Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente – Recensione dopo il ritorno a Sinnoh

Recensione di Pokémon Diamante Lucente & Perla Splendente, remake dei titoli di quarta generazione per Nintendo Switch

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Genere: Gioco di ruolo giapponese
Multiplayer: Si
Lingua/e: Testi in italiano

Ricominciamo da Sinnoh

Nel mondo videoludico, rivalutare un titolo a distanza di anni è una prassi ormai comune. Grazie ai numerosi remake e alle rimasterizzazioni uscite nelle ultime generazioni, è diventato inevitabile paragonare all’interno di una saga titoli moderni e del passato, soprattutto quando il titolo del passato viene aggiornato agli standard odierni del genere di appartenenza. E quale saga migliore di Pokémon è stata capace di offrire dei remake di alta qualità ricostruendo Johto, Kanto, Hoenn e di nuovo Kanto con risultati variabili dall’ottimo all’eccellente?

E anche quando il pubblico si è trovato diviso, era innegabile che con i remake Game Freak spingesse la saga in avanti partendo da una base solida, tirandola a lucido, sperimentando e anche stravolgendo il gameplay, nel caso dei Let’s Go. Laddove del futuro non v’era certezza, con una discesa qualitativa verticale generazione dopo generazione, i fan si sentivano in una botte di ferro per quel che riguardava i remake di Sinnoh, consapevoli del fatto che finora TPC a riguardo non aveva mai sbagliato.

Tuttavia, è cosa nota che negli ultimi anni Pokémon è diventato il brand più redditizio e di maggior valore al mondo e la saga videoludica è ormai il motore da cui parte un’immensa macchina annuale di merchandising, a partire dal Gioco di Carte (non più) Collezionabili. Poco tempo per lo sviluppo significa necessariamente poca qualità? La domanda sorge lecita ma in fondo, dopo Pokémon Spada & Scudo, le cose possono ancora peggiorare?

La quarta generazione di Pokémon fece il suo esordio su Nintendo DS il 28 settembre del 2006, in occasione del decimo anniversario della serie macinando record e registrando in totale la bellezza di 15 milioni di copie vendute.
Con Diamante e Perla, la saga fece un balzo in avanti dal punto di vista tecnico e connettendo realmente il mondo intero grazie alla Nintendo Wi-Fi Connection, rendendo possibile lo scambio e le lotte con giocatori da tutto il mondo via Internet. Non mancarono importanti innovazioni nel gameplay, sfruttando il touch screen della piccola portatile Nintendo per trasferire sullo schermo inferiore i comandi, rendendo più agevole la selezione delle mosse e degli strumenti.

Titoli tutt’altro che perfetti, con numerose critiche rivolte soprattutto a una giocabilità e una progressione troppo lente e frammentate rispetto al predecessore, il meraviglioso Pokémon Smeraldo, ultimo capitolo ad uscire per Game Boy Advance, ma nel complesso, grazie anche a una generazione che vedeva l’esordio di numerose nuove evoluzioni per Pokémon molto amati dai fan, Diamante e Perla furono un enorme successo.
Il compito di limare i difetti dei due titoli venne affidato a Pokémon Platino due anni dopo, terza versione che finalmente presentava una storia che includeva sia Dialga che Palkia e dava il giusto spazio a Giratina, sfortunato componente del trio come sempre inizialmente bistrattato e ridotto a niente più che una creatura a caso situata in una grotta.

Per festeggiare il venticinquesimo anniversario del brand, The Pokémon Company ha fatto le cose in grande, presentando contemporaneamente i remake della quarta generazione, chiamati Diamante Lucente e Perla Splendente e Pokémon Leggende: Arceus, una nuova visione della saga ambientata nella Sinnoh del passato, di prossima uscita.
La prima grande novità è che i due remake non sono sviluppati da Game Freak, impegnata nello sviluppo di Leggende: Arceus, bensì da ILCA, piccolo studio giapponese con sede a Tokyo che in passato si è occupato dello sviluppo di Pokémon HOME, oltre ad aver fornito supporto durante lo sviluppo di titoli come Yakuza 0 e Dragon Quest XI.
La seconda, piuttosto evidente sin dal primo trailer, è che la direzione intrapresa dai due titoli è profondamente diversa rispetto al passato, virando verso un remake fedele all’originale, con un mix grafico tra moderno e retrò e senza particolari aggiornamenti agli standard moderni della serie dal lato gameplay.

