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WarioWare: Get it Together – SCRIVI! La recensione del gioco

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In WarioWare: Get it Together Wario e i suoi amici finiscono dentro una console portatile, NintendOn li ha tirati fuori per scrivere questa recensione

In WarioWare: Get it Together Wario e i suoi amici finiscono dentro una console portatile, NintendOn li ha tirati fuori per scrivere questa recensione

Settembre 13, 2021
Genere
Follia a schermo
Lingua
Italiano
Multiplayer
2 - 4 giocatori

Adesso con il 100% di baffi all’aroma di aglio

Se avessi solo 8 secondi per scrivere la recensione di WarioWare: Get it Together avrei già esaurito tutte le quattro vite a disposizione. Questa è la sacra legge della serie, intonsa da 18 anni a questa parte, nonostante ogni iterazione abbia cercato di rimescolare le carte in tavola, il più delle volte sfruttando una o più caratteristiche della console ospitante (se volete la storia lunga, l’ho sviscerata per voi in questo articolo), ma sempre restando fedele a questa filosofia: una serie di microgiochi da fare in successione.

WarioWare: Get it together non fa eccezione, anzi, per struttura riesce anche a ricordare il primo indimenticabile gioco della serie. La modalità Storia offre la consueta mappa/albero con caselle, e a ogni casella corrisponde una decina di sfide ultraveloci precedute da una scritta serafica come RIEMPI! SCHIVA! ANNAFFIA! che ci dice cosa fare (e con pochissimo tempo per mettere in pratica detto imperativo a seguire), dalle tematiche diverse da casella a casella, con un “boss stage” in coda. Le virgolette sono dovute al fatto che più che affrontare un boss vero e proprio, spesso si andrà ad affrontare un minigioco più corposo e strutturato, che dura anche dieci volte di più di un microgioco medio, andando a infrangere la sfolgorante durata dei 60 secondi. Hai detto poco.

Il minimalismo del gameplay tipico di questa serie si rivela assuefacente. La natura umana ci porta a cliccare ossessivamente. Clicchiamo per l’input corretto durante il minigioco, clicchiamo anche quando non serve, smaniosi di approdare al microgioco successivo, clicchiamo ancora più convulsamente dopo il Game Over, quando il subconscio non ammette la sconfitta con dei giochini così stupidi. Sì, perché in WarioWare l’immediatezza arcade si è sempre sposata con una demenzialità a tutto tondo. Demenziale è il compito del giocatore, intento a strappare peli ascellari da una statua greca, e altrettanto demenziale è come il tutto viene raffigurato. L’estetica e la sostanza di WarioWare è un juke-box della follia, un pandemonio di compiti ingrati, ai quali non possiamo fare a meno di rispondere secondo il binomio azione-reazione, il dito pigia di riflesso, la bocca si allarga in un sorriso per le assurdità di cui gli occhi sono testimoni.

Get it Together è fedele alla linea, ma la novità del gioco esclusivo per Nintendo Switch, così chiaramente esposta dal titolo, intacca in qualche modo questa filosofia. Wario ha fatto uno dei suoi soliti pasticci, finendo risucchiato, assieme al resto del suo team di amici-sviluppatori, dentro una console portatile. Adesso tutto il roster di personaggi della serie parteciperà in presenza ai minigiochi, e ognuno di questi 20 personaggi possiede la propria abilità. Wario, il più equilibrato, svolazza grazie al jet-pack ed esegue la sua classica spallata, Mona ha un boomerang direzionabile da ferma, altrimenti va a destra e a manca, 18-Volt spara CD ma è immobile e può muoversi solo sparando verso anelli a cui agganciarsi. E così via.

