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Analisi dei Rumor su Xenoblade Chronicles 3

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I ragazzi di Xenoblade Universe “R-Alpha” hanno analizzato tutti i rumor degli ultimi mesi riguardanti Xenoblade Chronicles e i suoi possibili sequel.

I ragazzi di Xenoblade Universe “R-Alpha” hanno analizzato tutti i rumor degli ultimi mesi riguardanti Xenoblade Chronicles e i suoi possibili sequel.

Agosto 29, 2021

Dobbiamo credere a tutto ciò che sentiamo?

I rumor su un possibile Xenoblade Chronicles 3 si sono susseguiti rapidi negli ultimi mesi, lasciando i soliti vuoti cosmici di dubbio e perplessità. Chi meglio quindi per discutere approfonditamente della questione se non qualcuno da Xenoblade Universe “R-Alpha”, i veri esperti del franchise? Vi lasciamo al pezzo di Stefano de Barba che ci spiegherà tutto.

Abbiamo impiegato più tempo di quanto preventivato a causa di una ricerca con disamina di ogni possibile fonte, ma alla fine il tutto si è ridotto alla “versione” di Imran Khan su Fanbyte, che ha poi modificato a voce nel podcast, con delle discrete correzioni da parte di Samus Hunter, la già citata insider. Anche altri giornalisti e youtuber si sono gettati nella mischia delle notizie, ma il loro unico contributo è stato quello di affermare: “Anche secondo le mie fonti il gioco esiste” (e grazie eh…), per cui non è necessario nominarli.

Prima di cominciare occorre piazzare un importante avviso: dato che si parla di un titolo idealmente posizionato cronologicamente dopo Xenoblade 2, con riferimenti al suo finale, questo articolo sarà costellato di spoiler sia per esso sia per Xenoblade 1, incluso Un futuro Comune, per cui procedete soltanto se li avete già completati. Per X invece state tranquilli perché… beh, gli unici segnali su quel fronte che arrivano dai giornalisti sono che, pure secondo loro, il porting su Switch è ormai improbabile.

Iniziamo subito con l’argomento principale: i personaggi. Nell’articolo Khan sosteneva che ci sarebbero stati dei ritorni dall’1 e dal 2 dei personaggi non umani, ossia quelli in grado di vivere più a lungo; per poi contraddirsi nel podcast e arrivare a dire esplicitamente “immortals characters have survived”, dunque rendendo la questione decisamente più complessa, e, verosimilmente, un po’ meno credibile.

Noi analizzeremo però ogni possibile caso, di volta in volta specificando la tipologia dei personaggi in esame.

Intanto l’unico Xenoblade con la storia meno auto-conclusa, nessun sequel nei rumor (NdOn)

Questo ipotetico Xeno 3 è un seguito del 2 secondo Fanbyte, in quanto il capitolo più venduto della serie (in realtà lo Xeno in generale). E viene addirittura definito come “fine della trilogia”, ambientato in un lontano futuro. Xenoblade nasceva in origine come gioco a sé, senza la pretesa di dare origine ad una dinastia, la quale si è però concretizzata con l’arrivo del 2, e che, nonostante le dichiarazioni ufficiali pre-lancio atte a sviare i giocatori, era intimamente collegato al mondo del primo. Ovviamente si trattava di una aggiunta non inizialmente prevista, con tanto di alcune scene del secondo capitolo che andavano ad ampliare (per non dire modificare) quanto visto nel predecessore, tradendo così la propria natura di retcon; ma non per questo il loro impatto è stato meno autentico su ogni fan.

Dunque questo gioco andrebbe a completare la visione espansa dal secondo capitolo, chiudendo definitivamente il ciclo di Klaus e del suo esperimento che ha generato i due -per ora conosciuti- universi. Klaus che, a logica, non dovrebbe fare un ritorno nella serie, dato che la sua metà nella forma di Zanza è stata uccisa da Shulk durante la battaglia finale dell’1. L’Architetto nel 2 ha ordinato ai Titani di unirsi in una terra nel mare di nuvole, per poi utilizzare in qualche modo il potere rigenerante delle nanomacchine disperse nello stesso mare così da creare la nuova casa per i personaggi.

