corso dell’avventura e upgrade per aiutarvi in volo.

Queste ultime, le fasi in volo, hanno il potere di essere le più liberatorie ed evocative di tutto il gioco, se non fosse per una gestione un po’ confusionaria della telecamera e di certe “forze nascoste” che ci spingono in una direzione precisa. Non ci siamo mai sentiti davvero liberi in cielo, ma di percorrere dei corridoi con una regia ben precisa: trattateli quindi come poco più che transizioni. D’altro canto, esplorando i vasti livelli visitabili a terra, pieni di segreti accessibili col numero di anime giusto e biforcazioni varie, sarete più liberi che mai, esplorando secondo i vostri desideri.

Anime gemelle

Per la narrazione o per lo stile grafico, se avrete la sensazione di stare giocando al sequel diretto di Journey, non sentitevi in colpa: l’abbiamo percepita anche noi. La montagna all’orizzonte, alcuni enigmi ambientali, persino la stessa tipologia di nemici — grossi esseri volanti da cui dovremo tenerci alla larga se non vorremo perdere l’energia necessaria per volare, esattamente come la nostra sciarpa in Journey — fanno rievocare dettagli già visti… Non c’è niente che renda Sky – Figli della Luce uguale a Journey, eppure tutto o quasi può ricordarlo in potenza. Poco male se non avete giocato il precedente capitolo di thathgamecompany, ma per chi nel 2012 si sorprese alla lettura di un graffito luminoso che illustrava la caduta di una misteriosa civiltà, o che si emozionò al risveglio di un’anima antica, è un mezzo peccato: il déjà-vu esiste, anche se non preoccupante. Vogliamo precisarlo, se avete amato Journey, potrete amare senza troppo sforzo anche Sky – Figli della Luce.

Anime belle

In Sky – Figli della Luce non avrete mai la percezione di giocare a qualcosa di vano. Non avrà lo stesso impatto del suo predecessore (che fu una vera pietra miliare, il primo della sua specie), ma la direzione artistica, la sua maestosa colonna sonora e gli stessi altri giocatori vi immergeranno in una storia che chiede a gran voce di essere vissuta. Una chiamata all’avventura pronta a essere colta da chi vuole perdersi e giocare ad avere le ali. C’è tanto da vedere, tanto da ascoltare, tanto da rigiocare dopo la fine dell’avventura principale. Non vi diciamo niente di più, ma sappiate che il sostegno di thatgamecompany è tangibile, con tanto di eventi dedicati e aree visitabili nelle varie stagioni pensate dagli sviluppatori.

Quasi privo di rallentamenti (ma dovrete scegliere la modalità performance a 60 fps), il gioco è un quadro animato e ipnotico, tanto in una prateria dai colori pastello quanto in un lugubre pantano, ed è splendidamente democratico anche grazie alla sua accessibilità. La sensazione è che il team di Jenova Chen abbia curato la regia di un’esperienza astrale in piena regola, in cui noi e altre migliaia di anime condividiamo la stessa inesprimibile ricerca. Si vola, ci si tiene per mano, in silenzio, mentre sappiamo solo che dobbiamo puntare sempre più in alto, in una specie di “brioso MMO onirico“. E lo ripetiamo, è un gioco per cui tutti sono pronti. Rendetegli giustizia.

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Un'eccellente direzione artistica muove ogni aspetto dell'erede spirituale di Journey, tanto nella condivisione con gli altri giocatori quanto nella sua narrazione delicata ed evocativa...
... ma che rischia meno del predecessore, mantenendo più di qualche caratteristica che i fan di thatgamecompany hanno già avuto modo di conoscere.

MODUS OPERANDI

Ho giocato una ventina di ore su Nintendo Switch avvalendomi anche di codici gentilmente offerti dal distributore, alternando Modalità Portatile e Modalità TV.

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