La resa visiva dell’acqua è eccellente, e rende ancora di più a cavallo di un intrepido Bibarel

Due versioni come da tradizione, due anime, due stili visivi profondamente differenti. Il mondo di Diamante Lucente e Perla Splendente torna alle origini della serie, proponendo una visuale isometrica e protagonisti dallo stile super-deformed, un sostanziale upgrade dal punto di vista tecnico dei giochi originali per Nintendo DS.
Sinnoh non è stata ricostruita come Hoenn e Kanto, tutta la regione protetta da Dialga e Palkia è rimasto in due dimensioni, con variazioni minime agli edifici e agli ambienti originali. La doppia anima visiva emerge in battaglia, dove lo stile “chibi” lascia spazio a una grafica in cel shading in linea con Pokémon Spada & Scudo, ma dai colori più attenuati e dai lineamenti più morbidi.
L’intero motore grafico è stato sviluppato con Unity e i risultati sono pregevoli nella costruzione dei modelli poligonali nelle lotte, negli effetti metereologici o nella notevole resa dell’acqua, altalenanti nei modelli poligonali dei mostri, con una resa scadente di alcuni come Ponyta, che nella sua semplicità appare praticamente di plastilina.

Complessivamente la resa visiva è gradevole, i due stili possono essere visti come un richiamo alla storia del genere di appartenenza (Final Fantasy ad esempio), ma allo stesso tempo come la soluzione più semplice e veloce per sviluppare il titolo nel tempo a disposizione. La mancanza di coesione tra i tre titoli della saga principale su Nintendo Switch, ognuno con un suo stile grafico, può significare sperimentazione ma anche, purtroppo, come da tradizione della serie, buttare via i buoni risultati conseguiti per ricominciare ogni volta.


La Kanto dei due Pokémon Let’s Go era splendida, tirata a lucido e piena di dettagli da ammirare, la Sinnoh di Diamante Lucente & Perla Splendente alterna aree ben costruite a distese di alberi senza alcun dettaglio, un copia e incolla di verde che si limita a dondolare.
Tutto, in Diamante Lucente e Perla Splendente dondola, senza alcun apparente motivo, sempre. Un dettaglio che, una volta notato, diventa impossibile da dimenticare e a cui non prestare attenzione. L’intenzione di ILCA, probabilmente era quella di creare un mondo con dei protagonisti non statici ma l’effetto finale è solamente buffo.

Un’altra caratteristica bizzarra dei due remake è la possibilità di muovere il personaggio principale liberamente con lo stick analogico in qualsiasi direzione vogliamo. Bizzarra, poiché nessun altro abitante di Sinnoh è in grado di farlo, tutti quanti si muovono solamente sfruttando l’asse orizzontale e verticale e durante i filmati di gioco, anche i nostri movimenti diventano legnosi e innaturali. Una piacevole aggiunta è invece la possibilità di personalizzare i vestiti e il completo del personaggio principale, per quanto sia un extra fine a se stesso, limitato a una dozzina di completi acquistabili solamente in una boutique in tutta la regione.
A distanza di anni, i due remake sperimentali di Kanto con protagonisti Pikachu e Eevee, rimangono ancora i titoli più solidi e convincenti dal punto di vista tecnico, ed è francamente un peccato che The Pokémon Company non riesca (o non voglia) sfruttare per bene l’hardware di Nintendo Switch.

La Zona Safari fa il suo ritorno, purtroppo non è dedicata solo a Bidoof e Bibarel

Più opaco che Lucente, occasionalmente Brillante

Una delle caratteristiche uniche della regione di Sinnoh è la presenza di enormi labirinti sotterranei da esplorare in solitaria o con amici via internet o in locale, alla ricerca di preziosi tesori picconando le pareti dei corridoi. In Diamante Splendente e Perla Lucente i percorsi sono stati enormemente espansi e presentano alcune aree in cui i Pokémon sono visibili sulla mappa, meccanica che dovrebbe rappresentare lo standard moderno e non essere, ancora dopo 25 anni e dopo i due Let’s Go, un’opzione. Le nuove zone sono interessanti a livello visivo e, pur risultando poco naturali, presentano variazioni ambientali piacevoli e dettagliate e viene davvero spontaneo chiedersi cosa avrebbe potuto realizzare ILCA con la possibilità di ricostruire la regione di Sinnoh ed ampliarla.
Tra i tesori che è possibile trovare vi sono preziosi scrigni contenenti statue di Pokémon da utilizzare per decorare la propria Base Segreta e aumentare le possibilità di trovare mostri rari dello stesso tipo della statua utilizzata.
Le statue da collezionare sono centinaia e disponibili in diverse rarità, trovarle tutte potrebbe tenere gli allenatori impegnati per decine e decine di ore.