Inoltre siamo a conoscenza del fatto che egli sparisca contemporaneamente alla smaterializzazione del Varco (in inglese Conduit) e dunque la loro influenza nel mondo di Xenoblade 2 è conclusa, venendo infatti precisamente detto a Rex che non sarà più in grado di utilizzarne il potere. Quindi, se non vogliamo dare per scontata la morte anche dell’Architetto, è comunque ragionevole supporre che sia stato trasportato insieme al Varco in un’altra dimensione (nella spiegazione del capitolo finale la frase esatta è che provenisse da “some far-flung dimension” e “it is a power we can know nothing about”), e allora le possibilità di rivederlo sono ridotte al minimo. Però… dopo aver dialogato col gruppo, l’Architetto, rinfrancato dal fatto che nella nuova umanità da lui creata trovassero posto anche esseri non corrotti, pronuncia: “Perhaps I will be able to face you again…” e poi, alzando lo sguardo verso l’alto, “Galea…”. Probabilmente si trattava soltanto un moto spontaneo dettato dalla gioia momentanea contrapposta alla desolazione derivante dalla perdita della collega (e forse, anche, qualcosa di più) nell’istante dell’esperimento che distrusse e creò un nuovo universo, da non leggersi quindi troppo in profondità, ma magari era un indizio del fatto che lui sarebbe realmente sopravvissuto in una rinnovata dimensione. E che perciò, si augurava, fosse la medesima di Galea.

Molto probabilmente il tutto potrebbe avvenire soltanto a livello spirituale, dato che il corpo dell’Architetto è ormai perduto e lo stesso dicasi di Galea (sia nel caso in cui si accetti che fosse diventata il Guldo Infernale sconfitto nella Rovine della Morytha, sia viceversa), ma alla prova dei fatti non sarebbe un ostacolo insormontabile, dato che, semplicemente, anche Zanza e Meyneth erano delle anime bisognose di un corpo fisico esterno. In sostanza, la nostra opinione è che entrambi -Klaus e Galea- siano personaggi che abbiano fatto il proprio tempo e non abbiano le necessità di un ritorno ma che, al contempo, potrebbero riapparire e, per quanto straniante, sarebbero giustificati da queste “sottigliezze” di trama che abbiamo esposto.

Lo Zohar è il grosso monolite dorato degli Xeno antecedenti a ‘Blade. Design che si ripropone in giro nei prodotti Monolith. (NdOn)

Esplicitando e riassumendo, il punto focale è soltanto uno: sono esseri legati al Varco. E noi sappiamo che esso sia un collettore metauniversale in grado di collegare le infinite realtà parallele e, sebbene non confermato, apparentemente indistruttibile ed eterno. I suoi poteri sono talmente grandi da non poter venire compresi dagli esseri umani (secondo Klaus appunto di origine divina) e, assimilandone le funzioni allo Zohar della Xenosaga, in grado di fornire energia pressoché infinita. Comunque, sappiamo che alla fine del gioco esso sparisca, dunque non sarebbe così esagerato immaginare possa fungere da contenitore per gli spiriti dei due personaggi, i quali quindi a prescindere dalla distruzione sia delle proprie corporeità sia delle Monadi, sarebbero canonicamente in grado di continuare ad esistere per poi, in qualche modo, riapparire.

Un discorso simile può essere fatto per Alvis: alla fine di Xenoblade 1 dice espressamente che, in quanto Monado e perciò dotato di abilità da parte del Varco, era presente all’inizio e proclamerà la fine. [Altra tematica cara agli Xeno, basti pensare a Xenogears che si apre con la citazione all’Apocalisse: “I am Alpha and Omega, the beginning and the end, the first and the last”, che diviene in continuazione reinterpretata]. Shulk, nuovo dio del mondo, decide di non decidere per il futuro di tutti ma lascia che ognuno se lo costruisca da sé, eliminando di fatto il controllo di Alvis, il computer amministrativo, stabilito da Zanza al momento della creazione. Dunque, nel nuovo universo che viene generato basato sui suoi ricordi Alvis è quasi sicuramente assente ma, e qui incontriamo un altro punto focale, non è detto che sia morto: potrebbe, in maniera banale, essere anch’esso stato vittima di un trasferimento spazio-temporale.

