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Alcuni giocatori hanno usato Pokémon palesemente hackerati durante l’ultima Players Cup

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Durante l’edizione a invito della Pokémon Players Cup del 25° anniversario, molti giocatori hanno usato Pokémon con caratteristiche impossibili da avere.

Durante l’edizione a invito della Pokémon Players Cup del 25° anniversario, molti giocatori hanno usato Pokémon con caratteristiche impossibili da avere.

Venustoise NintendOn
Agosto 16, 2021

Ma hanno comunque passato i filtri di Game Freak

Nella giornata di ieri si è conclusa una speciale edizione a invito della Pokémon Players Cup, il torneo online ufficiale di Pokémon Spada e Scudo. Questa gara, svoltasi come parte delle celebrazioni del venticinquesimo anniversario dei mostriciattoli tascabili, ha avuto come protagonisti otto tra i migliori giocatori di videogiochi Pokémon provenienti da tutto il mondo.

Durante il corso dell’evento, i team registrati dai partecipanti sono stati resi disponibili per tutti al download come “squadre a nolo“, in modo che chiunque potesse testare le squadre di questi campioni. Questo però ha permesso anche un’analisi più approfondita dei vari Pokémon, mettendo alla luce come alcuni di essi fossero stati inequivocabilmente creati o modificati illegalmente. Kaphotics, il creatore di PKHeX, il più completo save-manager per giochi Pokémon, ha analizzato attentamente ogni squadra evidenziando numerose anomalie che sono sfuggite al debole filtro di Game Freak.

Il primo giocatore finito nell’occhio del ciclone è stato l’italiano Campione del Mondo 2013 Arash Ommati, la cui squadra scelta per questo torneo appare in gran parte modificata. Come ha sottolineato Kaphotics, seppur sia possibile trovare più Pokémon, anche leggendari, cromatici e con perfette combinazioni di IV, questo appare decisamente improbabile. Il problema, però, è che sono presenti anche alcune caratteristiche che sarebbero impossibili da avere in un Pokémon legit. Questo Nihilego, ad esempio, proviene in teoria da un gioco di settima generazione, ma si trova sprovvisto del Tracker ID di Pokémon HOME, un codice univoco che viene assegnato quando una creatura viene depositata nei Box online dell’applicazione, un passaggio obbligato per il trasferimento dalla Banca Pokémon. Urshifu, invece, nei ricordi con il suo Allenatore Originale, risulta aver imparato Forza Lunare, una mossa che questo Pokémon non può conoscere.

Altri piccoli difetti nelle altre creature, riportati nella conversazione su Twitter, hanno comunque reso evidente come l’intero team di Arash fosse composto da Pokémon hackerati. La squadra del Campione del Mondo 2019 Naoto Mizobuchi, invece, è risultata totalmente legittima, così come quella del Campione 2017 Ryota Otsubo. Il team di Santino Tarquinio, infine, è risultato quasi del tutto ufficiale, a parte per un Tornadus proveniente da un evento di quinta generazione che dovrebbe essere giapponese e ottenuto su Pokémon Bianco, mentre invece risulta inglese e ricevuto su Nero.

Anche la squadra di Wolfe Glick, il giocatore a cui è stato dedicato l’ultimo Dono Segreto di Pokémon Spada e Scudo, ha qualche piccolo difetto, anche se non immediatamente individuabile, in due creature su sei.

Il team di Renzo Navarro, infine, oltre a includere uno Stakataka che nella sua memoria ricorda di aver appreso Perforbecco, una mossa che non può imparare, presenta molte combinazioni di caratteristiche la cui compresenza risulterebbe a dir poco estremamente improbabile. In conclusione, anche qui almeno cinque Pokémon su sei sono stati modificati.

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Nel bene o nel male, sembra sia diventata ormai pratica comune creare team con programmi di terze parti nel mondo del competitivo Pokémon. È vero che, da una parte, il processo di preparazione di una squadra adatta a un torneo, seguendo esclusivamente le vie ufficiali, è un processo lungo e impegnativo, ma è altresì vero che con le Mente e l’Allenamento Pro è tutto molto più semplice che in passato (anche se, una delle pecche di questi sistemi, secondo i giocatori professionisti, è l’impossibilità di azzerare gli IV). Sebbene sia virtualmente impossibile distinguere un Pokémon creato artificialmente ad-hoc, chiamati in gergo legal, da uno trovato realmente nel gioco, o legit, ci auguriamo che prima o poi venga posto un limite serio all’utilizzo di creature palesemente hackerate come quelle utilizzate in questo torneo.

Fonte: Kaphotics,

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