Un’altra novità è rappresentata dal Parco Rosa Rugosa, una nuova area che sostituisce il Parco Amici e in cui è possibile catturare i Pokémon leggendari delle prime tre generazioni, sbloccandoli uno dopo l’altro.
Per accedere al Parco è necessario aver visto i 150 mostri del Pokédex regionale di Sinnoh, completandolo.
L’obiettivo, come da tradizione, si raggiunge facilmente con la naturale progressione lungo la trama principale. senza saltare le sfide contro gli allenatori lungo il cammino.
Si tratta comunque di aggiunte gradite ma limitate a un’esperienza di gioco che è praticamente identica a quella di quindici anni fa.
Un’altra novità è data dalla possibilità di fare uscire uno dei Pokémon dalla sua sfera e lasciare che ci segua durante l’avventura. Purtroppo, le proporzioni dei Pokémon sulla mappa sono standard per tutti, probabilmente non era possibile fare diversamente viste le dimensioni delle mappe e dei percorsi e il risultato finale non convince affatto.

La progressione generale del protagonista, di una lentezza eccessiva in Diamante e Perla, era stata corretta e resa più rapida nei movimenti in Pokémon Platino e un’ulteriore correzione è stata apportata nei due remake.
Assenti modifiche alla cadenza narrativa, caratterizzata nuovamente da un inizio lento e macchinoso e da una prima mezz’ora di gioco che avrebbe potuto essere decisamente resa più snella.
La storia di Diamante Splendente e Perla Brillante è senza infamia ne lode, la minaccia che pende sulla regione di Sinnoh è rappresentata dal Team Galassia, disposti a tutto pur di catturare i leggendari Dialga e Palkia, a seconda della versione. E il nostro rivale, all’inseguimento del sogno di diventare Campione della regione di Sinnoh, rappresenta il perfetto stereotipo della saga, senza che ci sia un vero e proprio sviluppo del personaggio ne una crescita.
Una trama leggera, senza particolari colpi di scena ne ricordi memorabili da lasciare ma spensierata da giocare.

La presenza di verticalità rende il titolo meno lineare e restituisce il piacere di esplorare

Come da tradizione, oltre al normale apprendimento di nuove mosse e tecniche salendo di livello, i Pokémon possono sfruttare le MT (Macchine Tecniche) per impararne di nuove e rare. Gli elusivi strumenti possono essere acquistati o trovati esplorando e il loro funzionamento è differente rispetto al passato. Le MT comprendono anche le tecniche necessarie per proseguire lungo l’avventura come Taglio, Surf e Volo (dette anche MN, Macchine Nascoste), ma non è necessario che vengano apprese da nessuno dei nostri Pokémon.
Tramite l’utilizzo del PokéKron, accessorio indispensabile multifunzione sviluppato dalla PokéKron SpA per aiutare gli allenatori alle prime armi, in qualsiasi momento e luogo verranno in nostro soccorso un Bidoof, un Bibarel o uno Staraptor. Una soluzione interessante, anche perché sfrutta le capacità mai troppo celebrate del Pokémon più amato e utile di tutti i tempi: Bidoof.
Il design conservativo dei menù può tuttavia generare confusione, non è chiaro sin da subito il funzionamento delle MN e come nei giochi originali, si rompono dopo l’uso, richiedendo parsimonia nell’uso.

Il Condividi Esperienza non disattivabile rappresenta un’altra criticità: al termine di ogni battaglia o cattura tutti i Pokémon nel party guadagnano una quantità proporzionata di esperienza, salendo in maniera uniforme di livello.
La scelta di non poter allenare il party liberamente purtroppo abbassa il livello di sfida dei due titoli considerati da gran parte dei giocatori, assieme a Pokémon Platino, come i più difficili della serie. La difficoltà generale dell’avventura ne risente pesantemente, con un incremento notevole solamente nell’ultima parte, durante le sfide contro i Superquattro.
Le recenti dichiarazioni di The Pokémon Company riguardo alla ricerca di un equilibrio tra le richieste dei fan e gli sviluppatori, alla prova dei fatti sembrano ironiche.
Da anni ormai, l’enorme quantità di utenti di vecchia data, ormai adulti e ancora affezionati al brand, chiedono a gran voce la presenza di un selettore di difficoltà opzionale, poiché definire “accessibili” gli ultimi titoli è quasi un eufemismo. Ma la richiesta, ancora una volta è rimasta inascoltata.

Durante la battaglia vedremo sullo sfondo il luogo della battaglia ma in particolari circostanze ci ritroveremo nelle dimensioni eteree già viste in Pokémon Spada & Scudo

Ad ogni nuovo capitolo di Pokémon, un esercito di data miners si prodiga per scoprire le novità introdotte e i nuovi mostri, e ogni volta, le misure di protezione di Nintendo si attivano, arrivando in alcuni casi a mostrare praticamente tutte le feature dei titoli nei trailer precedenti al lancio. Nel caso di Diamante Lucente & Perla Splendente, c’è onestamente poco di nuovo da mostrare. Il budget a disposizione di ILCA è stato senza dubbio minore rispetto al solito e appare chiaro giocando che gli sviluppatori avevano ben poco margine di modifica o espansione del mondo. Nessun nuovo Pokémon ne forma sono state introdotte, non vi è la minima variazione nella storia, in sintesi, i due titoli sono per la maggior parte porting precisi e aggiornati di Diamante e Perla per Nintendo DS.
Pur non essendo stata in alcun modo presa in considerazione la storia di Pokémon Platino, alcuni elementi chiave sono presenti, come personaggi esclusivi e piccoli dettagli nelle città e anche per quanto riguarda l’incontro Giratina vi è un simpatico easter-egg.