E questo termine dovrebbe riaccendere un vivido ricordo: Ontos e la sua sparizione. Sappiamo che durante l’attivazione del Varco da parte di Klaus, nel culmine la guerra spaziale, è stato causa di un evento di transizione che l’ha spedito in un’altra dimensione. Seppure ciò non venga ulteriormente affrontato, e nemmeno dimostri di avere avuto un impatto sensibile nel mondo di Klaus (due Aegis riescono lo stesso a svolgere i loro compiti senza particolari problemi… anzi, combattendosi già a sufficienza), in molti hanno sempre pensato che si trattasse proprio del cristallo di Alvis, spedito in un altro universo insieme a Zanza e Meyneth. Noi in realtà, come sovente espresso, siamo dell’opinione che non siano la stessa entità poiché la coincidenza creerebbe molte più incongruenze di quelle -in ogni caso presenti, dato il retcon- dell’eterogeneità, ma la questione è destinata a rimanere irrisolta (da cui il nostro sommo sconforto quando abbiamo avuto la Definitive Edition con la storia identica all’originale senza alcun cambiamento, solo col cristallo sulla collana che non fugava i dubbi). Tutto questo per dire che, nel caso di concordanza, Alvis non è comunque ufficialmente morto, per cui potrebbe tornare come i due citati; se invece Alvis ed Ontos sono due entità distinte, a maggior ragione un nuovo gioco potrebbe esplorare il destino di quest’ultimo.

Concludiamo l’analisi dei Processori Trinità con i due restanti, gli Aegis, iniziando però ad addentrarci in un terreno piuttosto scivoloso: Malos è morto, ed è l’unico per il quale l’affermazione è certa, dato che il suo cristallo è andato distrutto. Per Pneuma pensavamo ad una sorte paragonabile… non fosse per la scena finale del gioco che, col ritorno di Pyra e Mythra separate, abbia complicato notevolmente la questione. Le domande che tutti ci siamo posti, dal come ciò fosse possibile al fatto che mantenessero o meno i ricordi, sono state in un certo senso “mortificate” da Takahashi che ha confermato, qualche mese dopo l’uscita, che il finale non fosse stato inizialmente affatto previsto così, ma che abbiano poi voluto fare “un regalo” ai giocatori. Non sapendo però chi riportare indietro tra Pneuma e una delle altre due, hanno preferito avere sia Pyra sia Mythra così da accontentare tutti. Insomma, ore di teorie perse a scovare il dettaglio mancante per poi scoprire che era tutto fanservice, praticamente.

Il fanservice che ci piace però! (NdOn)

Accettando comunque la situazione, esse ricompaiono col cristallo nucleico integro, comprensivo della croce di Rex, per cui sono nuovamente Aegis normali, libere dunque dal vincolo temporale del proprio Ductor. E che possono quindi sopravviverne alla morte, esattamente com’era stato nel caso di Pyra dopo quella di Addam e Malos dopo Amalthus. Certo, questo soltanto nell’eventualità in cui, dopo la sparizione del Varco e distruzione dell’Albero del mondo, abbia ancora senso parlare di Aegis, dato che senza le fonti che garantivano le abilità particolari potrebbero essere diventate delle normali Gladius. Le quali si tramuterebbero nuovamente in cristalli a seguito della dipartita di Rex, perdendo così i loro ricordi attuali. La stesso dicasi per tutti i normali Gladius facenti parti della trama: Roc, Brighid ed Aegaeon. Rex e Mòrag sono umani per cui, dopo meno di un centinaio di anni, saranno nella tomba ed i Gladius di nuovo cristalli.

A leggere questi nomi, in cui in realtà soltanto Brighid è davvero parte del cast, sembra che manchi qualcuno… ma la faccenda è presto spiegata: Nia e Zeke sono delle eccezioni. Lei, una Gladius a cui sono state aggiunte cellule umane, ha acquisito la facoltà di Ductor mantenendo però quelle originarie, tranne l’immortalità. Pur non essendo sempre del tutto chiaro, i Flesh Eaters (utilizzare il nome italiano Semiumani/Semigladius farebbe soltanto confusione) diventano in grado di sopravvivere alla morte del Ductor che li ha evocati, ma diventando di fatto corruttibili, per quanto in grado di vivere per moltissimi anni senza apparentemente invecchiare. Gli esempi sono esplicativi: Minoth, dopo aver assorbito le cellule umane durante gli eventi dell’espansione di Torna, ha quasi perso le proprie capacità ed ha iniziato ad invecchiare, sopravvivendo comunque per 500 anni. Jin al contrario, dopo aver ingurgitato il cuore di Lora ha addirittura ottenuto una nuova forma più potente e per 5 secoli non ha avuto alcun segno del tempo sul proprio corpo. Dunque, la situazione di Nia non è prevedibile a priori ma, grazie anche alla sua trasformazione, è piuttosto sicuro ipotizzare che abbia ancora qualche centinaio d’anni davanti. Accompagnata, ovviamente, da Dromarch.