Va da sé che questa nuova meccanica va ad allargare le maglie dei tempi di reazione a cui siamo solitamente abituati, rendendo il gioco meno immediato, perché oltre a capire cosa fare, subentra il bisogno di capire anche come farlo. In otto secondi. Dato che la frenesia tipica della serie è immutata, questo vuol dire che ci sono personaggi migliori o peggiori a seconda delle situazioni. Per la prima volta infatti, assistiamo a dei tutorial per assimilare le abilità dei protagonisti, in una serie che era l’emblema della immediatezza, quando il resto del settore iniziava a impelagarsi con giochi complessi colmi di spiegazioni e tutorial infiniti.

A ben pensarci, tutta la modalità Storia stessa è come un enorme tutorial per i minigiochi. Infatti troviamo tutta una serie di Missioni che ci chiede di fare esperienza con i microgiochi e praticamente tutto quello che c’è nel gioco. Come i fan più accaniti della serie sanno, l’obiettivo è sfondarsi su questi microgiochi fino a raggiungere la chimera della perfezione di esecuzione, anche a velocità spasmodiche. L’attrattiva per il gioco in singolo risiede in queste labili fondamenta, e poiché lo spirito arcade nei giocatori moderni va sempre più affievolendosi, questo ritorno in grande stile di WarioWare rischia di essere un fuoco di paglia.

Sebbene sia solido nel gameplay e nella presentazione di questo, con sequenze di animazione esilaranti ma accurate e perfino doppiaggio in lingua italiana, una volta terminata la modalità Storia, resta solo l’high score a titillare il giocatore. I soldi elargiti dalle Missioni (e in altre occasioni) sbloccano sì dei contenuti, ma questi sono meramente estetici (palette swap dei vestiti, artwork lillipuziani e costumini vari) e non influiscono sul gameplay. Perfino la modalità Storia è meno stringente, dato che adesso si possono utilizzare le già citate monete per continuare qualora si perdano le 4 fantomatiche vite, anziché dover iniziare dal principio. E questo va a ridurre la longevità di un gioco che già si attesta sotto le 3 ore.

I veri sbloccabili in realtà arrivano una volta portata a termine la Storia, e rendono disponibile il Gran Varietà, sotto al quale vengono raggruppate le varie modalità multiplayer (e non) accessorie. Finalmente WarioWare torna a riscaldare i nostri divani, cosa che non accadeva in maniera così massiccia da era GameCube. C’è qualche minigioco, ma come prevedibile, sono la parte peggiore e trascurabile dell’intero pacchetto. Una sottospecie di clonaccio della pallavolo, un altro del calcio, se per calcio si intende solo palleggi, uno smash bros del discount per un giocatore e un altro per più giocatori, nulla che vi terrà impegnato più di qualche secondo prima di tornare al menù principale.

Fortunatamente l’altra metà dei giochi è assolutamente apprezzabile, e anche ben differenziata. Per soli 2 giocatori ci sono il classico Duello tra gladiatori e la Stella d’oro, dove si compete, ma nello stesso microgioco, cercando di fare meglio e più velocemente dell’avversario. Fino a 4 giocatori invece possono cimentarsi in Scoppia!, il ritorno del classico gioco del palloncino dove chi non gioca cerca di inguaiare l’altro gonfiando un palloncino, il cui scoppio ne decreterà il game over. A questi si aggiungono Sfida Triangolare, in cui le vittorie permettono di piazzare una bandierina, cercando di proiettare dei triangoli e chi riesce a coprire l’area maggiore alla fine vince, e un simil-pong in cui infastidire chi segna rendendogli illeggibile l’area del microgioco che dovrà affrontare.

Il multiplayer è destinato a suscitare momenti di grande ilarità con amici e parenti, anche perché come al solito è tutto all’insegna del caos più totale. La controindicazione è che non si può prendere sul serio un competitivo in cui non serve bravura o esperienza, ma solo fortuna, e in questo caso se i vostri amici, come è peraltro probabile, non conoscono il gioco, si ritroveranno in mano personaggi difficili da gestire, e avranno bisogno di un po’ di tempo per ambientarsi. I personaggi non sono bilanciati. Molti hanno un’abilità solo leggermente diversa rispetto a quella di un altro, per cui in singolo, quando si deve decidere la propria squadra di 3 personaggi, si tende a scegliere i propri preferiti.