Escluse le esplorazioni nei sotterranei e il collezionismo, tutto il resto dell’avventura ripropone l’identica esperienza di Diamante e Perla per Nintendo DS. Un giocatore che ha avuto modo di giocare i titoli originali non ha motivo reale di acquistare i remake e soprattutto, e questo rappresenta probabilmente il vero problema, non ne ha di acquistarli a prezzo pieno.
La formula doppia versione, per quanto concettualmente anacronistica, è inattaccabile dal punto di vista delle vendite, visti i risultati di Pokémon Spada & Scudo e Let’s Go Pikachu & Let’s Go Eevee, ma in questi due casi parliamo di una generazione nuova e di un remake sperimentale di prima generazione ricostruito interamente.
Se il prezzo di lancio fosse stato inferiore, la percezione riguardo ai due titoli probabilmente sarebbe stata sensibilmente differente e ci sarebbe stata maggiore comprensione riguardo alla volontà di Game Freak di affidare i due capitoli a una software house esterna, non avendo tempo e risorse per lavorare su entrambi i progetti.
A prezzo pieno, probabilmente avrebbe avuto più senso una versione completa ed espansa di Pokémon Platino, così da fornire sin dall’inizio un titolo “completo”.

I nuovi scenari dei sotterranei, pur se poco naturali, appaiono ispirati

Paradossalmente, Pokémon Diamante Lucente & Perla Splendente risultano nel complesso titoli decisamente migliori e più solidi di Spada & Scudo. Game Freak ha cominciato a smarrire la strada durante il passaggio dalla seconda alla terza dimensione, con la sesta generazione e con l’assenza materiale di tempo per ricostruire da zero una saga in 3D per rispettare le scadenze quasi sempre annuali. Mancava il tempo e probabilmente le conoscenze per riscrivere concettualmente il gameplay (come spiegato in maniera approfondita in un video di Distant Kingdom), di creare mondi e percorsi che avessero la stessa complessità delle prime cinque generazioni. Il risultato fu un graduale appiattimento e una linearità che ha il suo culmine proprio in Spada & Scudo, con città di cartone non esplorabili, un numero maggiore di elementi sullo sfondo e all’orizzonte di quelli con cui è possibile realmente interagire e la totale assenza di verticalità e di qualsiasi labirinto o percorso alternativo.

Tornare a Sinnoh vuol dire tornare prima di tutto in una regione solida, in cui è possibile alternare l’avventura di una vita ad attività collaterali come gare di bellezza o cucina. Ritrovare le intricate strade e i percorsi alternativi, le montagne da scalare e i labirinti, la sensazione che oltre a quello che possiamo realmente esplorare ci siano pochi elementi sullo sfondo rilevanti che non possiamo raggiungere è estremamente piacevole.
Non è la Sinnoh che avremmo voluto o ci saremmo aspettati, ma in fondo è meglio averla così che vederla trasformata in un corridoio dall’inizio alla fine senza verticalità. Una considerazione senza ombra di dubbio pessimistica ma che nasce dall’approccio moderno alla saga da parte di Game Freak e dalle esigenze di The Pokémon Company sopra citate, ovvero avere un titolo all’anno da cui far partire il merchandising.

Per tutti i giocatori che non hanno potuto giocare la quarta generazione su Nintendo DS, Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente rappresentano un must. Un’esperienza nostalgica e in parte moderna, a patto di accettare i compromessi del titolo, a cominciare dal lato tecnico. Per tutti gli altri, potrebbero rappresentare un modo per rivalutare i titoli odierni, a cominciare dai troppo e ingiustamente bistrattati Let’s Go Pikachu e Let’s Go Eevee.

Ho terminato l’avventura in diciotto ore circa ed esplorato Sinnoh grazie a una copia gentilmente fornita da Nintendo
Pro: Un’avventura meno lineare della precedente, con una regione da esplorare sul serio, ricca di segreti da scoprire. Piccoli aggiornamenti nel gameplay, comparto sonoro di alto livello e buon restyling da parte di ILCA, nei limiti delle possibilità
Contro: Non vi sono reali motivi per acquistarli per chi ha già fruito dell’esperienza originale, purtroppo eredita pregi e difetti dei titoli per Nintendo DS, aggiungendo scelte di design poco convincenti
7

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