Per il principe del Tantal invece siamo nel caso opposto: un umano in cui è stato impiantato un frammento di cristallo (quello di Pandoria). I Blade Eaters pure acquisiscono pseudo immortalità (pensate ad Amalthus e Mikhail, sempre 500 anni) e questo è dovuto alla funzione primaria per cui erano stati concepiti i cristalli -sostituire le cellule del cervello umano, non sempre però funzionando, come dimostrato dai Guldo-, ma per Zeke la questione sarebbe leggermente diversa.

Questi adorabili/scoccianti esseri possono tirare a campare per secoli. OH NO.(NdOn)

Di certo la sua aspettativa di vita è superiore a quella di qualsiasi uomo, però è legato indissolubilmente a Pandoria: il cristallo conficcato nel cuore è ciò che gli ha salvato la vita, per cui nel caso in cui lei venisse uccisa, col cristallo sul petto distrutto, lui subirebbe in poco tempo la medesima fine. E viceversa, in quanto con la dipartita di Zeke lei non potrebbe più fare ritorno al suo cristallo, essendo stato diviso in due parti. Sostanzialmente, la coppia non è eterna e soprattutto è inscindibile, nella vita tanto quanto nella morte. Resta un ultimo personaggio da citare in questo continuo binomio di Ductor e Gladius: Poppi. Al suo creatore, Tora, si prospetta una vita non breve in quanto Nopon (possono vivere anche più del doppio degli umani), ma la sua presenza è ininfluente per la Gladius artificiale: essendo una macchina, non necessita affatto di un Ductor per continuare ad esistere ed anzi, può essere realmente considerata alla stregua di un’entità immortale e che mantiene i ricordi acquisti nel corso del tempo. Perciò la sua presenza in Xenoblade 3 sarebbe quella che in assoluto, per quanto non sia un personaggio centrale, appare priva di problemi di sorta. Accompagnata magari da altre Gladius artificiali, forse in forme più evolute (lei stessa potrebbe addirittura subire un profondo redesign, adottando come base la versione Beta o Gamma).

Citando brevemente anche popoli ed NPC, se a ritornare non dovrebbero quindi essere gli umani (intendendo come razze i Gormotti, gli Urayani, i Leftheriani, gli Ardainiani e i Tantalesi) di Alrest, per gli altri le possibilità sono comunque basse: i Nopon sono sì più longevi, ma comunque raramente superano i 200 anni, mai i 300 -escludendo ovviamente l’ironia dei Saggi Nopon con 9999 primavere alle spalle. Per gli Indolini, ammesso che ancora ne esistano dopo la fine della guerra, il discorso sarebbe differente in quanto sono in assoluto quelli con la maggiore aspettativa, estendendosi per alcuni secoli; ad eccezione di Amalthus però nessuno era fortemente presente nella trama tanto da giustificare un ritorno. Riassumendo, tolti i Gladius e gli ibridi, ci sarebbero ben poche possibilità di vedere personaggi già noti.

Finora, dopo l’inizio con Klaus, Galea ed Alvis, abbiamo per affinità tematica citato tutti personaggi di Xeno 2, ed ora ritorniamo quindi al primo gioco, con una doverosa premessa: in seguito alle vicende finali di Shulk ed Alvis, nel nuovo mondo di Bionis e Mechanis non esistono più personaggi con poteri semidivini o comunque abilità sovrumane. Come confermato anche nell’epilogo Future Connected, i popoli rimasti possono affidarsi “soltanto” alle conoscenze in campo tecnologico o alla manipolazione dell’Etere; niente più Monado o simili in sostanza. Un’eccezione a questo è però rappresentato dai Telesia: Zanza afferma che siano mere cellule del suo corpo con il solo scopo di distruggere la vita su Bionis e di assorbire Etere; perciò sarebbe stato credibile che al momento della ricreazione dell’universo essi non venissero inclusi, mantenendo soltanto la loro versione “umanizzata”, gli Haientia.