Ovviamente è stata una scelta ben ponderata in fase di sviluppo. Mario Kart e Smash Bros sono le serie più profonde per il multiplayer, mentre Mario Party e ancora di più WarioWare sono quelle for fun. Va bene anche così, ovviamente, basta tenere in considerazione questa semplicità di fondo e non volare troppo in alto con le aspettative. Quanto sia appagante pagare il prezzo (quasi) pieno per un gioco da poche ore, fondamentalmente arcade in singolo, ed eccessivamente frivolo, seppur divertentissimo in multiplayer, penso sia reso palese dal voto in calce, seppure la possibilità di affrontare la Modalità Storia con la cooperazione di un secondo giocatore sia un’aggiunta grandiosa che vorrei riproposta in sempre più titoli.

Get it Together fondamentalmente calca il sentiero già solcato dai suoi predecessori, quindi chi ha avuto tra le mani un titolo della serie (eccezion fatta per l’episodio spin off per Nintendo Wii U) sa già di che morte morire. I personaggi cambiano il gameplay senza stravolgerlo, a volte in meglio, altre in peggio. L’assenza cronica di contenuti (sempre per quantità, sottolineo) continua a funestare la serie, che fa della direzione artistica e dello stile di gameplay mordi e fuggi le attrattive maggiori. In questo senso, Get it Together non delude, ed è l’ennesima riprova di una Nintendo che non riesce a valicare i confini del buon gusto finendo per creare un gioco che sia davvero brutto e/o corrotto nelle fondamenta. E come spesso accade, è anche l’ennesima riprova di una Nintendo che con certe serie non è disposta a fare il passo in più, accontentando quella platea che aspetta il gioco con trepidazione, senza cercare di riscuotere ulteriori consensi.

Probabilmente bastava poco. Meno personaggi, ma più bilanciati. Una modalità storia più corposa. Un multiplayer più profondo. Un po’ di minigiochi, nemmeno troppo studiati, ma appaganti come l’aeroplanino di carta o il Pyoro dei bei tempi andati. Una componente online che non si limiti alla sfida periodica con leaderboard. WarioWare invece rimane fedele alle sue radici e questo probabilmente può anche bastare per alcuni. Altri invece guarderanno il boss finale (non spoilero, ma è praticamente l’unico momento in cui le varie abilità dei personaggi vengono chiamate in causa a dovere) e si chiederanno se non fosse possibile avere qualcosa di più profondo con le novità messe sul piatto da questi sviluppatori dalle mille idee, lanciati sulla pista in buona posizione, ma con il freno a mano tirato.

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10
6.7
WarioWare è un manifesto della follia e il capitolo per Switch ne è fiero interprete. Lo stile assurdo e la semplicità arcade dei suoi microgiochi rendono la serie sempre degna di interesse. Get it together inoltre permette a 3 amici vostri di scoprire l’assurdità di un gioco sempre piacevole da approcciare, demenziale ma dai buoni valori. Ottima anche la possibilità di aggiungere un secondo giocatore nella modalità Storia.
La povertà quantitativa dei contenuti tipica di ogni episodio si riconferma anche in questo ultimo, e il prezzo pieno certo non aiuta. La novità dei personaggi rinfresca la formula, ma senza stravolgerla. Anzi, occasionalmente subentra un po’ di frustrazione, per l’incapacità concreta di essere efficienti in situazioni dove sarebbe stato meglio usare un altro personaggio. In modalità Storia, un secondo giocatore compensa. In multiplayer invece si litiga.

MODUS OPERANDI

Portato a termine in una sera in compagnia di Marimouse, e giocato con amici in 4 quella successiva, con fragorose risate, grazie a un codice gentilmente elargito da Nintendo

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