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R-type Final 2 – Recensione spazio-temporale

Game

R-Type, nome noto a chi ha un discreto numero di titoli sul groppone (sigh…), è per molto tempo stato sinonimo di sparatutto, in un periodo storico in cui con questo termine si identificavano i “giochi […]

R-Type, nome noto a chi ha un discreto numero di titoli sul groppone (sigh…), è per molto tempo stato sinonimo di sparatutto, in un periodo storico in cui con questo termine si identificavano i “giochi […]

Settembre 24, 2021
Genere
Sparatutto
Lingua
Tedesco, Inglese, Spagnolo, Francese, Italiano, Giapponese, Coreano, Cinese
Multiplayer
-

R-Type, nome noto a chi ha un discreto numero di titoli sul groppone (sigh…), è per molto tempo stato sinonimo di sparatutto, in un periodo storico in cui con questo termine si identificavano i “giochi con le astronavi spaziali”, almeno finché non arrivò un certo DOOM

Dopo l’era d’oro del franchise collocata principalmente tra fine anni ottanta e primi anni novanta, si cercò (dopo qualche titolo minore) di farlo tornare in auge con R-type Final – creato appunto come capitolo finale della storica saga – parliamo dell’era PS2. Dopo, il silenzio.

Irem, sviluppatore originale della saga, dopo questo capitolo ha infatti abbandonato lo sviluppo di ulteriori titoli (a parte qualche spin-off di poco conto).

R-Type Final 2 cerca così dopo anni di silenzio e grazie ad una campagna di crowdfunding – che riunisce alcuni dei vecchi team originali coordinati da Kazuma Kujo di Granzella – di tornare ai fasti dei migliori momenti della serie, anche se il livello della produzione (per l’occasione ammodernatasi grazie all’ormai onnipresente Unreal Engine) si rivela essere tutto sommato modesto.

Il titolo riesce però a mantenere intatta l’atmosfera degli originali. Ciò che rende speciale R-Type, come le meccaniche che hanno servito così bene la serie fin dall’originale del 1987, è il modello originale di Irem caratterizzato da un ritmo più calmo e strategico rispetto alla frenesia di alcuni concorrenti. Non a caso i fondamenti della serie sono stati a malapena toccati per oltre 30 anni: il ritmo ben specifico del titolo, l’alternanza tra colpi normali e caricati, la gestione del fido Pod.

Tutto ciò è intatto in R-Type Final 2, il che lo rende uno sparatutto che si distingue dagli altri del suo genere. È impegnativo in un modo diverso dagli sparatutto bullet hell, i suoi livelli sono pensati per essere navigati come se si stesse giocando a un puzzle game. Eppure, pur con tutta questa eredità ludica, atmosfera e la sfida vecchia scuola R-Type Final 2 non riesce ad elevarsi in modo deciso dalla concorrenza.

Ci sono nuove e gradite funzioni di personalizzazione (sia per la nave che per il pilota) e si tratta di un titolo particolare per come è stato creato, alcune delle funzioni sono comprensibilmente legate agli stretch goals dei finanziatori della campagna crowdfunding, il che comprende i DLC presenti e futuri.

In tutto questo, però, rimane intatta una meticolosa attenzione ai dettagli e una voglia di celebrazione degna di una serie di questa levatura: visitate il museo e sarete in grado di godere non solo delle navi che fungono come tributo alla ricca storia di R-Type, ma anche delle storie di ogni nemico che incontrerete, complete dei danni che avete inflitto o subìto.

Si tratta di un sequel che si affianca perfettamente al suo predecessore, pregno di uno spirito proprio sufficiente a giustificarne l’esistenza. R-Type Final 2 ha il piglio dell’allegra commemorazione, un titolo vivace che sfreccia attraverso la storia della serie con gli occhi spalancati di meraviglia. 

È senz’altro un modo rispettoso per dire addio alla saga. In ogni caso Kujo e il suo team hanno creato un R-Type degno di questo nome – e ciò è qualcosa che vale la pena celebrare.

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10
7,5
Sparatutto vecchia scuola dall'aspetto moderno ma con ritmi d'altri tempi, tantissime chicche ed informazioni sfiziose per i fan della saga
Non particolarmente originale, aggiunge poco ai predecessori, qualche sporadico rallentamento ogni tanto (il che contribuisce al "vecchia scuola")

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