Costoro infatti, specialmente nelle versioni di sangue più puro, contengono un gene che li trasforma in Telesia a seguito di un’eccessiva esposizione all’Etere; la presenza dei Telesia nella Spalla di Bionis conferma che questa caratteristica sia stata mantenuta e non eliminata -infatti, Teelan stesso, il giovane compagno di Tyrea, cerca un modo per farli ritornare Haientia. In ogni caso, per quanto si tratti di “mostri” formidabili, non sono più sottoposti al controllo di una mente superiore, e non occorre indagare ulteriormente.

Questa cosa che le macchine vivono più degli umani è un po’ una presa in giro. Quanta nostra tecnologia si rompe e muore? (NdOn)

Dette le quali cose, memori della prima affermazione di Khan circa la sopravvivenza dei semplici non umani in luogo dei veri e propri immortali, nel cast di Xenoblade 1 l’eternità non è un concetto presente. Gli Homs sono sostanzialmente umani, i Nopon come prima esposto vivono il doppio/triplo di loro; per gli Haientia si parla di una prospettiva circa quadrupla, con i più anziani che sfiorano i 400 anni; infine i Makina sono in assoluto i “vincitori” di tutta la serie, protraendosi senza problemi per quasi una decina di millenni. Essi quindi, appunto nell’eventualità in cui si parli di “longevi” e non “immortali”, sarebbero i principali indiziati di una ricomparsa: oltre a Vanea, i più importanti sono il medico Linada e il capo villaggio Miqol, il quale ha un’età di circa 6000 anni, di molto superiore alle altre due. Ciò significa che, se il gioco è realmente ambientato in un distante futuro, del party non si rincontrerebbe nessuno… non fosse per il dettaglio evidenziato da Khan circa il ritorno di Melia. Lei ha 88 anni al termine della storia, per cui il prossimo gioco dovrebbe essere ambientato al massimo 300 anni dopo; probabilmente anche meno, se vogliamo considerarla ancora dal corpo “giovane” ed in grado di combattere, dato che i personaggi giocabili negli Xeno molto raramente superano la sessantina.

E questo non è affatto un “attacco” a Melia, quanto più una realistica presa di coscienza che, anche dopo averla resa protagonista dell’epilogo Future Connected, sarebbe insolito e molto poco soddisfacente per i fan vederla riapparire ma nelle vesti di un semplice NPC anziano. Quindi, se lei incarna uno dei prossimi protagonisti, la situazione cambia decisamente: il futuro è molto più vicino di quanto sospettato, e dunque soltanto gli Homs sarebbero certi della propria prematura fine, laddove pure Nopon come Riki, Kino e Nene (ma anche, traslando, Tora) avrebbero delle possibilità di tornare. E a maggior ragione lo farebbero gli altri Haientia, per quanto di rilevanti alla conclusione della trama rimangano soltanto quelli dell’espansione: Tyrea e Teelan, più eventualmente Maxis. Ciò che però continua a stonare, come evidenziato già al momento della nostra scrittura della prima notizia, è che Khan abbia parlato esplicitamente soltanto di Melia, poiché “Jenna Coleman dovrebbe quasi certamente averla doppiata”, a seguito della famosa videointervista.

Dopo aver candidamente ammesso nel podcast di essere stato a conoscenza del gioco per mesi ma di aver aspettato questo casuale avvenimento per parlarne, sembra piuttosto povero il suo bagaglio di informazioni per citare l’unico personaggio a suo dire sicuro. Per di più, ha dichiarato che osservando i commenti dei fan su Internet circa i possibili ritorni, abbia trovato delle “accurate guesses”. Ora, tra Twitter e simili è stato citato praticamente chiunque, dai realistici agli impossibili, quindi non è molto significativa come indicazione; prendete anche il nostro stesso articolo che state leggendo: contenendo ogni singolo personaggio passibile di riapparizione, è sicuro al 100% che ci siano scritti dei nomi corretti. Pura e semplice statistica: enunciando ogni caso, un evento non può risultare inaspettato. Certo, ricordiamoci sempre che parliamo in fin dei conti di uno Xeno, a Takahashi costerebbe pochissimo inserire un qualche espediente di trama per catapultare Shulk e Rex 100 anni avanti nel futuro senza mostrare alcun segno di invecchiamento, ma per ora ci atterremo agli elementi noti.

Un raro screenshot dei fan di Xeno mentre analizzano i giochi (NdOn)

Archiviata la questione personaggi, passiamo al secondo grande capitolo, comunque intimamente connesso al primo: la timeline. Secondo il primo articolo dovrebbe essere un sequel di Xenoblade 2 in quanto capitolo più venduto della serie, ma col ritorno di personaggi anche del primo. Ambientato “in a far-flung future”, per poi addirittura aumentare nel podcast ad un “maybe eons after”. Dunque qui qualcosa, per l’appunto, non quadra con la presenza di Melia, che costringe il gioco a mantenersi entro un paio di, massimo tre, secoli di distanza. Il tutto appunto in circostanze normali, escludendo la presenza di salti temporali ed eventuali capsule di stasi che “fermino” lo scorrere degli anni. Ma in quel caso quindi, più il titolo viene posticipato rispetto alla fine del 2, più viene a perdere di senso il concetto di “sequel diretto”, dato che questioni irrisolte non ne erano rimaste e quindi la trama sarebbe per larga parte nuova.

Anche perché i popoli di Alrest continuano, teoricamente, a vivere nel nuovo “mondo” creata dall’unione dei Titani con un ammasso di terra, ma esso sembrava tutt’altro che abitato o pregno di punti di interesse. Occorrerebbe quindi che i Monolith si inventino nuovi personaggi, nuovi nemici, nuove creature, nuovi conflitti ed altro rendere il tutto interessante, e dare un significato alla prosecuzione di una vicenda completamente conclusa con il lieto fine e la pace tra ogni popolo. Ma più elementi dotati del fattore novità vengono inseriti, minore sarebbe l’aderenza alla tradizionale idea di sequel, e quindi sarebbe più appropriato definirlo “gioco autonomo con richiami al passato”. In buona sostanza, alla canonica domanda che tutti i non informati farebbero, ossia: “Ma serve aver giocato ai precedenti per apprezzare Xenoblade 3?”, la risposta verterebbe sulla non necessità, per quanto sicuramente andrebbero a perdersi alcuni passaggi sulla lore e background narrativo. Un seguito ambientato a distanza di secoli/millenni non sarebbe nemmeno una notizia per gli Xeno, basti banalmente pensare ai 500 anni di Torna, o andando più indietro alle lunghe pause che intercorrevano tra un episodio di Xenogears e l’altro. Sì, giusto, “che sarebbero dovute intercorrere” è più corretto…

E secondo noi questo scenario di connessioni non vincolanti è il più probabile, dato che in osservanza dei limitati elementi attuali ci sono fondamenta troppo poco solide per costruire un successore in piena regola a Xenoblade 2. Quello a cui Khan non accenna mai è, peraltro, ciò che a nostro avviso sarà il prossimo punto di partenza: l’espansione Un futuro comune. Ora, non serve ricordare quanto sia stata comunemente vista tanto superficiale quanto deludente da buona parte dei fan (noi compresi), dato che il titolo sembrava un chiaro riferimento ad un incontro con l’universo dell’altro capitolo, a cominciare dal fatto che davamo anche per scontata la modifica della trama dopo aver visto Alvis col cristallo… ma non è questo appunto il luogo per delle lamentele.

Sarà lei il fulcro di tutto? (NdOn)

Se quell’epilogo è stato da Takahashi nell’artbook della DE definito “una pietra che punta al futuro stesso della serie” per il quale era stata scelta Melia come rappresentante, e al suo interno non abbiamo avuto alcun avvenimento che potesse indicare la direzione, è scontato che le spiegazioni reali arriveranno… in futuro. Dato che la semplice vicenda in sé sulla vita di Bionis dopo un anno con la coabitazione delle varie razze è conclusa, la logica conseguenza risiede nelle questioni lasciate prive di risposta: il Re Nebbia e lo squarcio da cui traeva la propria forza. Non siamo ad approfondita conoscenza di pressoché nulla della sua origine e provenienza, tranne la piuttosto certa ipotesi che sia giunto sulla Spalla tramite quel portale.

La sua composizione visivamente paragonabile a fumo e fiamme è ignota (probabilmente c’entra l’Etere) ed è in qualche modo in grado di corrompere anche la fauna locale, ma specialmente per quanto indefinita la sua forma è molto simile a quella di un Guldo, i già citati umani sfigurati dai cristalli risiedenti nella Morytha. Una volta distrutto il portale dai Telesia (nuovamente senza una motivazione, ma possiamo presupporre fosse qualcosa di simile ad un sovraccarico d’Etere), esso non diviene più in grado di assorbire energia venendo così eliminato da Shulk e compagni. Non è chiaro se la sua chiusura fosse una tappa necessaria alla sua sconfitta, o l’abbia semplicemente indebolito, ma comunque testimonia una connessione “in tempo reale” tra esso e Bionis. Se, presumibilmente, dall’altra parte ci fosse una diversa dimensione, confermerebbe che attraverso artefatti simili sia possibile viaggiare nello spazio. Perciò essi sarebbero, alzando l’orizzonte della speculazione, il primo fulcro attorno al quale un nuovo Xenoblade dovrebbe ruotare, nell’intenzione di portare contemporaneamente a schermo personaggi dell’1 e del 2.

Melia era la protagonista della storia, Melia viene definita da Khan come unico personaggio certo del ritorno… i dati combacerebbero. Però secondo il giornalista il mondo di gioco sarebbe, appunto, quello di Xeno 2 ma “molti anni dopo”, per cui l’ambientazione di Bionis, a meno di clamorose rivelazioni, è del tutto differente. Quindi qui, concludendo questo articolato ma non complesso ragionamento, entrerebbero in gioco i rift dimensionali, per permettere alla principessa degli Haientia e suoi nuovi compagni (magari proprio Kino e Nene) di entrare a contatto col cast del 2. Un siffatto scenario, per quanto non rappresenti nulla di particolarmente innovativo o sorprendente, è in un certo senso persino già stato preventivato dallo stesso scrittore di Fanbyte: secondo lui la connessione di Xenoblade 3 ai precedenti potrà essere non dissimile da quella introdotta dal DLC del 2 con la modalità sfida in cui comparivano Shulk e Fiora, catapultati dal loro mondo ad Alrest. Nonostante le modalità suonino in effetti le stesse, la differenza di fondo è che il DLC era del tutto non canonico (cioè, c’era pure Elma…) e si trattava più di un cameo fanservice che altro, per far divertire i fan con nuove situazioni di gameplay.

Il legame reale tra i due giochi, ovviamente, esisteva già ed era molto più importante (tanto che sentiamo provenire dall’Architetto la celebra frase di Shulk: “Today we use our power to fell a god, and then seize our destiny!”), per cui nessuno ha veramente considerato rilevante il DLC. In Xeno 3 dunque un banale crossover sarebbe del tutto contrario al concetto di sequel, dato che può avvenire a cuor leggero senza alcuna implicazione di trama, ed arrivati a questo punto… costituirebbe un’ulteriore delusione. Non tanto per i rumor usciti, poiché vanno sempre presi col beneficio del dubbio, ma per le parole del Taka che ci avrebbero nuovamente tradito. Però insomma… non fasciamoci la testa prima del dovuto. Per Khan la DE, con i modelli rifatti in HD, aveva una sua logica nell’ottica di un riutilizzo degli asset in futuro; secondo Samus Hunter invece questo punto è sbagliato, dato che essi non avrebbero comunque la qualità necessaria ad un titolo nuovo di zecca, ed anzi secondo quest’ultima sarà basato su FC, come appena esposto, più che sul 2.

Potrebbe quindi darsi che lui sia partito da una premessa sbagliata per giungere comunque ad una conclusione corretta, ossia l’importanza della riedizione del primo Xenoblade. Sempre parlando della leaker invece, avvalla l’idea che molti personaggi ritorneranno ma sotto forma di semplice cameo, anche se almeno uno sarà canon; non ha però sentito nominare Melia. Tanti fatti contrastanti, insomma.

Per ora concludiamo anche questa sezione, dal momento che ogni ulteriore parola risulterebbe soltanto una totale teoria che esula dagli elementi di cui discutiamo.

La grande capacità tecnica dei Monolith, già. (NdOn)

Spendiamo alcuni attimi anche per commentare i restanti dettagli del report, vale a dire quelli tecnici. Il fatto che il gioco voglia essere il più ambizioso della serie non stupisce, dato che ogni capitolo cercava di innovare il più possibile, spesso tentando anche di spingere al massimo l’hardware su cui girava. Anche in Xenoblade 2, al netto di alcuni problemi di ottimizzazione dovuti al dover adattare il motore grafico di X per Wii U allo Switch -console che condividono molto poco-, si notavano miglioramenti nell’effettistica e nell’illuminazione, oltre ai vari passi in avanti su animazioni e cutscene più dinamiche.

Quindi questa parte, paradossalmente, è probabilmente la più credibile di tutto il complesso, per quanto forse la meno significativa; potrebbe però avere degli interessanti risvolti lato gameplay, se il maggior numero di personaggi e nemici a schermo potesse tradursi in una più grande profondità. Considerando che in Xeno 2 avevamo contemporaneamente 6 personaggi (3 coppie Ductor/Gladius) e molto spesso gli avversari non erano singoli ma a gruppi, viene quasi spontaneo, con un po’ di timore, immaginarsi fino a quale punto vogliano spingersi. Per Samus Hunter uno degli aspetti su cui si concentreranno particolarmente saranno i particellari e l’illuminazione, citando come esempio proprio il Re Nebbia. Sappiamo che nel 2019 abbiano lanciato un annuncio di assunzione rivolto esclusivamente agli Effect Artist, dunque sarebbe credibile.

Lasciamo volutamente stare altre considerazioni su data d’uscita (il 2022 è praticamente sicuro, a questo punto, e concordiamo con le fonti che sostengono nella tarda primavera) o compositori coinvolti, essendo argomenti meno rilevanti e più fumosi, avendo ormai analizzato in maniera speriamo adeguata quanto emerso. Giusto per la cronaca, secondo lei ci sarà nuovamente una presenza degli ACE, coinvolti tanto in Xeno 1 quanto nel 2, ma l’indizio che proprio oggi (29 agosto) Yasunori Mitsuda stia registrando da remoto con l’Orchestra di Bratislava, coinvolta per il 2, e specialmente dei non meglio specificati “irlandesi” laddove gli unici con cui mai abbia lavorato sono il coro degli ANUNA, presenti nel 2, potrebbe far propendere anche nella sua pista.

Avviandoci alla conclusione dell’articolo, secondo la nostra visione Khan ha effettivamente saputo qualcosa del gioco da una persona vicina allo sviluppo, ma erano tutti fatti confusi, privi di contesto e senza una reale connessione tra di loro, per cui molti si riveleranno sbagliati. Un esempio è preso realizzato: immaginate se, nel 2017, qualche giornalista avesse visto KOS-MOS in Xeno 2 ma senza che nessuno gli spiegasse si trattasse di una semplice Gladius rara. Avremmo visto apparire nei siti dei titoloni quali: “Xenoblade 2 è in realtà Xenosaga IV?!?!?!”, per non parlare di qualcuno che avesse potuto mettere le mani sugli screen con Shulk e Fiora di giugno 2018… non essendo a conoscenza del DLC, avrebbe diffuso la convinzione secondo cui il gioco avrebbe avuto un finale con l’unione del mondo a quello dell’1 e un cast allargato di personaggi… in poche parole, un gran casino. Che poi non sarebbe sfociato assolutamente in nulla di vero. Ecco, forse in questo momento ci troviamo di fronte ad una circostanza della stessa caratura, per cui l’invito è sempre quello di fidarsi sì, ma con giudizio. Che a fare le notizie ci pensano i giornalisti… ad analizzare ci siamo già noi! (Meno male by NintendOn)

Chiudiamo con un’ultima citazione a Samus Hunter, che ci ha lasciati un po’… non diciamo come, leggete voi: “you can expect even more Sci-Fi and psychological/philosophical elements from this title, Monolith’s goal is also to be able to interconnect all the titles in the series, including X.”. Se la prima metà è credibile, la parte in cui vogliano connettere anche X… una grossa parte della fiducia che abbiamo dato a questa leaker potrebbe essersela già giocata.

E direi che per ora non ci resta che aspettare nuovi sviluppi. Spero vi sia piaciuta questa lunga disanima sui rumor ed a questo punto possiamo lasciarci alle prossime voci di corridoio o direttamente ad un Direct con notizie più certe.

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